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Cristian Mungiu, appello per salvare le sale di cinema

Tornato in patria dopo il successo a Cannes, Cristian Mungiu ha sfruttato l'attenzione suscitata dal premio ricevuto per riportare alla ribalta i problemi cronici del cinema romeno. Il regista afferma che, nonostante i film romeni continuino a vincere premi internazionali, le infrastrutture e i finanziamenti del settore sono rimasti pressoché invariati negli ultimi vent'anni.

Il film 'Fjord', diretto da Cristian Mungiu, ha vinto La Palma d'Oro a Cannes
Il film 'Fjord', diretto da Cristian Mungiu, ha vinto La Palma d'Oro a Cannes

, 05.06.2026, 06:00

Il successo a Cannes ha riportato Cristian Mungiu in primo piano a livello internazionale, dopo che ha vinto la seconda Palma d’Oro della sua carriera con il film da lui scritto e diretto, Fjord. Tuttavia, una volta tornato in patria, il regista ha scelto di parlare meno dei trofei ottenuti e più dei problemi che, a suo dire, ostacolano lo sviluppo del cinema romeno. La conferenza stampa di Cristian Mungiu si è tenuta in uno spazio con valore simbolico per il mondo del cinema: il Cinema Studio di Bucarest. La sala, un tempo una delle più importanti per festival, anteprime e incontri con il pubblico, è chiusa da molti anni. Mungiu afferma che negli ultimi anni non sono scomparsi solo gli edifici, ma anche un’intera cultura dell’andare al cinema. In molte città non ci sono più sale cinematografiche funzionanti e intere generazioni sono cresciute senza un accesso costante alle proiezioni.

Il regista sottolinea come, in assenza di investimenti, il pubblico stia perdendo il contatto con l’esperienza collettiva del cinema: È necessario che ora, approfittando di questo momento di attenzione, cerchiamo di fare qualcosa. Perché la cosa peggiore che sia successa dopo la chiusura dei cinema non è stata la scomparsa di alcuni spazi in cui si andava al cinema, ma la perdita di un’abitudine al consumo. Le persone hanno perso l’idea di poter ancora uscire nella propria città, vedere un film con altri, socializzare e discuterne dopo. Certo, le piattaforme e tutti i cambiamenti degli ultimi anni hanno contribuito a questo, ma è importante fare uno sforzo per riportare queste abitudini, per quanto possibile e nelle condizioni attuali. – ha detto Cristian Mungiu.

I problemi non si limitano alla mancanza di sale cinematografiche. Cristian Mungiu sostiene che l’intero sistema di finanziamento del cinema necessiti di riforme. Il regista ha riportato in discussione i fondi che, secondo la legge, dovrebbero alimentare il Fondo Cinematografico e che non sono mai arrivati alla destinazione. A suo avviso, questa è una delle misure più rapide attraverso cui l’industria potrebbe beneficiare di risorse aggiuntive. Allo stesso tempo, il regista afferma che lo Stato deve sostenere la cultura in modo più concreto, aggiornando la Legge sul Cinema e adattandola alle nuove forme di fruizione dei media, come le piattaforme di streaming e la pubblicità digitale. Mungiu auspica regole chiare e prevedibili per l’erogazione dei finanziamenti e un quadro normativo che consenta lo sviluppo a lungo termine dell’industria cinematografica. Il regista ha parlato anche della mancanza di una sala per le anteprime nella capitale. Attualmente, organizzare un’importante anteprima comporta costi elevati e soluzioni improvvisate. A suo parere, la Romania ha bisogno di una strategia culturale a lungo termine e di regole prevedibili per il finanziamento dei progetti, non di misure eccezionali adottate solo quando un film ottiene un successo internazionale.

Dopo l’appello rivolto alle autorità, Cristian Mungiu ha parlato anche del progetto che lo ha riportato all’attenzione dei principali festival internazionali. Il suo nuovo film, “Fjord”, sta per entrare in un ampio circuito di promozione internazionale, che si svolgerà nel prossimo periodo. In attesa dell’uscita ufficiale in Romania, il pubblico romeno avrà l’opportunità di vedere il film in una proiezione speciale. Cristian Mungiu afferma che “Fjord” prende spunto da una realtà contemporanea segnata da tensioni e dalla mancanza di dialogo tra i diversi gruppi sociali: Non sono ingenuo e non mi aspetto che, dopo la proiezione di questo film, che in un certo senso è un’esortazione alla tolleranza, la gente scenda in piazza ad abbracciarsi, persone di diverse fazioni politiche. No! Ma è un film sul fondamentalismo di pensiero. E il fondamentalismo non è né di sinistra né di destra. Il fondamentalismo è un modo di pensare in cui si crede di avere ragione e che l’altro abbia torto. Io prendo posizione contro questo concetto ed è questo il tema del film. È un’esortazione a tutti a fare la propria analisi e a capire qual è la propria posizione. Non mi aspetto che un film possa produrre, in modo statisticamente significativo, un cambiamento nella società, ovviamente no. Ma, d’altra parte, è molto deludente vedere che un film che promuove la tolleranza venga accolto con odio ancor prima che la gente lo abbia visto. – ha aggiunto Cristian Mungiu.

Secondo il regista, il film non offre risposte definitive, ma apre uno spunto di riflessione sul funzionamento della società contemporanea. Al termine della conferenza, il messaggio di Cristian Mungiu è stato semplice: i premi internazionali danno visibilità, ma non possono sostituire gli investimenti e le riforme. E se il successo dei film romeni continua a essere apprezzato nel mondo, afferma il regista, è giunto il momento che l’infrastruttura cinematografica romena si adegui al prestigio che questi film conferiscono al Paese.

 

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