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Turismo rigenerativo, una nuova prospettiva sulla Transilvania

Insieme a Cristian Cismaru, dell'associazione My Transylvania, promotore del turismo rigenerativo, esploriamo alcune straordinarie iniziative locali che rivitalizzano le comunità rurali.

Transylvanian Brunch
Transylvanian Brunch

, 07.06.2026, 11:12

“Transylvanian Brunch” (“Il “Brunch Transilvano”) è un concetto in cui la gastronomia locale e le ricette dimenticate diventano il perfetto punto di incontro tra viaggiatori e abitanti del villaggio. “La Terra dei Rifugi alpini”, invece, è un’iniziativa che prevede il restauro di antichi rifugi pastorali nella zona subalpina, con l’aiuto di volontari e turisti. Scopriamo anche oasi di tranquillità, come il pittoresco villaggio di Șomartin, e apprendiamo come la cultura locale venga valorizzata attraverso l’educazione gastronomica. “Il “Brunch Transilvano” è nato 19 anni fa e ha già raggiunto la sua piena maturità. Si tratta di un evento basato sulla gastronomia locale e stagionale, creato con l’obiettivo di attirare visitatori nelle aree rurali. Il nostro obiettivo principale è sostenere le comunità locali e dare loro la possibilità di svilupparsi attraverso l’ecoturismo. In sostanza, è un pasto comunitario in cui i partecipanti degustano piatti preparati dagli abitanti del villaggio. I preparativi iniziano qualche giorno prima e l’intento è che i turisti ascoltino le storie del luogo mentre mangiano. L’evento si articola in tre parti: le prime due ore sono dedicate alla gastronomia, una fase in cui i visitatori scoprono antiche ricette nuziali e specialità locali. Segue l’esplorazione del villaggio e dei suoi dintorni. L’ultima parte consiste in un laboratorio pratico, dove i partecipanti imparano un mestiere tradizionale, creando così un autentico ricordo del luogo. Il cibo è l’elemento che attrae le persone nei villaggi, ma in seguito presentiamo loro le storie dei monumenti, dei siti naturali o storici che necessitano di protezione o restauro. Così, da un evento puramente gastronomico, si trasforma in un evento benefico.”

Oltre agli eventi nei villaggi e nella zona collinare, questo modello di coinvolgimento si estende anche a maggiori altitudini. Un esempio eloquente è il progetto che coniuga l’impegno della comunità con il turismo di nicchia e gli sport di montagna. «La Terra dei Rifugi alpini» si svolge nella zona subalpina e alpina della provincia di Sibiu, alla confluenza dei Monti Lotru con i Monti Cindrel. A differenza degli eventi che si tengono nelle zone collinari, questo è un progetto concepito principalmente per la comunità. Ogni anno, nell’ambito di una scuola estiva, gli studenti di architettura ristrutturano il tetto di un rifugio. L’ardesia, che si surriscalda e altera il paesaggio, viene sostituita con ardesia tradizionale. Il tetto viene trasformato in una stanza dove i turisti possono dormire su materassi imbottiti di fieno fresco, beneficiando di un comfort adattato. Per finanziare queste ristrutturazioni, organizziamo una gara di corsa in montagna chiamata «Sfida del formaggio stagionato in corteccia di pino». L’evento celebra il prodotto emblematico della zona di Râu Sadului. Intorno alla festa di Sant’Elia, i cavalli scendono dalla montagna con i primi pezzi di formaggio stagionato dell’anno, che viene offerto ai partecipanti alla sfida nel villaggio. Parte della quota di iscrizione alla gara è destinata alla ristrutturazione dei rifugi. Questo crea un ecosistema in cui gli appassionati di escursionismo o corsa sostengono direttamente la conservazione del patrimonio montano.”

La rivalutazione del patrimonio montano va di pari passo con la tutela delle antiche ricette. La gastronomia rimane un pilastro centrale dell’identità locale, come racconta sempre Cristian Cismaru, promotore del turismo lento, e la sua conservazione richiede un’attenta documentazione delle tecniche tradizionali. “Abbiamo documentato due temi essenziali: “La storia del pane” e “La storia del formaggio”. L’obiettivo era dimostrare che la natura fornisce gli ingredienti di base, ma sono l’intervento umano e la cultura locale a conferire valore aggiunto. Abbiamo studiato una piccola area e documentato tutte le tipologie di pane presenti, da quelle più comuni a quelle preparate secondo antiche ricette, utilizzando diversi tipi di lievito madre, con una consistenza densa e un colore scuro. Abbiamo diffuso queste storie online per mettere in luce l’impegno di chi rispetta e valorizza gli ingredienti naturali.”

Questo approccio, in cui il visitatore non è solo un semplice spettatore, ma diventa parte attiva della comunità, definisce un nuovo modo di viaggiare, sempre più apprezzato dai turisti internazionali, afferma Cristian Cismaru dell’associazione My Transylvania. “Promuoviamo intensamente questo concetto e lo chiamiamo ‘turismo rigenerativo’. Partecipando a un evento di beneficenza per il restauro di una chiesa fortificata o a una competizione sportiva per la ristrutturazione di una baita, il turista contribuisce concretamente alla conservazione del territorio. L’artigianato – che si tratti di lavorazione del legno, caseificazione o altri lavori manuali – viene presentato come parte integrante dell’esperienza turistica. Il turista si adatta al ritmo locale: se arriva di sera, può aiutare a mungere le pecore; se viene di giorno, può partecipare alla falciatura. È un cambio di paradigma e i turisti stranieri sono spesso molto ricettivi a queste attività, che noi consideriamo ancora come lavoro di routine, non necessariamente come una forma di svago.”

Oltre al lavoro a stretto contatto con la popolazione locale, la Transilvania offre anche il rifugio ideale per chi cerca una disconnessione totale, in luoghi ancora incontaminati dal turismo di massa. “Apprezzo molto i luoghi dove il silenzio si è conservato, dove non c’è traffico intenso e dove il turismo di massa non è ancora arrivato. Consiglio vivamente un triangolo di villaggi nell’altopiano di Hârtibaciu: Șomartin, Săsăuș e Veseud. Per arrivarci, bisogna desiderarlo davvero. Una volta lì, si ha sempre il panorama dei Monti Făgăraș sullo sfondo e si è circondati da chiese fortificate. Si trova un silenzio profondo che invita ad ascoltare il canto degli uccelli e a sentire il profumo dei prati. È un luogo che consiglio in qualsiasi momento. Non vediamo l’ora di darvi il benvenuto nei nostri villaggi, dove le persone fanno ancora le cose con le proprie mani, con gioia e abilità. Il nostro ruolo è solo quello di guidarli ad aprirsi ai visitatori. Speriamo che le nostre attrazioni valgano la fatica del viaggio. Una volta qui, sperimenterete quella che noi chiamiamo “dilatazione del tempo”. Qui il tempo scorre in modo diverso.”

Quindi, il turismo assume una nuova dimensione quando il rispetto per la natura, il patrimonio e il lavoro umano diventa una priorità. Viaggiare nei villaggi della Transilvania non è solo una semplice fuga dall’ambiente urbano, ma un ritorno ai valori fondamentali e un’opportunità diretta di contribuire al futuro delle comunità.

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