TIFF 2026, a Cluj-Napoca
Il Transylvania International Film Festival trasforma Cluj-Napoca, per dieci giorni, in un polo del cinema europeo e internazionale. Proiezioni, anteprime e incontri con registi affermati portano al pubblico le più recenti produzioni del cinema mondiale. Il TIFF si conferma uno dei più importanti eventi culturali della regione, con una particolare attenzione alla diversità e al dialogo tra cineasti e spettatori.
Corina Sabău, 13.06.2026, 07:00
Il Transilvania International Film Festival si svolge dal 12 al 21 giugno a Cluj-Napoca e quest’anno festeggia un anniversario importante: il TIFF compie 25 anni. Per dieci giorni, il pubblico potrà assistere alla proiezione di oltre 200 film proiettati in sale cinematografiche e spazi non convenzionali, oltre a partecipare a incontri con i registi, concerti ed eventi dedicati all’industria cinematografica. Al di là delle proiezioni, il festival continua la tradizione di trasformare la città in uno spazio vivente del cinema, con film proiettati in luoghi emblematici ed eventi che incoraggiano il dialogo culturale e la scoperta di nuove prospettive sul cinema contemporaneo. Al centro dell’edizione di quest’anno sono i due concorsi internazionali del festival. Dodici lungometraggi firmati da registi al loro debutto o al secondo film si contendono il Trofeo Transilvania, mentre altri dieci documentari partecipano alla sezione “What’s Up, Doc?”, dedicata alle nuove produzioni documentaristiche internazionali.
La selezione romena comprende anche due produzioni che raccontano il rapporto tra le persone e i luoghi che le plasmano: “Malul Vânăt / A River’s Gaze”, opera prima della regista Andreea Borţun, e il documentario “Hoinari prin munți”, firmato da Cosmin Dumitrache. “Malul Vânăt”, opera prima della regista Andreea Borţun, nasce da un’approfondita ricerca condotta nei villaggi della Romania meridionale ed esplora una realtà raramente rappresentata sullo schermo. Il documentario “Hoinari prin munți”, invece, segue la storia di due tra i più famosi alpinisti romeni, Dinu e Marlene Mititeanu.
Per Andreea Borţun, “Malul Vânăt” è nato da un ritorno personale al mondo rurale da cui proveniva. Per sei anni, la regista ha documentato la vita dei villaggi del sud del paese, cercando di comprendere nuovamente un mondo che un tempo conosceva, ma che ora guarda con gli occhi di un’adulta. “La storia si è costruita nel tempo, in modo piuttosto organico. Quando, nel 2017, sono partita per il mio primo viaggio in tre villaggi del sud – tre villaggi che non conoscevo e dove non ero mai stata prima – tutto ciò che sapevo era che avrei preparato un film, il mio lungometraggio d’esordio, che avrebbe parlato di un mondo che pensavo di conoscere, cioè il mondo rurale del sud. Ma era un mondo verso il quale conservavo un tipo di comprensione più simile a quella di un bambino o di un adolescente, un mondo dal quale mi ero allontanata. E quando avevo 27 anni, nel 2017, ho sentito l’acuto bisogno di rivolgermi a quel mondo e cercare di guardarlo dalla prospettiva di un adulto. Anche di cercare, in una certa misura, di venire a patti con esso, perché c’era una tensione interiore che inevitabilmente mi portava ad allontanarmi da esso, proprio come forse tutti noi ci allontaniamo dai mondi formativi da cui proveniamo. È stata una sfida per me riuscire ad acquisire una comprensione molto più complessa di come funziona la mentalità rurale oggi, perché queste cose sono in costante cambiamento”. – ha detto Andreea Borțun.
Se “Malul Vânăt” racconta la riscoperta di un mondo rurale, il documentario “Hoinari prin munți” è un’incursione nell’universo di coloro che hanno costruito la propria vita intorno alle montagne. Il regista Cosmin Dumitrache ha incontrato Dinu e Marlene Mititeanu mentre stava ultimando il documentario “România sălbatică”. Affascinato dalle loro storie e dai loro libri, ha deciso di trasformare le esperienze dei due appassionati della montagna in un film che va oltre i confini di una semplice avventura alpina: “Questo è stato l’ingrediente essenziale del nostro incontro e, naturalmente, della storia del film: la nostra passione condivisa per la montagna. Proprio come la montagna ha unito Dinu e Marlene, ha portato anche noi insieme. Dopo aver scoperto e letto i libri di Dinu, sono rimasto affascinato dalle esperienze di queste persone. Ciò che mi ha affascinato di più è stato il modo in cui raccontavano le storie, descrivendo ogni esperienza e ogni percorso intrapreso, fin nei minimi dettagli. Mi hanno trasmesso una sensazione straordinaria, mi è venuta voglia di ripercorrere tutti i loro itinerari. Apprezzando così tanto la loro storia, ho pensato che dovevo assolutamente realizzare un film su di loro. Ne sono seguite molte discussioni e mi hanno trasmesso questo amore per la montagna, un modo di guardarla molto più complesso. Un’escursione in montagna può essere come un viaggio culturale: si scoprono luoghi, si impara a conoscerli e così si arriva a percepirne le specificità in modo più profondo.” – ha detto Cosmin Dumitrache.
L’edizione TIFF.25 porta anche numerosi ospiti speciali. Tra i premiati annunciati si annovera anche l’attrice Anda Onesa, che riceverà il Premio d’Eccellenza per il suo contributo al cinema romeno. Il festival offre inoltre uno sguardo sulle nuove direzioni del cinema europeo e sulle voci emergenti del cinema contemporaneo.