L’Unione Europea contro la povertà
Sebbene l'Europa sia una delle regioni più sviluppate al mondo, milioni di europei continuano a trovarsi ad affrontare la mancanza delle risorse necessarie per una vita dignitosa.
Corina Cristea, 12.06.2026, 20:11
Da anni Bruxelles cerca di ridurre le disparità tra i cittadini e di offrire opportunità a tutti, ma la realtà dimostra che un cittadino europeo su cinque rischia di cadere in povertà. Il costo della vita è, infatti, la principale preoccupazione per il 52% degli europei. Anche la mancanza di alloggi a prezzi accessibili è considerata un problema immediato e urgente dal 40% dei cittadini, e un milione di loro è senza fissa dimora. Un altro aspetto evidenziato dalle indagini è rappresentato dagli ostacoli che molti europei incontrano nel partecipare a un mercato del lavoro in rapida evoluzione. È in questo contesto che la Commissione Europea propone un ampio pacchetto che comprende, oltre a una strategia con un obiettivo ambizioso – sradicare la povertà entro il 2050 – una proposta di raccomandazione del Consiglio sulla lotta all’esclusione abitativa e due comunicazioni: una per spezzare il ciclo della povertà infantile – rafforzando la Garanzia europea per l’infanzia – e una per rafforzare la strategia per i diritti delle persone con disabilità. La vicepresidente esecutiva della Commissione Europea, Commissaria europea per i diritti sociali Roxana Mînzatu.
“Abbiamo un pacchetto di misure contro la povertà che richiede il coinvolgimento di tutti i decisori politici, ovvero la Commissione Europea, il Parlamento europeo, il Consiglio, l’Unione Europea, nonché i governi, le autorità regionali e locali e della società civile. Abbiamo inoltre introdotto la responsabilità del settore privato, che deve unirsi a questo sforzo per combattere la povertà, perché si tratta di un obiettivo importante non solo da un punto di vista morale, democratico e di coesione sociale, ma anche, naturalmente, economico. E quindi, senza dubbio, tutto ciò che vedrete in questo pacchetto rappresenta un insieme di misure che vengono attuate con il contributo a livello europeo, ma anche con il coinvolgimento dei governi e degli Stati membri.”
Roxana Mînzatu è la funzionaria europea che ha recentemente presentato a Bruxelles le principali misure della strategia. Essa integra tre priorità: posti di lavoro di qualità per tutti, perché un lavoro di qualità è la prima via d’uscita dalla povertà per chi è in grado di lavorare; accesso effettivo a servizi di qualità e a un adeguato sostegno al reddito; e azioni coordinate per combattere la povertà. Roxana Mînzatu ha dichiarato: “Vorremmo uno strumento giuridico sugli standard minimi dei servizi di sostegno per le persone inattive, che non cercano lavoro ma potrebbero lavorare, perché spesso le persone che si trovano in situazioni precarie e ricevono determinate forme di assistenza sociale non sono motivate o non scelgono di andare a lavorare, perché lo stipendio potrebbe essere insufficiente o troppo basso per garantire il loro sostentamento quotidiano: trasporto per andare al lavoro, vestiti, cibo, cura di un bambino lasciato solo a casa”.
Un capitolo speciale è dedicato ai bambini, poiché negli ultimi cinque anni non si sono registrati progressi significativi nella riduzione della povertà infantile. Il nuovo piano comunitario mira ad ampliare l’accesso gratuito all’educazione della prima infanzia, ai servizi sanitari e ai pasti scolastici, parallelamente al sostegno alle famiglie. Altre categorie target sono le persone con disabilità, le più colpite dal rischio di povertà e dalla mancanza di lavoro. Dato che 90 milioni di persone – oltre 1 europeo su 5 – convivono con una disabilità, la piena inclusione è fondamentale sia per garantire il rispetto dei diritti sia per stimolare l’economia e la democrazia europea. Tuttavia, permangono degli ostacoli: solo il 55% delle persone con disabilità è occupato, rispetto al 77% delle persone senza disabilità; 1,4 milioni di persone con disabilità vivono ancora in istituti e 1 su 3 è a rischio di povertà, quasi il doppio della media dell’Unione Europea, secondo i dati comunitari.
Per rendere i diritti una realtà, la Commissione intensificherà l’ambizione e l’attuazione. Le azioni includono l’introduzione della Carta europea di disabilità e della Tessera europea di parcheggio per disabili a livello dell’Unione, il lancio di un’Alleanza per la vita indipendente, il miglioramento dell’accessibilità dei trasporti e gli investimenti in tecnologie assistive come gli strumenti di intelligenza artificiale”, afferma la Commissione. La strategia elenca una serie di azioni chiave per realizzare le priorità. Per spezzare il ciclo della povertà a tutte le età, la Commissione consulterà, ad esempio, le parti sociali su un possibile nuovo strumento giuridico per integrare le persone escluse dal mercato del lavoro. La strategia definisce anche le modalità per sostenere gli anziani con pensioni adeguate. Sottolinea inoltre la necessità di unire le forze con i governi nazionali, regionali e locali, le imprese e la società civile per combattere la povertà, anche attraverso la creazione di una coalizione contro la povertà entro la fine dell’anno e un nuovo dialogo strutturato per consultare le persone che vivono in povertà sulle politiche pertinenti. Gli Stati membri discuteranno e adotteranno le misure proposte in seno al Consiglio e la Commissione ne monitorerà l’attuazione. Il piano si rifletterà anche nelle finanze del bilancio europeo, afferma Roxana Mînzatu. Secondo le analisi, un investimento aggiuntivo pari ad appena lo 0,25% del PIL dell’Unione potrebbe far uscire dalla povertà 18 milioni di persone.