Continua la crisi politica in Romania
Sebbene la Romania stia attraversando una grave crisi politica che ha lasciato il Paese senza un governo con pieni poteri, il Parlamento è andato dal 1 luglio in vacanza, prevista fino al 31 agosto.
Daniela Budu, 02.07.2026, 11:26
Lo stabilisce il Regolamento della Camera dei Deputati: la prima sessione parlamentare inizia nel mese di febbraio e non può protrarsi oltre la fine di giugno, mentre la seconda sessione inizia a settembre e non può superare la fine di dicembre.
Prima di iniziare la pausa estiva, i parlamentari hanno lasciato in sospeso una serie di disegni di legge, tra cui quelli relativi al programma SAFE e alle riforme che la Romania deve ancora attuare per ottenere gli ultimi 10 miliardi di euro previsti dal PNRR. Sia i socialdemocratici che i liberali, che dirigono le due camere del Parlamento di Bucarest, hanno dichiarato che non esiteranno a convocare sessioni straordinarie per approvare i progetti assunti nell’ambito del PNRR, affinché la Romania non perda i fondi europei.
Nel frattempo, i partiti dell’ex coalizione PSD-PNL-USR-UDMR non riescono a raggiungere un accordo sulla formazione di un nuovo governo e continuano ad accusarsi reciprocamente. Il PSD vuole assumere il governo, sia con un esecutivo di minoranza sostenuto da un accordo con i partiti di destra, sia attraverso una nuova rotazione, a condizione che siano i socialdemocratici a dare per primi il premier.
Il presidente del PSD, Sorin Grindeanu, ritiene che la sua formazione abbia dimostrato apertura durante tutto questo periodo nella ricerca di una soluzione. “Non siamo stati noi a cambiare idea, non siamo stati noi a modificare la nostra posizione da un giorno all’altro. Sono stati altri a farlo. Questo non significa che non siamo aperti a trovare una soluzione che ci permetta di superare questo periodo”, ha dichiarato Sorin Grindeanu.
Da parte sua, il presidente del PNL, Ilie Bolojan, afferma che, se viene chiesto nuovamente un voto di fiducia per un governo PSD, è necessario valutare le condizioni. I liberali chiedono garanzie chiare che l’accordo politico, una volta firmato, venga effettivamente rispettato. “Il problema principale che abbiamo e che rende molto difficile qualsiasi accordo è la perdita di fiducia tra i partiti politici, soprattutto nei confronti del PSD. Bisogna riflettere molto seriamente sulle condizioni da porre. Un accordo può contenere qualsiasi tipo di clausola, se chi lo firma non lo rispetta”, ha detto Ilie Bolojan.
Intanto, l’Alleanza per l’Unione dei Romeni (AUR) ha annunciato che avvierà le procedure per la sospensione del presidente Nicușor Dan e per l’organizzazione di elezioni anticipate. Il Consiglio nazionale di direzione del partito accusa il capo dello stato di aver rifiutato di fare una seconda nomina per l’incarico di primo ministro e di aver escluso una parte significativa dei cittadini romeni dal processo decisionale.
Martedì, Nicușor Dan ha dichiarato che la possibilità di convocare elezioni anticipate esiste, ma che tale scenario dovrebbe essere evitato, poiché non produrrebbe cambiamenti significativi nell’attuale configurazione politica, manterrebbe lo stallo e creerebbe “un’immagine di instabilità per mesi in Romania”.