Tendenze nel turismo romeno
Il turismo in Romania sta registrando un aumento dei visitatori provenienti da Stati Uniti e Regno Unito, i quali scelgono soggiorni più lunghi, spendono di più e cercano esperienze autentiche – in particolare in Transilvania e nel Maramureș – secondo quanto riferito dalla Federazione dell'Industria Alberghiera Romena (FIHR).
Eugen Cojocariu, 31.07.2026, 16:52
Il settore turistico romeno sta registrando un aumento del numero di visitatori provenienti da Stati Uniti e Regno Unito che scelgono soggiorni più lunghi, spendono di più e sono in cerca di esperienze autentiche, in particolare in Transilvania (Romania centrale) e nel Maramureș (nord), secondo quanto riferito dalla Federazione dell’Industria Alberghiera Romena (FIHR). Nei primi cinque mesi dell’anno, il Paese ha registrato un totale di 8,13 milioni di pernottamenti, con un incremento del 2,8% negli arrivi di turisti stranieri. I pernottamenti dei turisti stranieri hanno rappresentato il 23,8% del totale dei pernottamenti tra il 1° gennaio e il 31 maggio, con una durata media del soggiorno di 2,1 giorni, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica. Il maggior numero di pernottamenti è stato registrato a Bucarest, Brașov (Romania centrale) e Cluj (nord-ovest). I gruppi più numerosi di turisti stranieri sono arrivati da Italia (89.700), Germania (85.200) e Regno Unito (60.100).
Secondo gli albergatori romeni, il profilo del visitatore sta cambiando: diminuiscono i gruppi organizzati e aumenta il numero di chi viaggia per affari o quello dei giovani attratti da festival ed eventi. I dati sui flussi turistici evidenziano inoltre un’identità sempre più chiara delle destinazioni. Il “polo d’affari” – che comprende Bucarest, Cluj e Timișoara (nell’ovest) – attrae la maggior parte dei turisti provenienti da Germania e Italia, con una domanda costante di hotel a 4 e 5 stelle. Il “polo culturale” (Brașov e Sibiu al centro, e Bihor nel nord-ovest) rappresenta la meta preferita dai turisti statunitensi e francesi, mentre Oradea (nord-ovest) ha consolidato il proprio ruolo di “porta verso l’Occidente” in seguito all’ingresso del Paese nell’area Schengen con le frontiere terrestri, diventando una destinazione. Per quanto riguarda il “polo leisure” (turismo di svago), i turisti del Regno Unito prediligono le esperienze urbane a Bucarest, mentre i visitatori israeliani privilegiano in particolare le località montane.
È inoltre evidente un cambiamento nelle abitudini di prenotazione. L’eliminazione delle frontiere terrestri all’interno dell’area Schengen ha favorito i viaggi spontanei: oltre il 45% delle prenotazioni per destinazioni urbane come Bucarest, Brașov e Oradea viene effettuato con un anticipo inferiore a sette giorni rispetto al check-in. Parallelamente, gli albergatori segnalano che più del 75% delle prenotazioni di alloggi avviene tramite dispositivi mobili. Secondo gli operatori, i dati indicano uno spostamento della domanda verso mercati ad alto potere d’acquisto, destinazioni urbane rimodernate e aree occidentali del Paese facilmente raggiungibili via strada.
Secondo una società di consulenza immobiliare, nel 2025 le spese dei turisti stranieri in Romania hanno superato i 5 miliardi di euro; i visitatori provenienti da Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Italia hanno contribuito maggiormente, rappresentando circa il 40% del totale. L’analisi, basata su dati Eurostat, rivela che tale livello di spesa è quasi 2,8 volte superiore a quello del 2016, con un tasso di crescita annuo medio del 12% nell’ultimo decennio, il ritmo più sostenuto tra tutti i paesi dell’UE. Questo incremento del turismo internazionale va di pari passo con l’espansione del mercato alberghiero. Gli esperti del settore immobiliare stimano che la Romania potrebbe aggiungere oltre 5.000 camere d’albergo entro la fine del decennio. Attualmente si contano circa 42.000 camere in hotel a 4 e 5 stelle.