Il Castello Rhédey di Sângeorgiu de Pădure
Il Castello Rhédey è la più importante attrattiva turistica della città di Sângeorgiu de Pădure, in provincia di Mureș, ed è anche il luogo in cui nacque la contessa Claudia Rhédey, antenata della famiglia reale britannica.
Ana-Maria Cononovici, 27.08.2026, 09:26
Vi proponiamo una breve sosta a Sângeorgiu de Pădure, la città più piccola della provincia di Mureș, in Transilvania, situata a 25 km da Sovata e a 36 km da Târgu Mureș e conosciuta soprattutto per il Castello Rhédey. Il Castello è un monumento di architettura neobarocca, il cui aspetto attuale risale alla ricostruzione del 1807-1809, commissionata dal nobile László Rhédey, l’allora proprietario. Secondo la tradizione, il castello fu preceduto da un monastero medievale. La famiglia Rhédey si stabilì qui nel XVII secolo e il suo primo rappresentante fu János Rhédey. Si presume che nel 1632 l’edificio disponesse già di diverse stanze e di una cantina. Secondo un’iscrizione risalente all’epoca Rhédey, l’anno di costruzione sarebbe il 1663.
Nel XIX secolo il castello era circondato da splendidi giardini. Qui nacque la contessa Claudine Rhédey, antenata della famiglia reale britannica. Dal 1935 l’edificio ebbe una funzione amministrativa e, per un certo periodo, ospitò anche una scuola. Nel giugno 2015 sono stati completati i lavori di restauro, che hanno dato nuova vita al castello, trasformandolo in uno spazio culturale e turistico. Nel castello ci sono complessivamente 13 sale, situate al piano terra e al primo piano, disposte lungo un corridoio a forma di U e collegate da una scala in legno decorata.
La principale esposizione dedicata alla famiglia è stata inaugurata il 20 settembre 2019. Siamo stati accolti dalla guida turistica Gaspar Peter. “La mostra che visiteremo ora si chiama Mysteria Residentiae Rhedey, realizzata con fondi europei, è stata preceduta da una ricerca storica. Qui troviamo la genealogia della famiglia: il conte Rhédey Laszlo, la cui moglie era la baronessa Inczedy Agnes. Ebbero tre figli, ma l’unica a raggiungere l’età adulta, Claudine Rhédey de Kis-Rhédey, nacque il 17 settembre 1812 proprio in questo castello. Era la residenza estiva della famiglia, mentre quella permanente si trovava a Cluj. Fu battezzata e sepolta nella chiesa riformata situata di fronte. Era una bambina molto bella e divenne una donna altrettanto bella. Ricevette un’educazione raffinata e, all’età di 17 anni, a Cluj, si ammalò gravemente. I medici di Cluj le salvarono la vita, ma i genitori decisero di portarla a Vienna, dove all’epoca si trovavano i migliori medici, affinché potesse ristabilirsi. I medici le prescrissero delle passeggiate a cavallo e, durante una di queste — secondo il suo diario — vide un uomo interessante, Alexander von Württemberg. Fu amore a prima vista e seguì il matrimonio. Dalla loro unione nacquero tre figli, due femmine e un maschio. Quest’ultimo sposò Mary, principessa di Cambridge, mentre la loro figlia maggiore, Mary von Teck — Mary Victoria — divenne la moglie del re d’Inghilterra Giorgio V. In questo modo si creò un legame diretto tra Sângeorgiu de Pădure e la famiglia reale britannica”, spiega la nostra guida.
Oltre alle sale in cui pannelli mobili raccontano passo dopo passo la storia della famiglia Rhédey, compreso un messaggio filmato del re britannico Carlo III riguardante la sua discendenza da questa famiglia, il castello ospita numerose altre esposizioni altrettanto interessanti. Il visitatore può fermarsi, ad esempio, nella Sala commemorativa Bezidu Nou, che mantiene vivo il ricordo dell’antico villaggio di Bezidu Nou, sommerso dalle acque del lago artificiale. La sala presenta un plastico del villaggio, accompagnato da fotografie e oggetti che ricordano il tragico destino di questa località.
Un’altra sala è dedicata a Bodor Péter, nato nella località, una personalità complessa e controversa, autore, tra le altre opere, della Fontana Cantante di Târgu Mureș e degli organi delle chiese riformate di Chibed e Gănești. Trascorse tuttavia anche diversi anni in carcere per falsificazione di denaro. Nell’ambito dell’esposizione è presente anche un modello della Fontana Cantante, realizzato in scala 1:15. La Sala Victor Datu ricorda un altro illustre figlio della città, importante esponente del cubismo in Romania.