Il villaggio di Cucuteni, in provincia di Iași
Vi invitiamo nella provincia di Iași, per una sosta dal profumo storico. Andiamo a Cucuteni, il villaggio capoluogo dell’omonimo comune, nella parte occidentale della provincia di Iași, nella regione della Moldavia. A nord del villaggio, nel 1884, furono rinvenuti i primi reperti di quella che sarebbe poi stata identificata come la straordinaria Civiltà di Cucuteni.
Ana-Maria Cononovici, 28.08.2026, 11:02
Ionela Mihuleac Săleac, artista visiva della zona, ha un atelier a Cucuteni, dove ci ha accolti per mostrarci la ricchezza degli artefatti qui realizzati. “Vi trovate a Cucuteni, nella mia bottega. In realtà è uno spazio più grande di un semplice atelier: comprende anche un museo, la cosiddetta “Terra che canta”. Qui siamo nel museo Eugenia Pop. Lei viveva a Cluj, era una ceramista affermata e partecipava a Biennali internazionali. L’ho incontrata nel 2003, durante un simposio di scultura che avevo organizzato a Cucuteni insieme ad alcuni artisti e scultori di Iași. È venuta nel 2003, ha realizzato una scultura, che potete vedere nelle fotografie, e le ho proposto di fare qualcosa legato alla ceramica. Proprio qui, a Cucuteni, è stata scoperta per la prima volta l’omonima civiltà, che prese il nome da questo luogo. L’anno successivo, Eugenia organizzò un workshop di ceramica con 30 bambini del villaggio e fu allora, nel 2004, che anch’io misi per la prima volta le mani nell’argilla. Da allora, per circa vent’anni, ho lavorato la ceramica nello stile di Cucuteni e ho costruito tutto questo spazio. Ho lavorato anche con i bambini. Lì c’è l’atelier. Il museo – poiché lei non è più in vita – è dedicato alla sua memoria e ospita alcune delle sue opere. Nel cortile ci sono inoltre opere realizzate da artisti provenienti da diversi paesi, che sono stati qui per i simposi internazionali organizzati ogni anno. Oggi la ceramica nello stile di Cucuteni occupa uno spazio più piccolo nella mia vita e nella mia attività, perché mi sono dedicata maggiormente all’arte, ma lassù, nella zona dei forni, potrete vedere una vetrina con alcuni oggetti che realizzo nello stile di Cucuteni. Ora insegno anche ad alcuni bambini del villaggio, alcune ragazzine più grandi. A partire da quest’anno ho aperto il mio spazio agli artisti, offrendo loro la possibilità di venire qui per delle residenze artistiche, di godere della tranquillità del luogo e di tutte le strutture disponibili. Spero, con il tempo, di sviluppare uno spazio dedicato alle residenze artistiche internazionali. Moltissimi artisti stranieri sono interessati a conoscere più a fondo la tradizione di Cucuteni e la mia ceramica”, spiega l’arista.
Ionela Mihuleac Săleac ha poi continuato la visita attraverso la mostra allestita qui. “Questa è la galleria, che con il tempo è diventata troppo piccola. Si sono accumulate molte opere degli artisti che hanno partecipato ai simposi internazionali, oltre alle mie opere. Qui c’è un’installazione che avevo presentato tempo fa a Moldova Nouă, in una mostra intitolata “L’albero di Natale”, con tanti piccoli angeli realizzati in semplice argilla. Questa è un’opera di Ileana Horoba Danci, del 2009, di molti anni fa, quando utilizzavo esclusivamente l’argilla che raccoglievo qui, dalla collina. All’inizio preparavamo i materiali in modo tradizionale. Li raccoglievamo noi stessi: era il fascino degli inizi. Ora sono passata ad altri materiali: porcellana, oro ceramico, clay. Mi sembra naturale. Combinazioni di metallo e ceramica. Qui c’è un’altra opera più vecchia: delle case molto alte, montate su un supporto metallico, ricavato da un vecchio annaffiatoio per il vino. Quando venivano qui, gli artisti improvvisavano utilizzando tutto ciò che trovavano nei dintorni. Io ho utilizzato una vecchia macchina da scrivere; qui c’è un’estremità di un recipiente di rame, consumata dal tempo, ma che sta benissimo con queste casette. Qui ci sono opere più recenti di un’artista spagnola, Sara Martinez, che ha utilizzato diversi materiali ceramici: la normale argilla rossa, la paper clay, che diventa bianca, e un’argilla nera. E tutto questo è realizzato esclusivamente attraverso la modellazione, con un piccolo motivo traforato all’interno, molto fragile, e senza troppi colori. Lì c’è un’artista irlandese, Martha Cashman. In Irlanda c’è stato un periodo di carestia e, in qualche modo, ricordando quel periodo, ha realizzato alcune opere con vasi, cucchiai e mestoli, per simboleggiare il periodo difficile che hanno attraversato. Qui, invece, ha realizzato una nostra tradizionale pala, una vanga, sulla quale – all’epoca avevo due gatti e tre cagnolini – ha rappresentato un piccolo scorcio della vita nel cortile”, conclude Ionela Mihuleac Săleac.