Deficit di bilancio in calo
Il Ministero delle Finanze di Bucarest ha reso noti i dati relativi al deficit di bilancio per i primi otto mesi dell'anno in corso.
Mihai Pelin, 28.09.2026, 16:00
In Romania, l’esecuzione del bilancio generale consolidato nei primi otto mesi dell’anno ha registrato un deficit di circa 60 miliardi di lei (circa 11,3 miliardi di euro) – un valore inferiore di quasi 27 miliardi di lei (circa 5,1 miliardi di euro) rispetto a quello rilevato nello stesso periodo del 2025 – secondo quanto annunciato dal Ministero delle Finanze. In termini nominali, il deficit di bilancio si è ridotto di oltre il 30%, scendendo al 2,89% del Prodotto Interno Lordo, rispetto al 4,51% del 2025.
Nel periodo in esame, le entrate complessive del bilancio consolidato sono aumentate di oltre l’11%, mentre la spesa statale totale è cresciuta di poco più del 4%. Il Ministero delle Finanze segnala un contributo significativo derivante dal gettito IVA, che ha raggiunto un totale di 103,35 miliardi di lei, superando di circa il 25,2% il livello registrato nel periodo gennaio-agosto 2025. Le entrate relative alle imposte sui redditi da lavoro e sui redditi in generale sono cresciute dell’8,1%, mentre il gettito dell’imposta sul reddito delle società ha registrato anch’esso un incremento del 9,1%. Parallelamente, i contributi previdenziali sono aumentati del 7,1%. Un andamento analogo è stato osservato per le imposte e i tributi sugli immobili, che hanno registrato un incremento superiore al 30% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il Ministro delle Finanze ad interim, Alexandru Nazare, ritiene che i dati confermino l’efficacia delle misure adottate dal Governo, sottolineando come i finanziamenti europei e quelli del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza continuino a sostenere l’economia e i progetti di sviluppo della Romania. Tuttavia, Nazare ha ammonito che, nel prossimo periodo, ogni decisione relativa alla spesa pubblica dovrà essere valutata con responsabilità, alla luce della significativa pressione sul bilancio e dei fattori esterni che potrebbero influenzare l’andamento dell’economia romena. Egli ha inoltre ribadito che l’obiettivo di deficit di bilancio per l’intero anno 2026 è fissato al 7,2% del PIL. Tali dati sul deficit giungono nel contesto in cui la Romania sarà sottoposta questa settimana, a una nuova revisione del rating del credito sovrano.
Il 2 ottobre, l’agenzia di rating finanziario Standard & Poor’s pubblicherà il suo rapporto sul Paese. Il team dell’agenzia si trova già a Bucarest per colloqui con le autorità romene. Il Primo Ministro liberale ad interim, Ilie Bolojan, afferma che le finanze pubbliche sono sulla buona strada verso il pareggio, mentre Alexandru Nazare indica l’esecuzione del bilancio e il costante consolidamento fiscale come elementi chiave per la Romania. In gioco c’è il mantenimento del rating “investment-grade”, da cui dipendono i costi di finanziamento e la fiducia degli investitori.
Un eventuale declassamento potrebbe avere ripercussioni significative sull’economia romena. Tra queste figurano il ritiro di alcuni investitori istituzionali, una riduzione degli investimenti diretti esteri, un’ulteriore pressione sul tasso di cambio e costi di finanziamento più elevati per lo Stato e le imprese. Nel corso dell’estate, le agenzie di rating Fitch e Moody’s hanno confermato il rating “investment grade” della Romania.