La Via Valahia, un itinerario unico
L'area meridionale dei monti Făgăraș attira un numero crescente di turisti, grazie ai suoi paesaggi spettacolari e a nuove iniziative volte a valorizzare il patrimonio locale. Il progetto più ambizioso della regione, "Via Valacchia" – lanciato nel 2020 dall'Associazione Montana Vidraru – si è sviluppato in una rete di circa 150 chilometri che collega la valle dell'Argeș alla Terra di Loviștea.
Daniel Onea, 25.10.2026, 20:37
L’area meridionale dei monti Făgăraș attira un numero crescente di turisti, grazie ai suoi paesaggi spettacolari e a nuove iniziative volte a valorizzare il patrimonio locale. Il progetto più ambizioso della regione, “Via Valacchia” – lanciato nel 2020 dall’Associazione Montana Vidraru – si è sviluppato in una rete di circa 150 chilometri che collega la valle dell’Argeș alla Terra di Loviștea. Si tratta di un percorso pensato per mettere in risalto la storia, la natura e i luoghi simbolo della tradizione. Tutti i sentieri sono consultabili sul sito viavalahia.ro, dove è possibile trovare anche mappe dettagliate e presentazioni video.
L’idea è nata da una necessità pratica, oltre che dal desiderio di rivitalizzare le comunità locali, spiega Mihai Răvescu, socio fondatore dell’Associazione Montana Vidraru. “La carenza di sentieri escursionistici ha rappresentato il punto di partenza per lo sviluppo di questo progetto, mentre la seconda motivazione è stata la volontà di collegare diversi punti di interesse nel distretto di Argeș. Abbiamo individuato alcune località chiave – come Corbi, Nucșoara, Brădet e Corbeni – e abbiamo avviato il progetto „Via Valacchia”, che consiste in un percorso escursionistico accessibile, pensato per le famiglie e per persone di ogni età. Oltre all’attività fisica, i turisti hanno l’opportunità di scoprire la storia del popolo romeno. Il primo tratto completato collega Corbi e Nucșoara, due comuni dalla storia ricca e significativa. A Corbi si trova „I Corvi di Pietra”, una delle più antiche chiese rupestri della Romania. Nucșoara è storicamente rilevante per il suo ruolo nella resistenza anticomunista – ospita infatti la casa-museo di Elisabeta Rizea – e, dal punto di vista geografico, è il sito in cui sorge il lago Învârtita, il più grande lago in Romania formatosi su un substrato di gesso”.
Il comune di Nucșoara si è trasformato in un vero polo di attrazione turistica. Oltre al lago, i visitatori sono richiamati dall’Altare dei Partigiani e dall’originale progetto “Foresta delle Storie Immortali”, dove è possibile “ascoltare” i faggi secolari scansionando dei codici QR. L’elemento umano riveste un ruolo centrale nello sviluppo dell’area, aggiunge Mihai Răvescu. “Naturalmente, c’è ancora molto da scoprire – come le tradizioni locali, i produttori e gli artigiani – aspetti che promuoveremo man mano che il progetto proseguirà. ‘Via Valacchia’ non riguarda solo l’escursionismo; riguarda anche le persone. Sul sito web del progetto mettiamo in risalto i residenti e le risorse del territorio, offrendo a ogni turista l’opportunità di conoscerli meglio.”
Il coinvolgimento delle agenzie di viaggio e l’inserimento dell’itinerario nei programmi di escursioni guidate per il 2026 hanno dato slancio all’economia locale e favorito l’ammodernamento delle infrastrutture di accesso. I turisti sono invitati a esplorare il tratto Brădet–Nucșoara, un percorso agevole di circa 10 chilometri. Come sottolinea Mihai Răvescu, rappresentante dell’Associazione Montana Vidraru, l’itinerario è pensato per essere accessibile a tutti. “Presso il monastero I Corvi di Pietra, alcune guide locali – pur prive di una certificazione ufficiale – raccontano storie affascinanti che risalgono a oltre 800 anni fa. Questo monastero rappresenta, a tutti gli effetti, una sorta di ‘piccola Meteora’ romena. Consiglio inoltre ai visitatori di percorrere il sentiero ‘Via Valahia’ in direzione di Nucșoara, per scoprire la casa di Elisabeta Rizea e ammirare il lago Învârtita. Da lì, è possibile salire su una cima vicina e facilmente raggiungibile, che regala una splendida vista panoramica sulle valli del Vâlsan e del Râul Doamnei. Il tragitto prosegue verso la valle del Vâlsan, dove si può scoprire un pesce considerato un reperto vivente risalente al periodo Cretaceo. Meritano una visita anche la chiesa di Brăduleț – spesso definita la „sorella minore” del monastero di Cozia – e il museo etnografico di Galeșu. Tutti questi luoghi sono facilmente raggiungibili, sia a piedi che in auto, e offrono l’opportunità ideale per trascorrere un piacevole pomeriggio.”
Oltre ai villaggi dal grande valore storico, la Via Valahia comprende punti di riferimento montani in grado di soddisfare il desiderio di avventura anche al di fuori della stagione calda. Dumitru Grecu, presidente dell’Associazione Turistica Transfăgărășan e promotore del turismo nell’area, ci ha parlato di queste attrazioni, perfettamente integrate nel circuito culturale e turistico: “Esiste un sentiero che diventa ancora più spettacolare quando il corso d’acqua gela: la Valle di Stan, probabilmente uno dei tre percorsi più suggestivi di Romania, che richiama numerosi appassionati di escursionismo e avventura. C’è poi il Transfăgărășan: sebbene il tratto alpino rimanga chiuso durante l’inverno, l’accesso è consentito fino al limite della zona interdetta. Con l’arrivo della neve, si registra un notevole afflusso di turisti, che giungono qui per ammirare il paesaggio e frequentare le piccole piste da sci improvvisate che vengono allestite. A ciò si aggiungono numerose attrazioni legate alle tradizioni popolari e alla gastronomia locale”.
Un altro elemento di spicco dell’itinerario è una spettacolare opera infrastrutturale situata nei pressi di un monumento storico di fama internazionale. Lungo il percorso, il paesaggio naturale si arricchisce grazie a un’eccezionale impresa ingegneristica e a una fortificazione medievale che suscita la curiosità di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Leggende locali si intrecciano con la storia documentata, rendendo quest’area una meta privilegiata per chi è affascinato sia dai miti che dai fatti storici. Dumitru Grecu su questi due punti di riferimento fondamentali, parte integrante dell’esperienza turistica nel sud della Romania: “Tra le principali attrazioni della zona il lago Vidraru e la diga di Vidraru. La diga – una struttura imponente e spettacolare risalente agli anni ’60 – non manca mai di affascinare i turisti. Il lago stesso rimane un’attrazione anche in inverno; sono disponibili gite in battello, che offrono un’esperienza resa ancora più suggestiva dalla vista delle cime montuose innevate in lontananza. Sempre in questa regione montuosa si trova la cittadella di Poenari, ormai inserita nei circuiti turistici internazionali. Essa richiama numerosi visitatori stranieri, essendo una celebre meta legata alla leggenda di Dracula. Si tratta dell’unica fortezza autentica, fatta ricostruire da Vlad l’Impalatore nel 1462”.
Così, la parte meridionale dei monti Făgăraș dimostra come le aree selvagge possano trasformarsi in destinazioni turistiche attive. Esplorando le tappe della Via Valahia – dalle escursioni guidate a Nucșoara fino ai magnifici paesaggi di Valea lui Stan e alla diga di Vidraru – la provincia di Argeș offre un’esperienza sostenibile che sostiene direttamente le comunità rurali.