Deficit di bilancio in calo
Il deficit di bilancio della Romania è diminuito quest’anno, ma la sua riduzione non deve ledere il tenore di vita dei cittadini, afferma il governo di Bucarest.
Sorin Iordan, 04.11.2026, 12:08
Il deficit di bilancio della Romania è sceso al 3,81% del Prodotto Interno Lordo nei primi nove mesi del 2026, rispetto al 5,31% registrato nello stesso periodo dell’anno scorso, ha annunciato il Ministero delle Finanze. Il deficit ha raggiunto così i 78,3 miliardi di lei (14,6 miliardi di euro), circa 24 miliardi di lei (quasi 1,4 miliardi di euro) in meno rispetto al livello registrato nei primi nove mesi del 2025. Il Ministero delle Finanze precisa che, parallelamente alla riduzione del deficit, gli investimenti pubblici sono aumentati di circa il 30%, raggiungendo quasi 108 miliardi di lei (oltre 20 miliardi di euro), finanziati per più del 65% con fondi europei.
Il ministro delle Finanze, Alexandru Nazare, ha tuttavia avvertito che il raggiungimento dell’obiettivo di deficit del 6,2% entro la fine dell’anno dipende dall’incasso delle ultime tranche del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che apporteranno al bilancio dello stato circa 4 miliardi di euro. Ha inoltre sottolineato che gli interessi sul debito pubblico rappresentano una pressione sul bilancio, avendo superato il 3% del PIL.
“Il nostro debito pubblico è aumentato, ha accelerato il ritmo negli ultimi cinque anni, è incredibile. Ma, in pratica, che cos’è il debito pubblico? È una sorta di sacco nel quale gettiamo i deficit di ogni anno e, quanto più elevati sono i deficit, tanto più pesante diventa il sacco. Sempre più difficile da reggere e con costi sempre maggiori. E così arriviamo a un costo degli interessi pari al 3% o poco più del 3% del PIL. Praticamente la metà del deficit previsto per quest’anno è costituita esclusivamente dagli interessi. Diventa sempre più difficile da sostenere. È quindi d’obbligo fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per ridurre i costi di finanziamento”, ha dichiarato Alexandru Nazare.
Il ministro ha precisato che, il prossimo anno, la Romania dovrà proseguire il consolidamento fiscale, con un disavanzo che scenda verso il 5%. Ha spiegato che la riduzione del deficit consentirebbe di liberare risorse a favore dell’economia privata e che, a tal fine, il governo di Bucarest punta a incentivare gli investimenti privati attraverso misure quali l’abolizione, a partire dalla fine di quest’anno, dell’imposta minima sul fatturato, l’introduzione di agevolazioni per gli investimenti e un pacchetto di semplificazione delle procedure burocratiche per le imprese.
La Romania deve proseguire il consolidamento fiscale per ridurre il deficit di bilancio anche per rispettare il percorso concordato con la Commissione europea, ma l’aggiustamento non può essere realizzato ignorando le difficoltà attraversate dalla popolazione, ha dichiarato il primo ministro Luca Niculescu. Di recente, il premier ha avuto una serie di incontri sia con i rappresentanti del mondo imprenditoriale sia con quelli dei sindacati. I sindacati chiedono un aumento del salario minimo nel 2027, mentre le associazioni dei datori di lavoro ne chiedono il congelamento.
In un’intervista alla televisione pubblica, il primo ministro ha affermato che il potere d’acquisto è già stato colpito e che ulteriori misure di austerità potrebbero accentuare le tensioni sociali. Luca Niculescu ha annunciato che il Ministero delle Finanze presenterà, entro due o tre settimane, una valutazione della situazione fiscale e di bilancio, sulla base della quale saranno definite le successive misure economiche.