04.11.2026 (aggiornamento)
Romania-USA: il presidente romeno, Nicușor Dan, ha discusso oggi con Elbridge Colby, sottosegretario alla Difesa per la politica, della sicurezza nella regione del Mar Nero / Energia nucleare: il produttore romeno Nuclearelectrica, controllato dallo stato, ha annunciato di riconettere venerdì uno dei suoi due reattori alla rete nazionale / Potere d’acquisto: Romania scende al 32° posto in una classifica europea
Newsroom, 04.11.2026, 19:04
Romania-USA – Il presidente Nicușor Dan ha discusso oggi, a Bucarest, con il Sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti per la Politica (Under Secretary of Defense for Policy), Elbridge Colby, della sicurezza nella regione del Mar Nero e della necessità di una risposta transatlantica congiunta per affrontare le minacce emergenti. Colby, il numero due del Pentagono, riveste un ruolo chiave nella revisione della postura militare statunitense in Europa. Il capo dello Stato romeno ha ribadito che Bucarest resta pienamente impegnata nel Partenariato strategico con gli Stati Uniti, agendo come un alleato indispensabile e affidabile e continuando a contribuire alla deterrenza regionale, nonché alla proiezione del potere statunitense nell’area del Mar Nero e oltre. Nicușor Dan ha precisato che la Romania deve far fronte all’«intero spettro delle minacce ibride», che spaziano da attacchi informatici e atti di sabotaggio a incursioni di droni aerei e marittimi, varie provocazioni e intense campagne di disinformazione. Egli ha inoltre sottolineato che la Romania conta sul fermo impegno degli Stati Uniti e dei loro alleati.
Crisi energetica – Nuclearelectrica, il produttore romeno di energia nucleare controllato dallo Stato, ha annunciato oggi che il 6 novembre riconnetterà alla rete nazionale uno dei suoi due reattori, portandolo a piena capacità entro il giorno successivo. I livelli d’acqua eccezionalmente bassi nel Danubio – utilizzato per il raffreddamento dei reattori – hanno reso necessario lo spegnimento delle due unità di Cernavodă (nel sud-est del Paese), avvenuto rispettivamente a fine luglio e all’inizio di agosto. Queste due unità rappresentano un quinto della produzione di energia elettrica della Romania.
Potere d’acquisto – Il potere d’acquisto medio pro capite in Europa è destinato a salire a 21.153 euro nel 2026; la Romania, con 11.283 euro, scivola dal 31° al 32° posto nella classifica europea, secondo uno studio pubblicato oggi. Gli abitanti di Liechtenstein, Svizzera e Islanda dispongono di redditi significativamente più elevati rispetto a quelli del resto d’Europa, mentre all’estremo opposto si collocano i residenti di Ucraina, Kosovo e Repubblica di Moldova. In molti paesi europei, il potere d’acquisto rimane concentrato nelle regioni delle capitali. In Romania, gli abitanti della regione di Bucarest hanno un potere d’acquisto più che doppio rispetto alla media nazionale. Il potere d’acquisto rappresenta il reddito disponibile – ovvero la somma che rimane dopo la detrazione di tasse e contributi obbligatori – e include anche le prestazioni erogate dallo Stato.
Mozione semplice – L’AUR (opposizione nazionalista) ha presentato al Senato di Bucarest una mozione semplice, intitolata “Il bilancio dello Stato: il momento della verità”, che mette nel mirino l’operato del Ministro delle Finanze, Alexandru Nazare – un tecnico indipendente che fa parte del governo di maggioranza a guida PSD. Il documento, sottoscritto da 34 senatori, sarà discusso e sottoposto a voto la prossima settimana, durante la seduta plenaria di mercoledì. In precedenza, Nazare aveva dichiarato che gli investimenti pubblici in Romania sono cresciuti di quasi il 49% nel terzo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre il deficit di bilancio si è mantenuto al di sotto del livello previsto, attestandosi all’1,81% del Prodotto Interno Lordo. Per quanto riguarda l’esecuzione del bilancio nei primi nove mesi dell’anno, il deficit è sceso al 3,81% del PIL, in calo rispetto al 5,31% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, Nazare ha avvertito che il raggiungimento dell’obiettivo di deficit per la fine dell’anno dipende dall’erogazione delle ultime tranche del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – concordato tra il governo di Bucarest e la Commissione Europea – che ammontano a oltre 4 miliardi di euro.
Investimenti – Gli investimenti pubblici in Romania sono aumentati di quasi il 49% nel terzo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il deficit di bilancio si è mantenuto al di sotto del livello previsto, attestandosi all’1,81% del Prodotto Interno Lordo, ha reso noto il Ministero delle Finanze. Per quanto riguarda l’esecuzione del bilancio nei primi nove mesi dell’anno, il deficit è sceso al 3,81% del PIL, in calo rispetto al 5,31% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, il ministro competente, Alexandru Nazare, ha avvertito che il raggiungimento dell’obiettivo di deficit di fine anno dipende dall’incasso delle ultime tranche del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ammontano a oltre 4 miliardi di euro.
Proteste – I rappresentanti del sindacato dell’Istituto Nazionale di Statistica (INS) hanno protestato oggi davanti al Ministero delle Finanze a Bucarest, manifestando il proprio malcontento per il rifiuto delle autorità di corrispondere i salari spettanti riconosciuti ai dipendenti dell’INS da sentenze giudiziarie definitive. I manifestanti hanno sottolineato come tale atteggiamento, aggravato da politiche di bilancio adottate senza un’analisi obiettiva della reale situazione dell’istituzione, contribuisca ad esacerbare i problemi di lunga data che affliggono l’INS. Secondo i dipendenti, tali criticità compromettono la stabilità del personale e la capacità operativa dell’istituto, ripercuotendosi negativamente sia sulla qualità dei dati statistici prodotti, sia sulle relazioni con istituzioni omologhe della rete europea, in primo luogo Eurostat.
Elezioni USA – I leader mondiali hanno reagito alle nette vittorie ottenute dai democratici americani nelle elezioni di metà mandato. La stampa internazionale osserva che non sorprende affatto che alcuni leader, criticati dal presidente repubblicano Donald Trump, abbiano accolto con favore i risultati del Partito Democratico. Il primo ministro socialista spagnolo ha dichiarato che gli americani hanno votato contro l’odio, la negazione dei cambiamenti climatici e l’élite privilegiata. Il suo omologo norvegese, paese che Trump ha criticato con veemenza nelle ultime settimane per non avergli assegnato il Premio Nobel per la Pace, ha osservato che in America si stanno ora facendo sentire voci più vicine ai principi sostenuti da Oslo. Da Bruxelles, Christel Schaldemose, vicepresidente del Parlamento Europeo, si è detta prudentemente ottimista e ha affermato che il risultato potrebbe significare un maggiore sostegno all’Ucraina, mentre l’eurodeputato Siegfried Mureşan ha sottolineato che la Romania deve consolidare il partenariato con gli Stati Uniti, poiché i risultati delle elezioni influenzano direttamente la sicurezza del Paese. Nelle elezioni di metà mandato, i Democratici hanno ottenuto la maggioranza sia al Senato che alla Camera dei Rappresentanti, registrando vittorie di ampio respiro che hanno penetrato in profondità nelle roccaforti repubblicane, riferisce Reuters. Questa ondata democratica ha messo in luce la profonda frustrazione degli elettori per il modo in cui Trump ha gestito l’economia, nonché per la sua decisione di scatenare una guerra contro l’Iran a febbraio, mossa che ha portato all’aumento dei prezzi.
Maltempo – Piogge torrenziali e temporali, provocati da un intenso ciclone mediterraneo, hanno causato gravi inondazioni in Romania, provocando danni a proprietà in decine di località distribuite su diverse province, bloccando il traffico e causando notevoli disagi, in particolare ai trasporti ferroviari e marittimi. Gli idrologi avvertono del rischio di piene improvvise e allagamenti. Il Ministero dell’Ambiente ha disposto che le autorità locali mantengano un livello di allerta costante, 24 ore su 24, e che provvedano a informare tempestivamente la popolazione; ha inoltre sottolineato la necessità di un rigoroso rispetto dei piani di difesa contro le inondazioni. Le regioni meridionali e sud-orientali del Paese sono state le più colpite, con l’emissione di allerte meteo di “codice rosso” per rischio inondazioni in alcune aree. Nella provincia di Costanza (nel sud-est della Romania), in alcune località le precipitazioni hanno superato gli 80–90 litri per metro quadrato; le squadre di soccorso sono al lavoro ininterrottamente per rimuovere l’acqua da decine di abitazioni, cortili e scantinati.
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