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Consultazioni dopo il successo del referendum sulla giustizia

Il 4 e il 5 giugno, i presidenti dei partiti e delle formazioni politiche rappresentate nel Parlamento romeno sono attesi dal capo dello stato a consultazioni, per stabilire le azioni necessarie in vista dell’applicazione del referendum nazionale sul tema della giustizia, organizzato il 26 maggio, in contemporanea con le elezioni europee. Più di 18 milioni di romeni sono stati allora chiamati alle urne per votare “Sì” o “No” alle seguenti domande: 1. Siete d’accordo con il divieto dell’amnistia e della concessione della grazia per i reati di corruzione? 2. Siete d’accordo con il divieto dell’adozione da parte del Governo delle ordinanze d’urgenza per quanto riguarda i reati, le pene e l’organizzazione giudiziaria e con l’ampliamento del diritto a contestare le ordinanze direttamente alla Corte Costituzionale? Sui 7 milioni di romeni che hanno votato al referendum, 6,5 milioni hanno risposto “Sì” alle due domande.



Il presidente Klaus Iohannis: “Adesso è l’ora di decidere come applicare quello che il popolo ha deciso tramite referendum. Per trovare le migliori procedure, metodi, soluzioni, ho deciso di convocare i partiti parlamentari a consultazioni su questo tema, perché è ovvio che ciò che il popolo ha deciso va messo in pratica, cioè inserito nella Costituzione. Questo si fa nel Parlamento in una prima tappa. Quindi ho deciso e mandato gli inviti per le giornate di martedì e mercoledì della prossima settimana, per trovare insieme le migliori soluzioni.”



Gli esiti della consultazione popolare sono stati anche l’argomento di un incontro, giovedì, tra il presidente Iohannis e la premier socialdemocratica Viorica Dăncilă. Il capo del governo ha annunciato che sarà discussa all’interno del PSD, ma anche con i partner di coalizione dell’ALDE, una decisione che rifletta la volontà dei cittadini espressa al referendum. Il liberale Ludovic Orban, leader del principale partito dell’opposizione di destra, ha dichiarato che qualsiasi iniziativa di modifica della Costituzione o delle leggi necessarie per riportare nella realtà politica e giuridica la volontà espressa dai cittadini è una priorità assoluta e sarà sostenuta dal PNL. I romeni hanno detto chiaramente al referendum che vogliono che il Paese sia governato da persone oneste, che osservano la legge e che i vertici della politica che commettono reati di corruzione siano puniti — ha sottolineato il leader liberale. D’altronde, il presidente Iohannis è fiducioso che la sua iniziativa di modifica della Costituzione non sarà bloccata, perché, dice il capo dello stato, sin dall’inizio la stragrande maggioranza dei politici ha detto di essere d’accordo con queste modifiche e il popolo ha votato i cambiamenti con una percentuale altissima.

Consultazioni dopo il successo del referendum sulla giustizia
Consultazioni dopo il successo del referendum sulla giustizia

, 31.05.2019, 13:39

Il 4 e il 5 giugno, i presidenti dei partiti e delle formazioni politiche rappresentate nel Parlamento romeno sono attesi dal capo dello stato a consultazioni, per stabilire le azioni necessarie in vista dell’applicazione del referendum nazionale sul tema della giustizia, organizzato il 26 maggio, in contemporanea con le elezioni europee. Più di 18 milioni di romeni sono stati allora chiamati alle urne per votare “Sì” o “No” alle seguenti domande: 1. Siete d’accordo con il divieto dell’amnistia e della concessione della grazia per i reati di corruzione? 2. Siete d’accordo con il divieto dell’adozione da parte del Governo delle ordinanze d’urgenza per quanto riguarda i reati, le pene e l’organizzazione giudiziaria e con l’ampliamento del diritto a contestare le ordinanze direttamente alla Corte Costituzionale? Sui 7 milioni di romeni che hanno votato al referendum, 6,5 milioni hanno risposto “Sì” alle due domande.



Il presidente Klaus Iohannis: “Adesso è l’ora di decidere come applicare quello che il popolo ha deciso tramite referendum. Per trovare le migliori procedure, metodi, soluzioni, ho deciso di convocare i partiti parlamentari a consultazioni su questo tema, perché è ovvio che ciò che il popolo ha deciso va messo in pratica, cioè inserito nella Costituzione. Questo si fa nel Parlamento in una prima tappa. Quindi ho deciso e mandato gli inviti per le giornate di martedì e mercoledì della prossima settimana, per trovare insieme le migliori soluzioni.”



Gli esiti della consultazione popolare sono stati anche l’argomento di un incontro, giovedì, tra il presidente Iohannis e la premier socialdemocratica Viorica Dăncilă. Il capo del governo ha annunciato che sarà discussa all’interno del PSD, ma anche con i partner di coalizione dell’ALDE, una decisione che rifletta la volontà dei cittadini espressa al referendum. Il liberale Ludovic Orban, leader del principale partito dell’opposizione di destra, ha dichiarato che qualsiasi iniziativa di modifica della Costituzione o delle leggi necessarie per riportare nella realtà politica e giuridica la volontà espressa dai cittadini è una priorità assoluta e sarà sostenuta dal PNL. I romeni hanno detto chiaramente al referendum che vogliono che il Paese sia governato da persone oneste, che osservano la legge e che i vertici della politica che commettono reati di corruzione siano puniti — ha sottolineato il leader liberale. D’altronde, il presidente Iohannis è fiducioso che la sua iniziativa di modifica della Costituzione non sarà bloccata, perché, dice il capo dello stato, sin dall’inizio la stragrande maggioranza dei politici ha detto di essere d’accordo con queste modifiche e il popolo ha votato i cambiamenti con una percentuale altissima.

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