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Sui manoscritti smarriti, con lo scrittore Bogdan Suceavă

Quanto tragica è la perdita definitiva di un manoscritto? E' una delle domande che lo scrittore e matematico Bogdan Suceavă si pone nel suo nuovo volume pubblicato dall'editrice Polirom, La storia delle lacune. Sui manoscritti smarriti.

Sui manoscritti smarriti, con lo scrittore Bogdan Suceavă
Sui manoscritti smarriti, con lo scrittore Bogdan Suceavă

, 12.01.2018, 08:00

“Da Aristotele a Hemingway esiste unintera storia dei manoscritti smarriti per sempre, di cui si crede avessero potuto rivoluzionare la letteratura, la filosofia, la matematica o la fisica. Quanto tragica è la perdita definitiva di un manoscritto? E se lautore del manoscritto smarrito ha scritto anche altre opere di un valore inestimabile?”. Sono alcune delle domande che lo scrittore e matematico Bogdan Suceavă si pone nel suo nuovo volume pubblicato dalleditrice Polirom, “La storia delle lacune. Sui manoscritti smarriti”.



La sera del 22 dicembre del 1989, nel momento dello scoppio della Rivoluzione anticomunista in Romania, Bogdan Suceavă, allora studente alla Facoltà di Matematica di Bucarest, ha visto come la Biblioteca Centrale Universitaria bruciava. “Nel bel centro di Bucarest, senza che nessuno potesse fare niente. Sono corse molte voci. Non ne conosco la causa, ma mi ricordo che pensavo: quindi è cosi che bruciano le biblioteche. Probabilmente è cosi che bruciò anche la Biblioteca di Alessandria”, scrive Bogdan, e questo sembra essere uno dei momenti che portarono alla nascita del volume apparso alla fine dellanno scorso. Professore nel Dipartimento di Matematica della California State University, Fullerton, autore di 13 volumi di narrativa e di vari volumi di storia della matematica, Bogdan Suceavă ci ha detto che una rassegna delle più importanti lacune della letteratura gli è sembrata più necessaria che mai.



Track: “Mi è sembrato un libro necessario, innanzittutto perchè mi ha aiutato a chiarire la mia immagine sulla letteratura e sullattuale ruolo del romanzo. In fin dei conti, ci possiamo chiedere perchè leggiamo ancora, perchè scriviamo romanzi. Se il futuro ci porterà un mondo in cui non leggeremo più simili cose? Che viviamo un periodo di scomparsa di certi generi letterari e di calo dellinteresse per i valori classici della letteratura? Mi è sembrato che la risposta breve sia no, io credo che si leggerà ancora nel futuro. Credo che potremo trovare sempre una categoria di storie, di romanzi che saranno necessari anche nel futuro, cosi come sono sempre stati necessari. E ho pensato che i libri più necessari fossero quelli che ci aiutano a ricostruire scene del passato, momenti che ci sembrano rilevanti per la nostra attualità. Riempire simili momenti-episodi oscuri del passato con una storia ben scritta mi sembra assolutamente utile e mi sembra che si tratti di unutilità speciale della cultura. E non credo che ciò possa essere rimpiazzato da messaggi sulle reti sociali o da videoclip. Si tratta di certe cose meramente letterarie e la ricostruzione del passato, di certe pagini importanti del passato mi sembra una garanzia della validità del romanzo come genere.”



“Una volta smarrito il libro, forse la più fortunata svolta della situazione potrebbe essere il destino della seconda parte della Poetica di Aristotele, ossia che un altro autore, come Umberto Eco, inventi una storia sulle rovine dellassenza. Non necessariamente il libro iniziale, che ammettiamo come smarrito per sempre, bensi la speculazione sul contesto della sua scomparsa. Ciò potrebbe diventare un romanzo”, scrive Bogdan Suceavă.



“Con Il Nome della Rosa ho avuto fortuna, lho letto a 17 anni, e mi sono reso conto subito che ci fosse qualcosa di molto importante in quel romanzo. Ma cè stato anche un altro momento importante, quello in cui ho preparato un corso di storia della matematica e quando ho cercato di stilare una lista delle cose che avrei insegnato al corso. Cosi ho scoperto che mancano moltissimi libri importanti dal periodo dellantichità. Ad esempio, ho scoperto che un volume di Cicero che gli è piaciuto molto a SantAgostino e che ha significato moltissimo per la formazione del giovane Agostino è stato smarrito. E una simile storia comincia a pesarti ad un livello molto personale. E vuoi sapere cosa sia successo della memoria dellumanità. Ma lho capito molto tardi. Credo che uno debba essere vecchio per apprezzare queste perdite nella loro vera e propria importanza. Lho capito negli ultimi due anni.”



Bogdan Suceavă ha scelto di emigrare negli Usa perchè ha voluto studiare la matematica sotto la guida di un famoso specialista cinese, che menziona anche nel volume lanciato di recente “La storia delle lacune. Sui manoscritti smarriti”. Ha conseguito il titolo di dottore in matematica nel 2002, alla Michigan State University, e adesso sta insegnando alla California State University. Ciononostante, è sempre tornato alla letteratura.



“Mi sembra che la letteratura ci renda più interi. Io almeno ho bisogno della letteratura e credo che se facessi solo interventi di natura tecnica sarebbe troppo poco. Come una specie di impoverimento, di riduzione di se stessi. Ci sono stati anni in cui non ho scritto. Nel periodo 1996-1999 ho dovuto prepararmi per una serie di duri esami di matematica. È stata molto dura, non ho scritto niente per tre anni. Uno degli esami più difficili è stato a maggio 1999, avevo 28 anni e mi sospettavo di problemi di memoria e tre mesi prima di quellesame ho ri-iniziato a scrivere. È stato come un momento di liberazione, ho sentito che se non fossi tornato in qualche modo alla letteratura non sarei riuscito a superare lesame. È stato un momento di liberazione necessaria. Abbiamo bisogno di essere interi e per essere interi abbiamo bisogno di letteratura.”



Il Premio CopyRo, nel 2002, per il volume “LImpero dei generali tardivi ed altre storie”, il Premio per la Narrativa dellAssociazione degli Scrittori di Bucarest per “Miruna, una storia” e il Primo Premio della Rete letteraria per la “Notte quando qualcuno è morto per te” sono alcuni dei riconoscimenti assegnati a Bogdan Suceavă per la sua attività letteraria. (traduzione di Adina Vasile)


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