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Ottimismo sul futuro della Repubblica di Moldova

La celebrazione del 30esimo della proclamazione dell'indipendenza della Repubblica di Moldova dall'Urss, alla fine dello scorso agosto, è coincisa con un periodo in cui il Paese ricostruisce le sue relazioni con i partner occidentali.

Ottimismo sul futuro della Repubblica di Moldova
Ottimismo sul futuro della Repubblica di Moldova

, 04.10.2021, 22:57

La celebrazione del 30esimo della proclamazione dellindipendenza della Repubblica di Moldova dallUrss, alla fine dello scorso agosto, è coincisa con un periodo in cui il Paese ricostruisce le sue relazioni con i partner occidentali. Annessa dallex Urss nel 1940, la repubblica a maggioranza romenofona al di là del fiume Prut proclamava 51 anni più tardi la sua indipendenza in un contesto storico segnato da tendenze identiche nella sua zona. Ospite a Radio Romania, lo storico Adrian Cioroianu, ex ministro romeno degli Esteri, ha fatto una radiografia del momento di allora, spiegando comè nata la decisione di separazione. “Il contesto è stato quel periodo fortunato della storia dellEuropa dellEst segnato dalle riforme di Mikhail Gorbachev nellUrss. È da li che è praticamente partito e dalla decisione di stati come Ucraina e Bielorussia, e la Russia di Boris Yeltsin, di staccarsi dallUnione Sovietica – il che, in un certo modo, ha trasformato Mikhail Gorbachev in una specie di apprendista mago; la propria riforma è tornata contro di lui ed è giunto a dirigere unUnione Sovietica che praticamente non esisteva più. Questo fu il momento in cui la Repubblica di Moldova, nel 1990, prima della dissoluzione dellUrss, cominciò a riacquisire la sua identità, perchè iniziò come un movimento culturale. Non dimentichiamo che le prime rivendicazioni furono di natura culturale, di natura identitaria – si tratta della lingua romena e dellalfabeto latino e della riscoperta dellidentità di una cultura di origine europea. E questa rivendicazione culturale diventò il fondamento per la proclamazione dellindipendenza, nellagosto del 1991- ma, purtroppo, in parallello con linizio di un conflitto – praticamente, prima della proclamazione dellindipendenza era inziato il conflitto sul Dniester.”



Oltre alla situazione nella Transnistria russofona – regione che continua a considerarsi indipendente dalla Repubblica di Moldova e che è sostenuta da Mosca – lex repubblica sovietica si è confrontata negli ultimi 30 anni con acute crisi economiche, soprattutto nel 1998, con turbolenze politiche interne e ampie proteste. Dopo aver dichiarato, nel 2009, come principale obiettivo su piano estero il ravvicinamento allUe, la Repubblica di Moldova ha ottenuto, tra laltro, labrogazione del regime dei visti e la firma dellaccordo di libero scambio con gli stati dellUnione. Le relazioni con Bruxelles si sono deteriorate, però, qualche anno dopo, dopo la scomparsa, nel 2014, di un miliardo di dollari dal sistema bancario moldavo, il blocco di diverse riforme importanti, tra cui quelle nella giustizia, e lelezione, nel 2016, di un presidente pro-russo, Igor Dodon. Adesso, dopo la vittoria delleuropeista Maia Sandu alle presidenziali del novembre dellanno scorso, e la sconfitta del Partito dei Socialisti e dei suoi alleati alle elezioni dello scorso luglio, le relazioni con i partner occidentali sembrano rinvigorirsi. Nellopinione dellanalista politico Vlad Țurcanu, queste vittorie sono una chance per Chișinău di tornare al suo iter europeo. “È unoccasione importante per la Repubblica di Moldova di affermare unaltra volta, forse con maggiore determinazione, le sue aspirazioni europee, dopo un periodo abbastanza difficile attraversato negli ultimi anni. È, tuttavia, importante che questi 30 anni ci trovano in una situazione migliore rispetto a un anno fa, diciamo, quando il futuro era incerto. Adesso, dopo due vittorie elettorali consecutive alle presidenziali e alle politiche, sembra rinascere la speranza tra i cittadini e sembra che si possa proseguire sulla strada proclamata nel 1991.”



Nel suo discorso per il 30esimo della proclamazione di indipendenza, la presidente moldava Maia Sandu ha sottolineato che la priorità numero uno del nuovo governo resta la costruzione di uno stato di diritto nella Repubblica di Moldova e lassicurazione di una vita decente per i suoi cittadini. Che tipo di progetti sono necessari per la Repubblica di Moldova? “Io credo che il principale progetto di cui abbia oggi bisogno la Moldova sia il consolidamento delle istituzioni dello stato capaci di conferire un orientamento corretto allo sviluppo della Repubblica di Moldova. E ciò che fanno Maia Sandu e lattuale squadra di governo – la lotta alla corruzione, il tentativo di consolidare le istituzioni dello stato per garantire la coerenza delle politiche promosse in certi settori – rientra, in realtà, in questo obiettivo. Daltra parte, la Repubblica di Moldova non sarà capace di raggiungere da sola questo importante obiettivo di diventare una società prospera, che garantisce il rispetto dei diritti democratici, ma anche il benessere dei suoi cittadini, se non persegue lintegrazione europea, la trasformazione in uno stato europeo. E ciò è poco probabile che avvenga se la Repubblica di Moldova non consoliderà le sue relazioni con la Romania, perchè la Romania è, infatti, quello stato che più sinceramente sostiene la Repubblica di Moldova nel suo percorso europeo”, ha spiegato il politologo Anatol Țăranu, da Chișinău.



La Romania è stata anche il primo stato ad aver riconosciuto lindipendenza della Repubblica di Moldova, tre decenni fa, e adesso il capo dello stato romeno, Klaus Iohannis, ha ribadito limpegno di Bucarest a sostenere i processi di riforma e integrazione europea assunti dalle autorità di Chișinău.




Foto: pixabay.com
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