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Archeologia digitale

Dall’estate scorsa fino alla fine di febbraio di quest’anno, al Museo del Municipio di Bucarest, nella sede al Palazzo Suțu, è ospitata la mostra “Archeologia digitale. Il passato medioevale di Bucarest da una prospettiva ceramica”.

Foto: facebook.com/MuzeulMunicipiuluiBucuresti
Foto: facebook.com/MuzeulMunicipiuluiBucuresti

, 21.02.2025, 20:02

Dall’estate scorsa fino alla fine di febbraio di quest’anno, al Museo del Municipio di Bucarest, nella sede al Palazzo Suțu, è ospitata la mostra “Archeologia digitale. Il passato medioevale di Bucarest da una prospettiva ceramica”. La mostra presenta un affascinante viaggio virtuale nel passato della capitale, nella città di Bucarest dal XV fino al XIX secolo. Una nuova comprensione del modo in cui si svolgeva la vita quotidiana e l’evolversi della città di Bucarest.

Della mostra e del progetto che è stato alla sua base ci ha parlato Alina Streinu, la curatrice della mostra: “La mostra è nata come parte di un progetto co-finanziato dall’AFCN, con lo stesso tema: la storia medioevale di Bucarest da una prospettiva ceramica. Il progetto è stato realizzato in partenariato con colleghi dell’Istituto Nazionale del Patrimonio e il suo obiettivo è stato di mettere in risalto le scoperte archeologiche fatte in contesti archeologici di zone emblematiche di Bucarest. Abbiamo scelto dal patrimonio del Museo del Municipio di Bucarest i vasi che abbiamo ritenuto rappresentativi, provenienti da questi siti urbani e che, secondo noi, rilevano qualcosa della vita domestica dei bucarestini nei secoli XVII, XVIII e XIX.”

Che tipi di vasi sono stati rinvenuti durante gli scavi archeologici che sono stati alla base della mostra al Museo del Municipio di Bucarest? Qual è la loro provenienza e che informazioni portano? “In occasione dello svolgimento del progetto, abbiamo notato che la maggior parte dei vasi, degli oggetti ceramici rinvenuti, sono principalmente da cucina, vasi per cucinare e per mangiare. La ceramica da cucina è, ovviamente, abbastanza uniforme, si assomiglia da molti punti di vista. Però si notano alcune differenze molto interessanti, a nostro avviso, per quanto riguarda i vasi di ceramica per mangiare. Ad esempio, abbiamo le brocche che assomigliano molto a quelle utilizzate nell’Impero Ottomano. Abbiamo delle pinte di birra che assomigliano molto a quelle usate nello spazio tedesco. Abbiamo vasi di acqua minerale e altri piccoli oggetti importati, risultati in seguito ai rapporti commerciali tra i Principati Romeni e le grandi potenze commerciali dell’epoca.”

Alina Streinu ci ha raccontato anche della componente digitale della mostra al Palazzo Suțu, ovvero il sito mmb.cimec.ro, il catalogo digitale delle ricerche archeologiche legate alla ceramica rinvenuta sul territorio della capitale. Le ricerche archeologiche svolte dal Museo sono iniziate negli anni ‘50 e continuano ancora, portando alla luce oggetti che completano la storia scritta della città di Bucarest. Alina Streinu: “Il progetto e la mostra sono connessi anche al lancio del sito mmb.cimec.ro, dove sono presentati i risultati di questo progetto. Sono immagini dei 300 oggetti ceramici del patrimonio del Museo del Municipio di Bucarest, di cui 150 sono stati scansionati in 3D dai colleghi dell’Istituto Nazionale del Patrimonio e abbiamo persino postato online su questo sito immagini dell’archivio del Museo del Municipio di Bucarest con le ricerche archeologiche degli anni ‘50, ‘60, ‘70 realizzate in questi punti di riferimento archeologico di Bucarest.”

Sempre la curatrice Alina Streinu ci ha detto qual è stato l’intento con il quale è stata realizzata la mostra “Archeologia digitale” presso il Museo del Municipio di Bucarest: “Una delle principali idee del progetto e della mostra è stata quella di attirare un nuovo pubblico, motivo per cui abbiamo utilizzato anche queste nuove tecniche di valorizzazione del patrimonio, come la tecnologia 3D di promozione del patrimonio. Utilizzando queste nuove tecniche che ci sembrano assai importanti per documentare correttamente e coerentemente gli oggetti di patrimonio, sfiorando questi nuovi settori, possiamo attirare anche un pubblico più giovane. Alla fine del progetto abbiamo avuto addirittura un workshop alla Facoltà di Storia, in cui abbiamo presentato tutti i materiali che hanno fatto parte di questo progetto espositivo, e i colleghi più giovani, gli studenti, sono stati estremamente interessati a questa parte 3D, hanno voluto sapere come sono stati realizzati i modelli 3D e tutto il processo di elaborazione. Quindi esiste un reale interesse dei giovani specialisti. Speriamo che rimangano a lavorare nel settore e che possiamo collaborare in futuro per l’evoluzione e lo sviluppo di queste tecniche di documentazione e promozione del patrimonio.”

Alla fine della nostra chiacchierata, Alina Streinu ha passato in rassegna i siti archeologici della capitale dai quali provengono gli oggetti in mostra: “Gran parte dei vasi digitalizzati ed esposti online e nella mostra, che può ancora essere visitata al Palazzo Suțu, provengono dalle ricerche realizzate nel perimetro delle strade in cui attualmente si trova il Centro Vecchio, il centro storico di Bucarest, ricerche coordinate in gran parte dagli archeologi del Museo del Municipio di Bucarest, ma anche altre ricerche in zone come il Palazzo Cotroceni, il Colle Radu-Vodă e la Chiesa di San Nicola Udricani.”

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