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Governo, precisazioni su aumento di tasse e imposte

Il Governo di Bucarest ha fornito precisazioni riguardo all’aumento delle imposte e delle tasse sulle proprietà, che ha suscitato il malcontento della popolazione.

foto: gov.ro
foto: gov.ro

, 12.01.2026, 11:12

Il nuovo anno è arrivato con aumenti delle imposte e delle tasse sulle proprietà – edifici, terreni e autoveicoli, il che ha generato una reazione negativa della popolazione nei confronti di queste decisioni del governo di Bucarest. A livello nazionale, gli aumenti sono in media del 70–80% rispetto all’anno scorso. A seguito del malcontento dei cittadini, il Governo ha fornito una serie di precisazioni per giustificare queste misure impopolari. Secondo l’Esecutivo, il grado di riscossione era basso e le imposte non erano state aggiornate in base al tasso di inflazione, il che ha generato perdite significative di entrate per le autorità locali. Allo stesso tempo, il governo ha spiegato che la Romania era tra i paesi europei con il peso più basso delle entrate derivanti dalla tassazione della proprietà: solo lo 0,55% del Prodotto Interno Lordo, rispetto alla media dell’Unione Europea dell’1,85%.

Esistevano forti disparità delle imposte da una località all’altra e il loro valore non teneva conto del valore di mercato degli edifici nel caso delle persone fisiche. Oltre un terzo delle imposte non veniva riscosso, generando perdite significative di entrate per le autorità locali, iniquità tra i contribuenti, mancanza di performance nell’amministrazione e un aumento delle somme trasferite dal bilancio nazionale alle autorità locali – si legge inoltre in un comunicato del governo.

La riforma della tassazione della proprietà è stata assunta dalla Romania già nel periodo 2021–2022 attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e in tutte le negoziazioni con la Commissione Europea per la riduzione del deficit di bilancio, nonché tramite il piano fiscale di bilancio strutturale a medio termine. E’ inoltre prevista nell’impegno assunto dal governo della Romania a dicembre 2024 e approvato a gennaio 2025 dalla Commissione Europea.

In questo contesto, una delle priorità dell’esecutivo per l’inizio dell’anno è la riforma dell’amministrazione, in conformità con l’accordo della coalizione di governo. È prevista una riduzione del 10% delle spese nell’amministrazione pubblica centrale e locale. Ogni autorità dovrebbe decidere se la riduzione avverrà a livello delle spese o del personale. A loro volta, i ministeri e tutte le istituzioni centrali devono definire lo schema di riduzione, poiché, come annunciato dal premier liberale Ilie Bolojan, il governo intende porre la fiducia in Parlamento per la riforma dell’amministrazione questo mese, durante una sessione straordinaria del Legislativo.

Dall’adozione della riforma dell’amministrazione pubblica dipende anche la costruzione del bilancio per quest’anno, che, secondo il premier, deve rientrare in un deficit del 6,4%, in conformità con gli impegni assunti.I dati del Ministero delle Finanze per l’anno scorso indicano una diminuzione di 32.000 posti occupati nelle istituzioni e autorità pubbliche fino al mese di novembre.

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