Giornata della Cultura Nazionale Romena: “Come leggere Eminescu oggi? Sfide letterarie, filtri ideologici”, conferenza a Padova
Il 15 gennaio, Giornata della Cultura Nazionale Romena, il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università degli Studi di Padova ospiterà la conferenza “Come leggere Eminescu oggi? Sfide letterarie, filtri ideologici”, tenuta da Bogdan Creţu, professore ordinario presso la Facoltà di Lettere dell’Università Alexandru Ioan Cuza di Iaşi.
Iuliana Sima Anghel, 12.01.2026, 13:30
Lo riferisce l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, precisando che lo studioso analizzerà l’attualità della poesia e della prosa di Mihai Eminescu, nato il 15 gennaio 1850. A seguire, le studentesse e gli studenti del gruppo di teatro in lingua romena dell’Università degli Studi di Padova, proporranno un recital di letture poetiche tratto dall’opera di Mihai Eminescu.
A Mihai Eminescu si devono l’apertura a idee innovative e la sincronizzazione della poesia romena con quella occidentale, oltre al perfezionamento della lingua romena letteraria come lingua poetica, ricorda precisa l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia in un post su Facebook. Eminescu ha contribuito in modo decisivo alla completezza della lingua letteraria, sviluppando e consacrando attraverso le sue opere un linguaggio elevato e un’opera che va oltre il Romanticismo, aprendo così la strada alle successive direzioni della letteratura romena.
La poesia di Eminescu, pur essendo fondamentalmente romantica, prefigura infatti il modernismo della fine dell’Ottocento e dell’inizio del Novecento. Nella sua prosa, Eminescu ha introdotto temi, motivi e miti della letteratura romantica universale: la sete di assoluto, il genio nell’aspirazione alla perfezione, la follia, il titanismo, l’avventura, la metempsicosi, la vita come sogno, la rêverie come modalità di realizzazione del desiderio, il viaggio verso altri mondi, lo sdoppiamento, l’amore puro, serafico e angelico, la natura paradisiaca, il superamento del tempo e dello spazio, nonché il tentativo di creare un mondo proprio dentro l’anima o di armonizzare l’universo con il proprio io, precisa ancora la fonte.
Il critico letterario, storico della letteratura e scrittore Bogdan Creţu, ha conseguito nel 2006 il dottorato di ricerca in filologia presso l’Università Alexandru Ioan Cuza di Iaşi con la tesi “L’utopia negativa nella letteratura romena”, pubblicata nel 2008 dall’Editrice Cartea Românească di Bucarest. Dal 2002, è docente presso la Cattedra di Letteratura Romena Garabet Ibrăileanu del Dipartimento di Romanistica, Giornalismo e Scienze della Comunicazione e Letteratura Comparata della Facoltà di Lettere dell’Università Alexandru Ioan Cuza di Iaşi. È stato direttore dell’Istituto di Filologia Romena Alexandru Philippide di Iaşi dell’Accademia Romena (2013–2022), direttore della rivista Timpul (2021–2023) e redattore della rivista Dialog dell’Università Alexandru Ioan Cuza di Iaşi (2005–2006).
Ha pubblicato una decina di volumi di critica letteraria e i romanzi “Il corno dell’unicorno”, “Nichita. Il poeta come soldato” e “Meno dell’amore”. Per quest’ultimo romanzo, dato alle stampe presso la Casa Editrice Polirom di Iaşi nel 2023, ha conseguito il Premio Pen Romania nel 2024 ed è stato inserito nella short list dei candidati al Premio per la Letteratura dell’Unione Europea. Ha pubblicato diverse monografie e curatele, capitoli in volumi nazionali e internazionali, oltre a numerose premesse e postfazioni, precisa l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia. E’ autore di numerosi articoli, saggi e recensioni su argomenti di storia letteraria, storia culturale e teoria della letteratura apparsi su riviste e volumi specializzati in Romania e all’estero, e ha tenuto relazioni a numerosi convegni nazionali e internazionali.