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13.01.2026 (aggiornamento)

Ondata gelo: ministro Bogdan Ivan, sistema funziona, riserve solide, fornitura energia garantita/ Banca Mondiale: economia romena, crescita dello 0,8% nel 2025 rispetto all'1,3% anticipato lo scorso giugno

13.01.2026 (aggiornamento)
13.01.2026 (aggiornamento)

, 13.01.2026, 19:30

Riscaldamento – Malgrado le condizioni di inverno rigido, la Romania si trova al sicuro. Il sistema funziona, le riserve sono solide e l’erogazione è garantita. Lo ha assicurato il ministro dell’Energia, Bogdan Ivan, precisando che i depositi di gas sono coperti al 65%, con 200 milioni di metri cubi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ivan ha spiegato che la Romania ha la capacità necessaria per ricoprire la crescita dei consumi rilevata in questo periodo, con la produzione interna, le importazioni e l’estrazione dai depositi in pieno equilibrio. Tuttavia, migliaia di abitazioni di Bucarest, ospedali compresi, sono prive di acqua calda e riscaldamento nei parametri normali, a causa dell’infrastruttura soggetta all’invecchiamento. In altre località le scuole sono state chiuse, mentre i senzatetto ricevono aiuto dai municipi e dalle associazioni professionali. La Romania è interessata da un’allerta di gelo, con temperature che ieri notte sono scese a quasi -20 gradi. Le massime della giornata oscillano tra i -9 e +2 gradi.

 

Economia – Secondo l’ultimo rapporto Global Economic Prospects, pubblicato dalla Banca Mondiale, l’economia romena ha registrato nel 2025 una crescita dello 0,8%, inferiore rispetto alle previsioni dell’1,3% di giugno e del 2,1% anticipate all’inizio dell’anno scorso. Inoltre, nel 2026 si prevede che il PIL della Romania crescerà dell’1,3%, rispetto alle previsioni di crescita dell’1,9% dello scorso giugno. Secondo la Banca Mondiale, il tasso di crescita dell’economia romena dovrebbe migliorare nel 2027 fino all’1,9%, valore inferiore alle previsioni di crescita del 2,5% anticipate lo scorso anno.

 

Bilancio – Il primo ministro romeno, Ilie Bolojan, e i cinque vicepremier hanno esaminato la situazione del bilancio dello stato. Secondo Bolojan, la futura Legge Finanziaria, che dovrebbe essere adottata il mese prossimo, dovrà tenere conto di un deficit del 6,4%, nonchè dei progetti previsti nel PNRR, importanti per lo sviluppo dell’economia e delle infrastrutture nazionali. Prima di redigere la legge di bilancio dello stato, il governo dovrà adottare anche la riforma dell’amministrazione locale e centrale, al fine di stabilire gli stanziamenti necessari ai ministeri e alle unità amministrative-territoriali.

 

Mercosur – Il Ministero degli Affari Esteri ha fornito una serie di chiarimenti in merito al voto espresso venerdì dall’ambasciatore permanente della Romania presso l’UE a favore dell’accordo commerciale con Mercosur. La posizione della Romania a sostegno dell’ accordo rappresenta un’importante decisione di politica commerciale, nonchè un’opportunità di sviluppo economico, afferma il Ministero degli Affari Esteri, precisando che durante i negoziati sono state ottenute risorse aggiuntive per gli agricoltori e che l’accordo non prevede una liberalizzazione totale del commercio di prodotti agricoli. La tappa finale dell’entrata in vigore è rappresentata dal voto nel Parlamento Europeo. Inoltre, il Parlamento romeno deve approvare la legge di ratifica dell’accordo tra l’UE e il Mercosur, che include Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Venerdì, il PSD ha criticato la decisione del Ministero degli Affari Esteri di incaricare il rappresentante permanente della Romania presso l’UE di votare a favore dell’accordo.

 

Romania-Polonia – Una delegazione parlamentare guidata dal presidente del Senato, Mircea Abrudean, ha iniziato una visita ufficiale in Polonia. Secondo Abrudean, i due incontri bilaterali odierni con il maresciallo del Senato polacco, Malgorzata Kidawa-Blonska, e con il  vicemaresciallo del Sejm, Szymon Holownia, confermano la stretta collaborazione tra i due paesi, nonchè il rafforzamento del loro Partenariato Strategico. Mircea Abrudean ha spiegato che la cooperazione tra i due paesi a livello regionale assume un’importanza speciale in questo periodo, segnato da numerose tensioni, e che i punti di vista comuni in ambito NATO e UE sono essenziali per il fianco orientale, così come l’eccellente cooperazione nei formati multilaterali – Bucarest 9, l’Iniziativa dei Tre Mari o l’accordo trilaterale RO-PL-TR. Sul tavolo anche il sostegno congiunto fornito all’Ucraina, nel quarto anno di guerra, nonchè l’attuazione dell’Accordo di cooperazione Romania-Polonia nel settore dell’industria della difesa firmato nel 2023.

 

Moldova – La presidente della Repubblica di Moldova (paese a maggioranza romenofona), la filo-occidentale Maia Sandu, ha dichiarato che, se venisse convocato un referendum, voterebbe a favore della riunificazione con la Romania. In un’intervista rilasciata a un’equipe di giornalisti britannici, citata dalla stampa di Chișinău e Bucarest, il capo del paese confinante con la Romania ha riconosciuto che, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, nel contesto dei movimenti di rinascita nazionale, questa idea godeva di un sostegno significativo. Maia Sandu aggiunge che la riunificazione non troverebbe ampio sostegno a livello della classe politica attuale, motivo per cui il desiderio di integrazione europea rimane l’unica soluzione di  sopravvivenza della Moldova come democrazia e stato sovrano. La Sandu ha inoltre fatto riferimento alle minacce provenienti dalla Federazione Russa, affermando che il presidente Vladimir Putin sta cercando di espandere la sua influenza sull’Europa. Secondo la presidente moldava, il coinvolgimento del Cremlino negli affari interni dell’Unione Europea è molto più profondo di quanto molti cittadini europei siano in grado di percepire. Il podcast relizzato da Rory Stewart e Alastair Campbell è considerato come uno tra i più popolari nel Regno Unito nel campo dell’analisi politica ed è seguito da un vasto pubblico interessato agli sviluppi geopolitici globali.

 

Sondaggio – Un cittadino romeno su tre sta valutando la possibilità di ottenere un reddito aggiuntivo all’inizio del 2026, nel contesto dell’aumento delle tasse, dei prezzi per i generi alimentari e dei servizi pubblici o delle pressioni sui bilanci familiari. Secondo i dati di una piattaforma di reclutamento, che rilevano un aumento accelerato della domanda di attività flessibili,  il lavoro occasionale non è più una soluzione “tappabuchi”, ma una di normalità per un numero sempre più alto di romeni. Le principali categorie sociali interessate al reddito aggiuntivo sono i giovani non qualificati (16-25 anni), che rappresentano il 21% del totale. Un’altra categoria è quella dei pensionati attivi, di età superiore ai 60 anni, con una quota del 19%, ma anche delle madri che lavorano da casa, di età compresa tra 20 e 45 anni (18%). I dipendenti in cerca di lavoro aggiuntivo di età compresa tra 25 e 55 anni rappresentano il 22% del totale.

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