Appello al dialogo transatlantico
Donald Trump minaccia l’imposizione di dazi contro qualsiasi Paese che si oppone all’annessione della Groenlandia, mentre l’UE valuta misure di risposta.
Corina Cristea, 19.01.2026, 12:36
In questi giorni c’è un clima di forte fermento sull’asse Stati Uniti–Unione Europea, generato dall’intenzione del presidente Donald Trump di “acquisire” la Groenlandia, nonostante il rifiuto espresso dalla Danimarca – lo stato che amministra l’isola artica – e da altri Paesi europei. Le vertenze hanno visto un’escalation dopo che il leader della Casa Bianca ha minacciato sabato diversi Paesi – Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia – con l’imposizione di dazi supplementari fino alla conclusione di “un accordo per la vendita completa e totale della Groenlandia”. Questa sovrattassa, pari al 10%, entrerebbe in vigore dal 1º febbraio e potrebbe salire al 25% a partire dal 1º giugno, ha dichiarato Donald Trump.
I Paesi europei stanno ora valutando possibili misure di risposta. I leader dell’UE hanno annunciato che giovedì organizzeranno un vertice di emergenza per discutere l’introduzione di propri dazi, qualora Trump mettesse in pratica la minaccia di imporre tariffe doganali contro qualsiasi Paese che si opponga all’acquisizione della Groenlandia. L’Unione prende in considerazione l’imposizione di dazi per un valore di 93 miliardi di euro nei confronti degli Stati Uniti oppure la limitazione dell’accesso delle aziende americane al mercato comunitario unico. Le misure di risposta dell’UE sono pronte a fornire a Bruxelles leve negoziali nei colloqui con il presidente americano previsti per questa settimana a Davos, dove l’Unione spera di raggiungere un qualche compromesso.
“Sono profondamente preoccupato per l’escalation delle dichiarazioni pubbliche tra i partner e gli alleati transatlantici in merito agli sviluppi recenti. Dobbiamo riprendere il dialogo tra di noi, ai livelli diplomatici appropriati”, ha affermato domenica il presidente Nicușor Dan. Nello stesso giorno, il capo dello stato ha ricevuto la lettera con cui il presidente Trump ha rivolto ufficialmente l’invito affinché la Romania diventi membro della sua iniziativa, il “Consiglio di Pace”.
Il Consiglio sarebbe presieduto a vita da Donald Trump e inizierebbe la propria attività affrontando il conflitto a Gaza, per poi estenderla ad altri conflitti, secondo una copia della lettera e una bozza di statuto ottenute da Reuters. Gli stati membri avrebbero mandati limitati a tre anni, a meno che non versino ciascuno un miliardo di dollari per finanziare le attività del Consiglio e ottenere lo status di membro permanente, si legge nella lettera.
60 Paesi hanno ricevuto tali lettere e i governi hanno reagito prevalentemente con prudenza, preoccupati che questo piano possa danneggiare l’attività delle Nazioni Unite. Autorità israeliane hanno espresso preoccupazione riguardo alla composizione del Consiglio di Pace, affermando che essa contrasta con la politica di Israele e che lo stato israeliano non è stato consultato in merito alla sua struttura, mentre i palestinesi hanno a loro volta segnalato l’assenza di propri rappresentanti.