Accordo Mercosur inviato alla Corte di Giustizia dell’UE
La decisione del Parlamento Europeo di chiedere il parere alla Corte di Giustizia dell’UE riguardo all’accordo commerciale con il Mercosur potrebbe ritardarne l’entrata in vigore fino a due anni.
Corina Cristea, 22.01.2026, 11:06
Il Parlamento Europeo ha deciso di chiedere alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di valutare se l’accordo con gli stati sudamericani che formano il gruppo Mercosur sia conforme ai trattati dell’Unione. Negoziato per oltre 25 anni, l’accordo di libero scambio dovrebbe eliminare la maggior parte dei dazi doganali tra l’UE e l’organizzazione composta da Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay. Dopo la decisione di mercoledì, il Parlamento Europeo potrà approvare o meno l’accordo solo dopo la presentazione del parere giuridico. Ciò potrebbe significare un ritardo fino a due anni dell’entrata in vigore del documento.
L’esito del voto è stato accolto con soddisfazione dagli agricoltori europei riuniti a Strasburgo, i quali, preoccupati che l’accordo porti a un aumento delle importazioni di alimenti a basso costo, inclusi carne bovina, pollame e zucchero, hanno organizzato ampie proteste. A loro avviso, le garanzie supplementari ottenute nel corso dei negoziati sono insufficienti. La Commissione Europea può tuttavia optare per un’applicazione provvisoria dell’accordo. 16 eurodeputati romeni su 33 hanno votato a favore dell’invio dell’accordo alla Corte per un parere.
A Bucarest, il Partito Socialdemocratico ha sottolineato che il voto di Strasburgo rappresenta una vittoria straordinaria, resa possibile grazie al voto decisivo dei suoi 10 eurodeputati, che ha orientato la decisione del Parlamento Europeo a favore della verifica dell’accordo Mercosur da parte della Corte di Giustizia. Anche l’Alleanza per l’Unione dei Romeni ha accolto con soddisfazione il voto del Parlamento Europeo, ma richiama l’attenzione che gli scambi commerciali tra l’Unione e gli stati del Mercosur inizieranno comunque, anche se l’accordo politico non è ancora democraticamente convalidato.
Su una posizione opposta si colloca il Partito Nazionale Liberale, il quale ritiene che il voto del Parlamento Europeo sull’invio dell’accordo alla Corte di Giustizia dell’Unione sia contrario agli interessi romeni, all’agricoltura e all’industria della Romania e dell’UE. I liberali sostengono che, a seguito di questa iniziativa, le clausole di salvaguardia per gli agricoltori, proposte e sostenute dalla Delegazione della Romania nel Partito Popolare Europeo, composta da PNL e UDMR, non potranno più essere applicate.
A sua volta, l’eurodeputato dell’USR, Dan Barna, afferma che l’invio dell’accordo alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea è un’ottima notizia per la Cina e probabilmente per Donald Trump e che il voto di Strasburgo ha dimostrato l’incapacità del Parlamento Europeo di comprendere l’importanza strategica dell’apertura dell’Unione verso altri mercati.