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Proteste nel nuovo anno accademico

L’anno accademico 2025-2026 si è aperto con proteste degli studenti, scontenti delle misure di austerità adottate dal governo.

foto: pixabay com@marcela net
foto: pixabay com@marcela net

, 30.09.2025, 12:02

Il nuovo anno accademico è iniziato in Romania con proteste degli studenti, organizzate a Bucarest e in quasi tutti i centri universitari del paese, parallelamente alle cerimonie inaugurali. Gli studenti criticano le misure di austerità, in particolare la riduzione del fondo per le borse di studio, ma esprimono insoddisfazione anche per le condizioni di studio. L’Alleanza Nazionale delle Organizzazioni Studentesche della Romania ha lanciato un appello all’intera comunità studentesca affinché protesti all’apertura dell’anno accademico, come reazione agli atti normativi che regolano alcune misure fiscali e di bilancio. Secondo l’alleanza, tali misure ledono la qualità dell’istruzione e limitano l’accesso all’istruzione stessa.

In un comunicato dell’organizzazione si evidenzia che essa ha criticato fermamente, fin dall’inizio, l’atteggiamento del governo di adottare misure di austerità senza consultare le parti interessate, come studenti, docenti e alunni, ma anche di ignorare tutte le azioni attraverso le quali gli studenti hanno dimostrato che il taglio del trasporto ferroviario e del fondo per le borse di studio è un risparmio assolutamente insignificante per la riduzione del deficit di bilancio. Queste misure, secondo l’organizzazione, costituiscono un attacco diretto del Governo di Romania ai bisogni fondamentali degli studenti per proseguire il loro percorso educativo, dimenticando che il diritto all’istruzione è garantito dalla Costituzione della Romania.

Secondo l’organizzazione, il taglio delle agevolazioni per i trasporti e dei fondi per le borse di studio ha effetti negativi dal punto di vista sociale, colpendo soprattutto gli studenti in situazioni socio-economiche vulnerabili. “Risparmiare sull’istruzione non è un vero risparmio, perché ogni somma destinata all’educazione è un investimento. E sono qui per solidarietà con i miei colleghi, con i miei amici e con tutte le persone che devono avere un accesso equo all’istruzione e potersi permettere quello che oggi sembra essere diventato un lusso: andare a scuola, al liceo, all’università e poter studiare”, ha dichiarato uno degli studenti che hanno protestato a Bucarest.

A sua volta, il ministro dell’Istruzione e della Ricerca, Daniel David, ha affermato che l’anno 2025 è “probabilmente l’anno più difficile e pericoloso per il paese dopo la Rivoluzione del 1989”, nel contesto delle crisi politiche, economiche e internazionali, sottolineando che il sistema educativo è stato salvato dal blocco grazie alle misure fiscali e di bilancio adottate dal governo.

In un rapporto sulla sua attività, in cui risponde anche alle critiche degli studenti riguardo alle borse di studio, Daniel David ha specificato che il ridimensionamento delle borse non lederà irrimediabilmente il sistema educativo. Ha menzionato che il sistema ha già funzionato con un bilancio molto più ridotto nell’anno scolastico precedente, senza blocchi, e che desidera, in futuro, un bilancio più grande per le borse di studio, ma meglio concepito. Dopo aver superato la crisi fiscale e di bilancio, dovranno essere stanziate somme maggiori per gli studenti e ripristinato un numero ragionevole di borse per gli studenti premiati alle olimpiadi, ha aggiunto il ministro dell’Istruzione.

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