Il programma CRESC – educazione e terapia attraverso la danza
A partire da febbraio di quest'anno, la danza contemporanea diventa un punto d'incontro tra arte, educazione e salute.
Ion Puican, 31.01.2026, 07:01
AREAL DANS propone al grande pubblico e agli specialisti eventi che fanno parte del Programma “CRESC”, un’iniziativa pluriennale che collega creazione artistica, educazione, salute e ricerca, utilizzando la danza e la danzaterapia come strumenti di inclusione, cura e cambiamento per persone con bisogni speciali. Valentina de Piante, co-direttrice del Progetto “CRESC” e docente presso l’UNATC, l’Università Nazionale di Arte Teatrale e Cinematografica di Bucarest, ci racconta cosa significa questo progetto per AREAL DANS: “Il progetto “CRESC” nasce dal passato dei nostri progetti, ma anche da una proiezione per un futuro che ora stiamo iniziando, ma sappiamo bene quanto sia importante che questo sogno continui con le generazioni future. Per questo, per noi è stato fondamentale poter lavorare nell’università dove insegno, in collaborazione con l’Università di Psicologia e Scienze dell’Educazione, per formare studenti in percorsi di inclusione sociale. Ma che partono da una cosa molto semplice che è il modo in cui ci percepiamo, il modo in cui riusciamo a costruire uno spazio comune di creatività, movimento, danza attraverso questo ascolto. E attraverso l’accesso a una sensibilità speciale.”
Valentina de Piante ci ha raccontato più nel dettaglio cosa portano insieme la danza, l’educazione somatica e la terapia nel Programma “CRESC”: “Per il programma CRESC, diventano in qualche modo una novità, diventano strumenti di creatività, di espressività, di conoscenza di sé, di consapevolezza tra l’artista, lo studente, lo psicologo, il terapeuta e le persone speciali. E attraverso queste conoscenze che provengono dal campo somatico, riusciamo a educare a una certa introspezione, a una certa consapevolezza sul modo in cui funzioniamo come un sistema integrato di corpo, mente, relazione, affettività, memoria. E attraverso queste conoscenze che abbiamo, riusciamo gradualmente a osservare ed essere creativi in relazione a bambini e adulti speciali che hanno una diagnosi. …”
La psicologa Loredana Larionescu ci parla dell’integrazione della danzaterapia nell’attuale standard medico: “È importante affrontare la relazione mente-corpo da una prospettiva terapeutica nell’ambito di eventi accademici come la Conferenza “CRESC” di questo autunno, perché è una sorta di elefante nella stanza. C’è ancora molta strada da fare prima che la danzaterapia sia veramente integrata nel sistema medico romeno. Posso dire che l’entusiasmo è grande, la necessità è grande, ma i passi da compiere affinché le posizioni di danzaterapeuta siano effettivamente introdotte nell’organigramma delle istituzioni mediche e socio-assistenziali non sono ancora stati compresi. Si tratta di capire, prima di tutto, quali sono gli standard di formazione degli specialisti e poi quali dovrebbero essere i criteri di selezione e di normazione, per poi implementare concretamente e finanziare queste posizioni…”
Cristina Lilienfeld, co-direttrice di AREAL DANS, ha inviato il seguente messaggio al grande pubblico che non ha ancora familiarità con la danza contemporanea, un pubblico atteso nell’ambito del Programma “CRESC”: “Per me, la danza contemporanea è un eccellente metodo di autoconoscenza. Per entrare in contatto con parti importanti di me stessa, del nostro sé, in modo molto sottile, a volte più giocoso, il più delle volte molto profondo. I metodi somatici mettono in primo piano il dialogo interiore tra corpo e mente, ci aiutano a riscoprire risorse creative, parti di noi stessi che forse non erano portate alla luce, di cui forse non eravamo consapevoli, forza, allineamento. … Il mio messaggio al grande pubblico è che solo sperimentando attraverso il corpo comprenderemo veramente la danza contemporanea. … Credo che possiamo fidarci del nostro corpo e del fatto che a volte capisce altrettanto bene come la nostra mente, o forse anche meglio, la direzione in cui possiamo andare.”
Tra febbraio e novembre 2026, il programma “CRESC” includerà conferenze, workshop, installazioni performative e programmi educativi. Infine, Cristina Lilienfeld ci ha svelato che cosa si sono proposti gli organizzatori nell’ambito del progetto: “Attraverso gli spettacoli, i workshop, le conferenze e, in generale, le esperienze pensate per il grande pubblico nell’ambito del progetto “CRESC”, ciò che ci proponiamo di fare è creare ponti di comunicazione ed empatia tra categorie vulnerabili, come le persone con diagnosi psichiatriche, i bambini con disabilità, le persone provenienti da contesti svantaggiati e il grande pubblico. … Penso che sia prima di tutto un invito all’empatia e speriamo che il pubblico apra la propria mente e la propria anima ad essa.”