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“The Breakup”, alla Galleria Mobius di Bucarest

"The Breakup" (La separazione) è una performance affettiva costruita sulla base di una comprensione moderna delle rotture romantiche, spettacolo che ha avuto la prima nazionale alla Galleria Mobius di Bucarest, dopo la sua presentazione nella Rep. Ceca e in Slovacchia.

foto: The Breakup
foto: The Breakup

e , 30.11.2024, 14:12

La produzione è realizzata da un gruppo di artisti europei guidati dalla regista Ioana Păun. Ioana Păun è una regista che concentra il suo lavoro sul comportamento umano in situazioni provocatorie. La regista ci ha parlato della squadra di realizzatori dello spettacolo: “La squadra iniziale era formata da artisti slovacchi e io ho fatto un progetto pilota con qualcosa del tutto diverso rispetto a quello che si vede adesso in Romania. A febbraio era ultra-iper-interattivo. In pratica, due spettatori si separavano senza conoscersi, in una specie di formazione nostra. Non mi è piaciuto quello che è venuto fuori e sono tornata su alcuni modi di esprimersi, diciamo più sicuri, performativi, che avevo più a portata di mano. Io volevo parlare emozionalmente a un pubblico di ciò che significa per ognuno di noi, una cosa speciale per loro, non per me. “La separazione”. … Anche la squadra di Bratislava aveva un nucleo che era formato da me e dallo sceneggiatore Matěj Sýkora. Facevo una specie di ping-pong di idee. “Come potrei…” oppure “come potrei io…” rappresentare o provocare gli spettatori a sentire qualcosa quanto più vicino a ciò che accade a loro quando si amano e poi si separano? E avevo una sola fissazione, l’unica cosa che mi interessava era esporre il pubblico a due persone che si baciano e si scoprono per la prima volta. Una specie di first kiss che abbiamo vissuto tutti e poi trovare altre azioni simili che continuino questo periplo emozionale.”

“The Breakup” è un’esperienza discreta e intensa, creata per generare riflessione sul modo in cui abbiamo vissuto i nostri rapporti di coppia. Perché “The Breakup” (La separazione)? Ce lo dice Ioana Păun: “Era un argomento che mi interessava, perché effettivamente, dal punto di vista personale mi era difficile gestirlo. Cioè l’uscita di qualcuno dalla tua vita o la tua dalla vita di un altro, soprattutto dal punto di vista romantico, ma non solo, la chiusura di una relazione.”

La regista Ioana Păun e la sua squadra esplorano un territorio in cui i confini tra un sentimento e il progresso tecnologico diventano sempre meno chiari. Abbiamo parlato con Ioana Păun della performance e di come è stata accolta dal pubblico: “Per quanto riguarda l’accoglienza, non si può sapere con esattezza cosa sente ogni persona, anche se parli con loro. Come è stata accolta? Te lo dico. In Slovacchia abbiamo girato a Bratislava e in città più piccole, c’erano giovani, anziani, millennials. I giovani sono stati molto infuocati e colti nell’idea e nel desiderio di esprimere le proprie esperienze e di esplorare sé stessi. È questo quello che vedevo nelle risposte. Il pubblico reagisce due volte. Lo vedevo in questa disponibilità di rispondere di più, in maniera più ampia, quasi di spogliarsi in un certo modo, anche se anonimo. Dunque in questo pubblico giovane, di 18, 25, 26 anni, ho visto un’allegria di esplorare esperienze emozionali con cui ci si confronta molto spesso, in un modo, non so, culturale.”

Lo spettacolo propone al pubblico due codici QR tramite cui la gente si può implicare e interagire. Dettagli sull’interazione del pubblico dalla regista Ioana Păun: “Sì, è una specie di link che ricevi sul telefono, al quale rispondi. E la tua risposta è poi, in un modo o nell’altro, integrata nello spettacolo e resa pubblica, infatti, anche se è anonima. Si tratta di un pubblico ristretto, di circa 10 persone. Abbiamo avuto spettacoli con 4 persone, ma anche con 17. Ha funzionato meglio quando ci sono state intorno a 10 persone. Si crea una specie di comunità e ci sono vari momenti nello spettacolo in cui il pubblico fa qualcosa, completa, o afferma, oppure si lascia in qualche modo nelle nostre mani. E in un modo minimale. Dunque è uno spettacolo molto semplice, senza complicazioni. Ha reagito diversamente, ogni spettacolo è stato diverso. A volte il pubblico è stato molto impegnato, a seconda della sua disposizione e di quello che nasce in quel momento. Le attrici sentono il pubblico, ma non modificano il tempo, non modificano le azioni a seconda della disponibilità e di come sentono il pubblico che è interessato, impegnato oppure annoiato. Quindi mi è molto difficile rispondere a questa domanda legata a come ha accolto il pubblico lo spettacolo.”

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