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L’economia sotto pressione: l’impatto dell’inflazione

Sottoposta da diversi anni alla procedura per disavanzo eccessivo, più esattamente dal 2020, la Romania inizia l'anno con l'ambizione di fare qualcosa per risolvere il problema.

L’economia sotto pressione: l’impatto dell’inflazione
L’economia sotto pressione: l’impatto dell’inflazione

, 09.02.2024, 18:38

Sottoposta da diversi anni alla procedura per disavanzo eccessivo, più esattamente dal 2020, la Romania inizia lanno con lambizione di fare qualcosa per correggere la situazione. Un obiettivo normale, ma che si annuncia estremamente ambizioso, visto che gli sforzi di Bucarest degli ultimi anni non sono riusciti a risolvere il problema. Lequazione è ancora più complicata ora, in un anno segnato da tante elezioni. Ci saranno elezioni europee, locali, presidenziali e politiche, e la Romania – lunico Paese dellUe peraltro in procedura di deficit eccessivo nel 2023 – ha chiuso lo scorso anno con parametri lontani dai rigori di Bruxelles. La cifra raggiunta è addirittura superiore allobiettivo previsto del 4,4%: stiamo parlando di un deficit di bilancio intorno al 6%. Allo stesso tempo, il tasso annuo di inflazione, un indicatore che ha colpito la Romania come è successo negli altri paesi dellUnione, ha raggiunto il 6,61% alla fine del 2023, secondo gli ultimi dati dellIstituto Nazionale di Statistica.



Nel complesso, secondo gli analisti, lintero quadro macroeconomico della Romania è piuttosto caratterizzato da divari tra i calcoli effettuati dal Governo allinizio e alla fine del 2023 riguardo allinflazione, al deficit e alle entrate di bilancio. “Il 2023 è stato un anno economico molto complicato per la Romania. Linflazione è scesa, in linea con gli sviluppi in Europa, anche se più lentamente. Ma leconomia ha rallentato nella seconda parte dellanno e la crescita del PIL reale sarà probabilmente intorno al 2%, inferiore alle previsioni”, constata il rapporto Romania – Euro Zone MONITOR pubblicato a dicembre, sotto il coordinamento dellaccademico Daniel Daianu. Come vede la situazione la Banca Centrale Romena? Il portavoce dellistituzione, Dan Suciu: “Lanno 2023 si è concluso, alla fine, molto meglio di quanto mi aspettassi, soprattutto allinizio, ma anche lungo il percorso a un certo punto ci sono stati molti timori, legati al fatto che linflazione sarà maggiore. Avevamo dei punti interrogativi legati alla crescita economica nel 2023. Cioè, lobiettivo della Banca Centrale era ridurre linflazione, ma non portare leconomia in recessione, come è successo in molti altri paesi circostanti, e allo stesso tempo, fare in tal modo da garantire che le riserve valutarie raggiungeranno questo livello record storico, in modo che la stabilità finanziaria ed economica del paese, soprattutto dal punto di vista esterno, non sia affatto messa in discussione. Alla fine, abbiamo buoni risultati, che creano le condizioni per un 2024 ragionevole. Non direi che ci aspettiamo miracoli dal 2024, ci sono ancora molte incertezze. Sapete che abbiamo un nuovo pacchetto fiscale entrato in vigore il 1° gennaio. Ciò, al di là dei tentativi della banca, avrà un certo impatto inflazionistico per il primo trimestre di questanno, ma non possiamo ancora misurarlo correttamente. Voglio dire, ovviamente, la cosa importante è che inizia dal 6% o più del 6%, quanto è linflazione, e non dal 7 o dall8%, quindi non avrà dimensioni molto grandi, ma bisogna essere certi che linflazione, almeno dopo questo trimestre, segua una tendenza al ribasso. Questo è uno degli obiettivi, chiudere lanno con uninflazione ancora più bassa, anche se nel primo trimestre avremo un leggero aumento.”



Le riserve valutarie della Banca Centrale romena menzionate da Dan Suciu hanno raggiunto a fine dicembre 2023 59,77 miliardi di euro, rispetto ai 46,63 miliardi di euro del 31 dicembre 2022. Queste riserve sono importanti, ha spiegato Dan Suciu: “È il denaro che detiene la Banca Centrale e che proviene da diverse fonti, ma, tutto sommato, a seconda della capacità di aumentare le riserve valutarie, il denaro può essere emesso, il denaro può essere immesso nelleconomia, affinché i prestiti funzionino ad un ritmo accettabile, affinché ci sia disponibilità per tutti i pagamenti e per tutte le finanze del paese e il tasso di cambio abbia una certa stabilità. Ci sono molte funzioni che la riserva può svolgere, incluso lindebitamento che il Paese fa per essere ad un livello inferiore, per consentire alleconomia di funzionare ad una velocità ragionevole, senza ulteriori tendenze inflazionistiche”.



Linizio dellanno porterà un aumento del tasso dinflazione, nel contesto dellaumento delle accise e delleliminazione di alcune agevolazioni fiscali, è lopinione che troviamo tra tutti gli specialisti economici. È anche possibile che ritorni la leggera tendenza al deprezzamento della moneta nazionale, il leu, rispetto alleuro, afferma lanalista finanziario Adrian Codirlaşu, vicepresidente della CFA Romania: “Nei prossimi anni, penso che la tendenza al lento deprezzamento del leu rispetto alleuro riprenderà, lentamente, con due, tre punti percentuali o circa 10 bani allanno, come abbiamo avuto negli ultimi anni, nel contesto in cui linflazione in Romania è più elevata che nella zona euro, nonché nel contesto del deficit di contro corrente della Romania, che è elevato. Cè stato un aumento dellinflazione a gennaio, nel contesto delle nuove tasse in vigore, cioè aumento dellIva, aumento delle accise, imposta sulla fatturato, che, di fatto, è unaltra Iva. Quindi abbiamo avuto questo shock a gennaio, forse un punto, mezzo punto di inflazione.”



E nel corso dellanno, nel contesto dellelevato deficit di bilancio, la politica fiscale rappresenta il principale rischio per linflazione, aggiunge Adrian Codirlașu.




Foto: Greg Rosenke / unsplash.com
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