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Servizi a sostegno degli anziani in Romania

Per alcuni tesoro, per altri fardello. Molti degli anziani in Romania sono abbandonati sia dalla famiglia, che dalla società.

Servizi a sostegno degli anziani in Romania
Servizi a sostegno degli anziani in Romania

, 21.10.2021, 19:51

Per alcuni tesoro, per altri fardello. Molti
degli anziani in Romania sono abbandonati sia dalla famiglia, che dalla società.
Alla tristezza e alla solitudine si aggiungono i problemi di salute tipici dell’eta.
Alcuni hanno bisogno di cure domiciliari, ma non ne beneficiano a casa dei
redditi modesti. È ciò che si è proposta la Fondazione La Croce Bianco-Gialla
Romena: ridare la dignità a queste persone anziane che sembrano essere
diventate invisibili. Periodicamente, i medici, gli infermieri e assistenti
sociali, i cinesiterapisti, gli psicologi e le badanti della Fondazione bussano
a porte che altrimenti nessuno aprirebbe. Măriuca Ivan, presidente della Croce Bianco-Gialla
Romena, ha aperto per noi la porta della Fondazione creata secondo il modello
belga. I partner belgi sono venuti, 25 anni fa, in Romania. Io ero al
Ministero della Salute allora e loro ci hanno parlato in un modo molto bello
del concetto di cura domiciliare. Noi cerchiamo di rifare l’intera fisionomia
del sistema. Nei primi anni dopo la Rivoluzione, si è discusso moltissimo della
cura in ospedale, ulteriormente dell’assistenza sanitaria a domicilio, poi
della medicina di famiglia…. mancava, però, questa fetta della grande torta
della Salute – la cura domiciliare. Abbiamo accolto i partner belgi e abbiamo
cercato di accompagnarli per molto tempo nello sviluppo di questo sistema in
Romania. Ho lasciato il Ministero della Salute, per dimostrare che è possibile,
perchè la non ci sono riuscita. La Croce è un fornitore di servizi di cure
domiciliari accreditato e autorizzato dallo stato romeno, e siamo stati sempre
noi, la Croce Bianco-Gialla, a riuscire a introdurre nella legislazione
nazionale il concetto di cura domiciliare finanziato tramite la Cassa
Assicurazioni Sanitarie, ci ha detto Măriuca Ivan.




La Croce Bianco-Gialla offre un’ampia gamma di
servizi: somministrazione di farmaci, iniezioni, flebo, misurazione dei
parametri fisiologici, prelievi di sangue, in una parola, tutto ciò che vuol
dire cure domiciliari, come alternativa al ricovero in ospedale. È cosi’ che è
iniziata la nostra Fondazione – col rispondere ai bisogni e alle aspettative
della gente che non ha la possibilità finanziaria, nè sociale di prendersi cura
di se stessa. La maggioranza erano anziani senza famiglie, senza figli. La
situazione è peggiorata soprattutto ultimamente a causa della migrazione: ci
sono genitori rimasti da soli con nessuno che si prenda cura di loro. Perciò
noi abbiamo cercato progetti sociali, abbiamo cercato di chiedere alle
amministrazioni locali e centrali fondi per i pazienti con problemi sociali,
ulteriormente fondi europei, ma che, ultimamente scarseggiano. Man mano anche i
municipi hanno smesso di aiutarci e gli anziani sono rimasti senza alcun
sostegno. In quel momento abbiamo deciso di continuare a fornire servizi a
pagamento a coloro che hanno la capacità di pagarli e che, ovviamente, non sono
casi sociali. Siamo stati costretti a prendere da chi poteva pagare i servizi
offerti da noi per aiutare anche coloro per cui non c’erano fondi, ha spiegato
Măriuca Ivan.




Nonostante le difficoltà, la Croce Bianco-Gialla
Romena, non ha abbandonato nessuno, continuando la missione per cui è stata
creata. Da 25 anni da quando funziona, ha fornito cure sanitarie a domicilio a
oltre 24 mila persone. Anche durante la pandemia, quindi con sforzi
supplementari – come ci ha detto la presidente della Fondazione, Măriuca Ivan -
40 rappresentati della Croce hanno fornito cure, quasi mensilmente, a circa 700-800
pazienti. Alcuni beneficiano dei nostri servizi da 5, 6 o 10 anni. Vivono
grazie al nostro aiuto e al fatto che noi abbiamo aperto le loro porte. Infatti,
siamo probabilmente gli unici a farlo e dietro le porte che apriamo scopriamo
storie tristi che ci colpiscono. Ho appena visto una registrazione con alcuni
dei miei assistenti che raccontano delle nostre nonnine che ci hanno ormai
lasciato. Noi sapevamo che non avevano nessuno e, proprio nel giorno in cui si
sono spente, sono subito spuntati tre nipoti, non si sa da dove. È triste che
questa storia si ripete, loro non hanno in realtà nessuno, ma, appena si
spengono, appaiono moltissimi che d’un tratto si ricordsano di loro.




A sostegno degli
anziani vulnerabili, la Croce Bianco-Gialla ha sviluppato anche il cosiddetto
Pulsante Rosso, sistema di
teleassistenza, complementare a quello d’emergenza, che offre la possibilità
agli anziani di chiedere aiuto all’occorrenza. Grazie a un braccialetto simile
a un orologio, dotato di un pulsante rosso di panico e connesso wireless a un
telefonino con tasti grandi, i pazienti possono segnalare un’emergenza. Il
segnale è trasmesso automaticamente a un Centralino aperto 24h/24, 7 giorni/7 e
365 giorni all’anno, e, a seconda della gravità della situazione, viene avviato
un protocollo che indica le azioni da intraprendere, compresa la sollecitazione
di un’ambulanza.




Per l’equipe della Fundazione la Croce
Bianco-Gialla Romena guidata da Măriuca Ivan è essenziale metterci il cuore. Senza
un investimento emotivo, senza dedizione, senza determinazione non si possono
offrire servizi di qualità. Ultimamente sono stata delusa dal fatto che ci
siamo deteriorati come persone, sento che non ci sia più alcuna dedizione,
nessuna empatia per chi soffre. È estremamente triste per me. Perciò, la mia
equipe è speciale. Non abbiamo soldi, ma siamo cosi’ ricchi! Appena ci troviamo
in difficoltà spunta da qualche parte un angelo che si salva, ci toglie dalle
difficoltà e ci aiuta a portare avanti la nostra missione. Noi non andiamo al
lavoro, noi andiamo ogni giorno a compiere una missione. Siamo gli angeli di
coloro che hanno un reale bisogno e non possono chiedere aiuto a nessuno, ha
detto Măriuca Ivan a RRI.




Perchè, come esortava Papa Francesco, gli anziani vanno trattati con affetto,
gratitudine e rispetto, come parte essenziale della società, come radici e memoria
di un popolo, tesoro indispensabile per poter guardare al futuro con speranza e
responsabilità.



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