Test PISA: una radiografia di una generazione?
Nei più recenti test PISA, la Romania si è classificata al terzultimo posto all'interno dell'Unione Europea. Quanto è preoccupante questo risultato per gli studenti quindicenni? Definisce forse il loro pieno potenziale, ovvero la condizione di un'intera generazione?
Adina Vasile, 01.10.2026, 11:31
Il PISA (Programme for International Student Assessment) è la più vasta indagine internazionale sulla valutazione scolastica: uno studio comparativo promosso dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) per misurare le competenze fondamentali degli studenti quindicenni in tre ambiti principali: lettura, matematica e scienze.
Oltre a misurare le competenze fondamentali degli studenti, PISA raccoglie informazioni sulle pratiche educative nei paesi partecipanti e genera indicatori di alta qualità che consentono confronti internazionali e supportano le riforme necessarie dei sistemi di istruzione.
In Romania, 10.000 studenti quindicenni provenienti da circa 320 scuole — situate sia in aree urbane che rurali — hanno partecipato alle valutazioni PISA 2025, i cui risultati sono stati pubblicati all’inizio di questo autunno. Rispetto alla valutazione precedente, i risultati indicano prestazioni relativamente stabili in scienze e matematica, ma un netto calo nella lettura. In matematica, solo il 48% degli studenti rumeni ha raggiunto il livello minimo di competenza (a fronte di una media OCSE del 65%); nella lettura, la percentuale è stata del 52% (contro una media OCSE del 69%); e nelle scienze, del 54% (contro una media OCSE del 74%). All’estremo opposto, la quota di studenti romeni con prestazioni elevate è rimasta estremamente bassa: appena il 4% in matematica, il 2% in scienze e l’1% nella lettura.
I dati PISA 2025 hanno inoltre confermato una marcata disparità socio-economica, con uno svantaggio che si concentra in modo significativo nelle scuole rurali. Secondo l’OCSE, infatti, la Romania figura tra i primi 10 paesi — su oltre 90 — in cui la disuguaglianza tra le scuole raggiunge i livelli più elevati.
Ospite a Radio Romania, il professor Marian Staş — esperto di istruzione e presidente dell’associazione “Il Club del Leader del Terzo Millennio” — ritiene che fare riferimento ai test PISA sia assolutamente fondamentale. “Ovviamente, non sono i voti, le classifiche o la posizione in sé a contare — dopotutto, non si va a scuola solo per fare bella figura nei test PISA! Tuttavia, i risultati PISA rappresentano una conseguenza, l’effetto di una causa profondamente radicata: il fallimento sostanziale del sistema scolastico rumeno nell’adeguarsi alla realtà del XXI secolo”.
Il verdetto è severo, eppure fondato su una realtà cruda. Sebbene negli ultimi quattro decenni circa siano state attuate numerose riforme nel sistema scolastico romeno, ben poche hanno dato i loro frutti. “Purtroppo, a nostro avviso, l’analfabetismo funzionale — ovvero leggere senza comprendere il testo — e l’analfabetismo matematico sono solo i sintomi di un problema ben più profondo: il fatto che la scuola, in realtà, stia attivamente alimentando un analfabetismo logico su vasta scala. A scuola questi ragazzi non imparano a pensare; le loro menti non vengono aperte. Statisticamente parlando, non esistono componenti o processi educativi volti ad aprire le loro menti — ad aiutarli a distinguere tra causa ed effetto, a capire come interpretare le informazioni e così via… Se volessi essere cinico, direi che il Paese vi vuole stupidi; e lo dico letteralmente. Non scherzo affatto quando affermo che si tratta di una combinazione infernale di logiche sindacali, impostura e incompetenza politica e amministrativa…”, ha spiegato Marian Staș.
Il sistema, caratterizzato da una progettazione carente, comporta tra l’altro profonde disparità e disuguaglianze socio-economiche e demografiche, oltre a squilibri nell’assegnazione delle risorse tra i diversi contesti: aree urbane, centri minori, zone rurali e così via.
Quale sarebbe, secondo il professor Marian Staș – esperto di istruzione e presidente dell’associazione “Il Club del Leader del Terzo Millennio” – la soluzione per porre rimedio a questa situazione? “Se mi chiedeste come potremmo agire diversamente, gli interventi fondamentali sarebbero due: uno interno, che preveda la riprogettazione e la trasformazione strutturale del sistema scolastico, e un secondo, volto a trasformare l’assetto amministrativo-territoriale della Romania. È impossibile che la Romania del XXI secolo funzioni in modo efficiente a tutti i livelli basandosi su una mappa amministrativo-territoriale tracciata cinquant’anni fa. Come può tale assetto rimanere valido e garantire buoni risultati in settori quali l’economia, la sanità, l’istruzione, le infrastrutture e via dicendo? Santo cielo, siamo nel 2026: nel ventunesimo secolo”.
Senza riforme autentiche e di ampia portata, i quindicenni di oggi riusciranno a raggiungere un livello tale da soddisfare le richieste del mercato del lavoro negli anni a venire? Per Marian Staș la risposta è “no”: “Potranno diventare professionisti qualificati? No, certamente no. Certo, l’1, il 2, il 3 o il 5% potrebbe farcela, ma il 90% no, perché non sta ricevendo la formazione scolastica adeguata. La sanità cura e la difesa protegge, ma l’istruzione è, per definizione, l’unica fonte di risorse umane, qualunque ne sia la qualità”.
In sintesi, i test PISA fungono da fondamentale barometro scolastico e sociale: indicano se una generazione possiede gli strumenti intellettuali di base necessari per competere nel mercato del lavoro.
È altrettanto vero, tuttavia, che questi test non possono definire il pieno potenziale umano, culturale o sociale dei giovani esaminati – ovvero lo “stato di una generazione”. Una generazione rappresenta ben più che semplici competenze di alfabetizzazione e abilità in ambito matematico e scientifico. Una generazione è definita dalla cultura, dai valori, dall’intelligenza emotiva e dalla capacità di adattamento: qualità che esulano dall’ambito dei test standardizzati.