Turchi e tatari in Romania
La comunità musulmana in Romania è tradizionalmente composta da turchi e tatari. La sua storia si estende per oltre 700 anni ed è stata segnata dalle idee e dalla mentalità collettiva delle diverse epoche.
Steliu Lambru, 12.10.2026, 10:32
La storia della comunità musulmana in Romania significa soprattutto la storia dei Tatari e dei Turchi che vivono in Dobrugia, il territorio attraverso il quale la Romania ha accesso al Mar Nero. Una piccola parte della storia della comunità musulmana in Romania si trova anche sull’isola di Ada Kaleh, nella gola del Danubio, oggi sommersa dalle acque del bacino idroelettrico delle Porte di Ferro. La storia della Dobrugia stessa è antica, con successivi strati di culture e civiltà che vi si sono succedute. Dal XIII secolo, l’Impero Ottomano esercitò la sua influenza autoritaria sulla Dobrugia fino al 1878, quando due terzi del territorio entrarono a far parte della Romania. Così, il giovane Stato romeno, formatosi nel 1859, ereditò una popolazione musulmana che avrebbe cercato di integrare.
Lo storico Metin Omer è l’autore del volume “Turchi e Tartari in Romania. Una breve storia”, l’ultima pubblicazione su questo argomento. “Tradizionalmente, quando si parla della storia dei Turchi e dei Tartari in Romania, il punto di partenza è il XII secolo. Nel caso dei Turchi, si tratta dell’arrivo di un derviscio colonizzatore, come lo chiamano la maggior parte degli storici, Sarî Saltuk Baba, e nel caso dei Tartari, dell’espansione dell’influenza dell’Orda d’Oro nella regione della Dobrugia. Tuttavia, la presenza dei Turchi e dei Tartari è legata anche alle cosiddette ondate migratorie dei popoli turchi, ovvero le popolazioni che hanno attraversato questo territorio e che vi si sono anche stabilite, persino prima del XIII secolo. Mi riferisco qui ai Cumani, agli Unni e ad altri popoli turchi”, ci ha raccontato Metin Omer.
Per quasi mezzo millennio, il territorio romeno è stato sotto il controllo dell’Impero Ottomano, e i turchi e i tatari erano percepiti come un’unica comunità. Dopo l’indipendenza della Romania, questa percezione è persistita. “Stiamo parlando dell’influenza del periodo ottomano, quando la società era organizzata secondo il cosiddetto sistema dei Millet, in cui contava l’appartenenza religiosa e non quella etnica. Quindi i turchi e i tatari facevano parte del Millet musulmano. E questo approccio è continuato nei primi anni successivi all’amministrazione romena, dopo il 1878, quando anche i funzionari di Bucarest si riferivano ai turchi e ai tatari, il più delle volte, congiuntamente. Li chiamavano comunità musulmana, comunità turco-tatara o, semplicemente, comunità turca, includendo anche i tatari presenti in Romania”, ha precisato Metin Omer.
Spesso ci si chiede quale sia la vera differenza tra turchi e tatari. Metin Omer ha dato la risposta dello storico. “Se guardiamo alla storia in modo molto semplice, la differenza sta nel fatto che i tatari hanno la penisola di Crimea come luogo d’origine. I tatari odierni in Romania, per la maggior parte, discendono da tatari che si rifugiarono dalla penisola di Crimea o dal territorio dell’ex Khanato di Crimea in Dobrugia, che faceva parte del territorio ottomano. I turchi, invece, discendono dalle popolazioni turche, in particolare dai turchi selgiuchidi, che si stabilirono in Dobrugia a partire dal XIII secolo. Ma discendono anche dalle popolazioni che furono colonizzate in Dobrugia dopo che questa entrò a far parte dell’Impero ottomano, una politica consapevole dello stato ottomano.”
Abbiamo chiesto a Metin Omer quali fossero le differenze linguistiche tra le due comunità. “Sia il turco che il tataro, dopotutto, sono due lingue turche. Ma il tataro si è sviluppato dal cumano, a sua volta dal cappadocio, e le somiglianze tra le parole del famoso Codice Cumanicus, scritto nel XIV secolo, e il tataro odierno sono sorprendenti. Ovvero, un tataro di oggi che conosce la lingua tatara capisce, credo, l’80% delle parole del Codice Cumanicus. Il turco ha seguito un’evoluzione distinta, e il turco odierno è di fatto il turco della Turchia. Questa evoluzione è stata dovuta alle influenze provenienti dalla Repubblica di Turchia, soprattutto dopo la sua fondazione, e al processo di modernizzazione che ha influenzato la formazione della lingua turca moderna”, ha spiegato egli.
I turchi e i tatari in Romania hanno affrontato le vicissitudini della storia e alcuni di loro sono rimasti qui, dopo che l’Impero Ottomano fu costretto a ridurre il proprio territorio. E la loro condizione sociale ed economica si è evoluta di pari passo con l’evoluzione dell’intera società romena. “Direi che non ci sono differenze di status economico o sociale. In fin dei conti, le due comunità sono piuttosto simili, e lo erano anche per la maggioranza. Se guardiamo ai censimenti, e in particolare al censimento del 1930, una pietra miliare nella storia demografica della Romania, vediamo le somiglianze. Si tratta di comunità rurali, perlopiù rurali, con un problema di alfabetizzazione, molto simile alla situazione della comunità romena”, ci ha detto Metin Omer.
I turchi e i tatari hanno partecipato a ciò che la Romania ha offerto a tutti i suoi cittadini, maggioritari e minoritari. Hanno combattuto nelle guerre, lavorato, subito le persecuzioni delle dittature e riconquistato i loro diritti e le loro libertà dopo il 1989.