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Opere di Brancusi nei musei del mondo

Alla fine del 1913, le prime opere di Brancusi sbarcavano in terra americana, inviate dallautore stesso per lEsposizione Internazionale di Arte Moderna di New York, detta anche Armory Show.

Opere di Brancusi nei musei del mondo
Opere di Brancusi nei musei del mondo

, 15.07.2014, 14:50

Alla fine del 1913, le prime opere di Brancusi sbarcavano in terra americana, inviate dall’autore stesso per l’Esposizione Internazionale di Arte Moderna di New York, detta anche “Armory Show”. “La testa”, “Mademoiselle Pogany II”, “Testa di bambino”, “Musa addormentata II” e “Pesce” hanno subito richiamato l’attenzione del pubblcico, dei collezionisti e dei critici d’arte.



Ciò spiega perché, attualmente, le più numerose opere di Constantin Brancusi, il celebre scultore, ritenuto il più conosciuto artista romeno oltre confine, si trovano in musei e collezioni statunitensi. Il critico d’arte Catalin Davidescu ricorda che le opere di Brancusi sono sparse per tutto il mondo, nei maggiori musei e nelle più prestigiose collezioni.



“La maggior parte delle opere si trova soprattutto al Museo d’Arte Moderna di New York e a Guggenheim, sempre a New York. Ma anche su tutto il territorio degli USA, in Pennsylvania, Atlanta, Philadelphia — musei d’arte riconosciuti a livello internazionale che custodiscono varie opere sue. Ce ne sono in musei universitari, come quello di Berkeley, ma anche in Europa. Il Museo di Arte Moderna Centre Georges Pompidou, dove si trova anche l’atelier di Brancusi, custodisce, oltre alle opere rimaste nell’atelier, altre ancora. In Inghilterra, presso la Tate Gallery e nella Galleria di Arte Moderna di Oxford Museum. A Canberra, nel Museo Kunsthalle Zurich… In Romania solo due musei custodiscono i capolavori del grande scultore: il Museo Nazionale d’Arte di Bucarest e il Museo d’Arte di Craiova. A Bucarest si trovano circa 11 opere di Brancusi, a Craiova – la più famosa, Il Bacio”. Il Museo di Craiova custodisce cinque opere più alcune del periodo artigianale di Brancusi — l’écorché” – una scattola per i gioielli scolpita e una sedia del periodo in cui l’artista studiava presso la Scuola di Arti e Mestieri di Craiova”, spiega il critico.



Il destino delle opere fu diverso, dipendendo anche dal “destino” della loro notorietà, aggiunge ancora Catalin Davidescu. “Va ammesso che sono stati gli americani a scoprirlo, ovviamente in seguito al famoso caso tra Brancusi e la dogana americana che l’ha accusato di aver spedito metallo negli USA, mentre si trattava infatti di un’opera d’arte. Ulteriormente però gli americani investirono nelle sue opere e la sua fama in Europa e nel resto del mondo è giunta molto tempo dopo la notorietà americana. I prezzi alti e molto alti, di decine di milioni di euro, delle sue opere apparvero nella seconda metà del XXesimo secolo, a fine Novecento e inizio del successivo secolo. Purtroppo, sebbene la Francia e la Romania siano stati i Paesi più cari al grande scultore, non sono state esse a promuovere intensamente la creazioni di Brâncuşi, è questa la realtà. A cominciare dall’Armory Show e dall’inizio del Novecento, la sua creazione fu promossa negli USA e solo dopo diventò conosciuta a livello internazionale”, dice Catalin Davidescu.



Alcune delle sculture di Constantin Brancusi furono rinvenute in circostanze del tutto speciali, come racconta il critico. Mi è molto cara la storia del ritrovamento di Vitellio”, una delle opere realizzate quando Brancusi studiava le Belle Arti a Bucarest. La scultura è stata rinvenuta nella soffitta della prefettura provinciale di Dolj dopo il 1944 da un noto specialista romeno della sua arte, Vasile Georgescu Paleolog, che ha scritto anche la prima monografia di Constantin Brâncuşi e che era anche un suo grande amico. E sempre lui racconta la storia delle opere di Craiova: Il Bacio”, due teste di bambini e La Coscia”, opere custodite nel Museo d’Arte di Craiova e rivenute nel villaggio di Ostroveni, dove aveva dei patrimoni Victor Popp, collezionista e amico dell’artista. Dopo la nazionalizzazione dei patrimoni (durante il regime comunista — ndr), nel 1949, Il Bacio” fu usato dalle persone che erano entrate nella casa di Popp – che fungeva ormai da cooperativa del villaggio – come pietra in un barile con verza in salamoia. Il recupero di queste opere non fu difficile, il presidente della cooperativa si ricordava di aver visto delle cose speciali, ma non sospettava che si trattasse di opere d’arte. Come racconta Paleolog nei suoi ricordi, due bronzi, L’Orgoglio” e Testa di ragazzo”, furono trovati sulla terrazza della villa, accanto ad una certa quantità di uva messa ad essiccare. Il Bacio” era nel barile di verza, perchè era una pietrà buona, quasi rettangolare e abbastanza pesante da tenere la verza sotto la salamoia, mentre La Coscia” era stata buttata in un angolo della villa come un pezzo di marmo qualsiasi”, conclude il critico Catalin Davidescu.



E’ ben noto che, per lo scultore Constantin Brancusi, a casa” significava in tutto il mondo, così come anche le sue opere sono sparse per tutto il mondo. Ovunque guardo vedo la forza e l’influenza di Brâncuşi. Lui continua ad essere il più moderno tra gli scultori moderni”, diceva Paul Kasmin, la cui galleria ha ospitato l’anno scorso la mostra Brancusi a New York 1913 – 2013”. (traduzione di Gabriela Petre).

foto: Mariana Chiriţă/RRI
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