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La Contrada di Buzau, su edenineurope.eu

Dopo essersi aggiudicata nel 2012 il riconoscimento di “destinazione europea di eccellenza per il turismo rurale, la Contrada di Buzau, nota come la terra dei vulcanetti di fango, dellambra e dei “fuochi vivi, viene promossa sul sito edenineurope.eu.

La Contrada di Buzau, su edenineurope.eu
La Contrada di Buzau, su edenineurope.eu

, 28.05.2014, 18:41

La Contrada di Buzau, nota come la terra dei vulcanetti di fango, dell’ambra e dei “fuochi vivi”, ricade nella provincia di Buzau, nel sud-est della Romania, soprannominata, per la diversità delle sue forme di rilievo e per le sue numerose attrattive turistiche, ”una piccola Romania”. Dopo essersi aggiudicata nel 2012 il riconoscimento di “destinazione europea di eccellenza per il turismo rurale”, nell’ambito del concorso EDEN, la Contrada di Buzau viene promossa sul sito edenineurope.eu, fonte d’informazione per migliaia di operatori turistici in Europa. Con il concorso EDEN la Commissione Europea promuove le mete turistiche europee uniche rimaste relativamente inesplorate, premiando le iniziative che hanno contribuito alla promozione del turismo locale attraverso la valorizzazione delleredità rurale, culturale e naturale. La Contrada di Buzau rappresenta un geoparco che racchiude siti di grande importanza geologica e turistica, unici in Romania e in Europa, tra cui i vulcanetti di fango di Berca, i “fuochi vivi” e la montagna di sale di Lopatari e la miniera di ambra di Colti.



I vulcanetti di fango di Berca sono una vera calamita per i turisti. In nessun’altra parte del mondo esiste una zona con tanti vulcanetti di fango attivi come nella provincia romena di Buzau. I coni di questi vulcanetti e la terra arida intorno, in cui le alluvioni hanno scavato crateri con fango ribollente, profondi anche due metri, attirano, ogni anno, oltre ai turisti, numerosi fotografi dilettanti e professionisti. I vulcanetti furono creati dai gas naturali che fuoriescono da una profondità di 3000 metri, attraversano il suolo argilloso e la falda freatica e spingono in superficie l’acqua mescolata con l’argilla. Detti anche salse, i vulcanetti si trovano nelle riserve geologiche di Paclele Mari e Paclele mici. Nelle giornate siccitose il fango si asciuga e crepa in decine di pezzi. Ne risulta un paesaggio dall’aspetto lunare. Spettacolare, soprattutto di notte, anche la Riserva naturale Il Fuoco Vivo di Lopatari, dove per le emissioni di metano dal sottosuolo emergono fiamme alte un metro e mezzo. Sempre a Lopatari sorge anche la cosiddetta Montagna di sale, che si stende su 2 km e che, durante l’estate, crea l’impressione di essere innevata.



Continuando il viaggio da Berca, la prossima tappa sulla Valle del Buzau sono gli eremi rupestri sparsi su qualche decine di km, nei pressi dei comuni Colti, Cozieni, Braesti e Bozioru, quest’ultimo, secondo la leggenda, abitato nel passato da giganti. La provincia di Buzau è anche patria dell’ambra, proveniente da diverse specie di pini. A Colti si trova una riserva geologica di circa 2 ettari e mezzo di ambra, resina fossile a diversi colori, soprattutto giallo, ritenuta anche pietra semipreziosa. Il museo di Colti custodisce il più antico pezzo di ambra nel mondo, risalente a 60 milioni di anni fa. Fu allestito, nel 1981, in una casa contadina, e ospita l’unica collezione di ambra in Romania, tra le più belle nel mondo. Sono circa 300 i pezzi esposti, tra cui uno in cui si è conservata una formica e un altro di quasi 2 chili, il maggiore, di 3,45 chili, trovandosi al Museo Provinciale Buzau. L’ambra di Colti, dai tipici colori nero-verde, nero-giallo, giallo brillante, chiamata dallo scienziato tedesco Otto Helm, “romanite”, è una delle più antiche nel mondo. L’estrazione e lo sfruttamento dell’ambra nella miniera vicino al museo fu per molto tempo la principale attività economica nella zona. La provincia di Buzau è una terra fortemente segnata dalla spiritualità. Lo dimostrano il gran numero di eremi rupestri e di chiese e monasteri ortodossi. Se giungete a Colti, non lasciatevi perdere una sosta agli eremi rupestri e alla chiesa del villaggio Alunis, scavata in pietra da due pastori nel 1274.



Un’altra sosta indimenticabile è il Comune Chiojdu, dove vi aspettano paesaggi da favola e piatti preparati secondo antiche ricette dei briganti come l’agnello alla brigantesca, l’anatra con verza e la grappa “mortale” di Chiojdu. Chi vuole scoprire la zona con mezzi tradizionali è invitato a passeggiate nella carrozza trainata da cavalli. Chiojdu è anche punto di partenza per una gita al Lago delle Acquile, noto pure come il “Lago senza fondo”, sito a 1.400 metri di altezza, nei Monti Siriu. Si racconta che, di primavera, qui vengano le acquile per bere dell’acqua e ridiventare giovani e per insegnare ai loro piccoli a volare. Se v’interessa la pesca, andate invece al Lago Siriu. Gli agriturismi sulle sponde di questo lago offrono, oltre alle gite alla cascata Pruncea, alta 7 metri, anche programmi di pesca.



Alle falde del Penteleu, il più alto monte della provincia di Buzau, scoprirete numerose malghe e paesini con una lunga attività pastorale e di caseificazione domestica, tra cui Varlaam, del Comune Gura Teghii, con i suoi agriturismi famosi per l’offerta di terapia con siero di latte e di piatti tradizionali pastorali e briganteschi. Prelibatissimo e apprezzatissimo dagli ospiti il “bulz” di Varlaam, delle palline di polenta riempite di fomaggio pecorino, cotte sulla brace. Una vecchia tradizione degli abitanti dei paesini alle falde del Penteleu sono il bagno in siero di latte come cura antistress e le cure interne di detossificazione con siero di latte mescolato a frutti di bosco, a mele, a fragole e carote. La terapia è diventata nota nel 1859, grazie al proprietario terriero Enache Persescu che fece costruire a Varlaam un centro termale molto ricercato a quell’epoca dagli abbienti della capitale Bucarest. Il paesino Varlaam, ospita, ogni anno, a maggio la prima festa campestre della primavera, “Lo svezzamento degli agnelli”, una celebrazione delle usanze pastorali che segna il momento in cui gli agnelli vengono svezzati perchè le pecore possano essere munte e in cui pastori portano le greggi sui pascoli del Monte Penteleu.



I vini e gli insaccati tipici della Provincia di Buzau sono portati alla ribalta ogni anno, ai Festival del vitigno Tamaioasa e al Festival delle Salsicce di Plescoi. Il comune di Pietroasele, la più antica stazione di ricerche vitivinicole della Romania, risalente al 1893, è famosa per il vitigno Tamaioasa Romaneasca, dal quale si ottiene il migliore vino profumato, il cui aroma è un misto di fiori di campo, tiglio, miele e mandorle. Il Festival delle Salsicce di Plescoi celebra gli insaccati tipici di carne di pecora, il primo marchio tradizionale registrato in Romania e riconosciuto nell’Ue. La salsiccia di Plescoi, intitolata al paesino in cui viene preparata per tradizione, è condita con peperoncino e aglio ed ha un gusto inconfondibile grazie all’erba lievemente salata pascolata dalle greggi nella zona. È gustosissima abbinata al formaggio e ai pomodori e si prepara di solito con faggioli, patate o cavolo al forno. Un altro insaccato tipico della provincia di Buzau è il babic, preparato con un mix di carne di manzo e maiale e condito con peperoncino, che assieme alle ciambelle di Buzau e alla grappa di Chiojdu rappresentano altrettanti brand gastronomici registrati presso l’Ufficio Marchi romeno.



(Fonte foto: Valea Zimbrilor Vama Buzaului / Facebook)
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