Aiuto romeno per contrastare il disastro ecologico nella Repubblica di Moldova
La Romania ha reagito immediatamente dopo che la confinante Repubblica di Moldova è stata colpita da un grave incidente ambientale.
Bogdan Matei, 19.03.2026, 11:27
Da oltre quattro anni, gli analisti militari e politici sono unanimi nel ritenere che la Repubblica di Moldova (ex sovietica, a maggioranza romenofona) sia il vicino più gravemente colpito dell’Ucraina dalle conseguenze dell’invasione russa, iniziata il 24 febbraio 2022. Ondate di rifugiati, droni russi che violano lo spazio aereo della repubblica, difficoltà economiche, crisi energetiche, campagne di disinformazione, interferenze di Moscanei processi elettorali – nulla manca dai dossier che le autorità filo-occidentali di Chișinău hanno dovuto gestire in tutto questo periodo.
Questo mese si è aggiunto anche un grave incidente ecologico. Il fiume Dnestr, frontiera naturale tra la Repubblica di Moldova e l’Ucraina, è stato gravemente inquinato da prodotti petroliferi e altre sostanze tossiche, in seguito a un attacco attribuito all’esercito russo d’invasione contro il Complesso Idroelettrico ucraino “Novodnestrovsk”. Il Dnestr rappresenta la principale fonte d’acqua per circa l’80% della popolazione del paese e per il 98% degli abitanti della capitale.
“Tali azioni con un forte impatto transfrontaliero mettono in pericolo l’ambiente, la sicurezza dell’approvvigionamento idrico e la salute dei cittadini della Repubblica di Moldova e non possono essere accettate” – hanno detto i rappresentanti della diplomazia di Chișinău all’ambasciatore russo, Oleg Ozerov.“Abbiamo dichiarato l’allerta ambientale e stiamo agendo per proteggere la nostra popolazione. La Russia porta l’intera responsabilità” – ha dichiarato anche la presidente Maia Sandu.
Il commissario europeo per l’Allargamento, Marta Kos, ha osservato a sua volta che un simile incidente ricorda come la guerra della Russia non si fermi ai confini dell’Ucraina e ha ribadito la solidarietà dell’Unione Europea con la Repubblica di Moldova. Tra i membri dell’Unione, la Romania è stata la prima a reagire. L’Amministrazione Nazionale delle Acque Romene ha messo a disposizione attrezzature e materiali specializzati e ha costituito una squadra di intervento che si è recata nella Repubblica di Moldova per sostenere le operazioni di contenimento e raccolta delle sostanze inquinanti dalla superficie dell’acqua.
Allo stesso tempo, l’Ispettorato Generale per le Situazioni di Emergenza ha fornito personale per il coordinamento della missione, nonché il trasporto delle attrezzature e dei materiali necessari all’intervento. Si tratta di tonnellate di materiali assorbenti, utilizzati per limitare la diffusione dell’inquinamento e proteggere le infrastrutture di approvvigionamento idrico nelle località lungo il corso del Dnestr.
A Bălți (nord), la seconda città più grande del paese, è arrivato un convoglio umanitario di autocisterne con acqua potabile per circa 100.000 abitanti, inviato dal Comune di Iași (est della Romania). “In questi giorni difficili per Bălți, segnati dalla situazione eccezionale riguardante l’approvvigionamento idrico, la nostra città non è sola” – ha dovuto riconoscere lo stesso sindaco Alexandr Petkov, peraltro con precedenti politici nel partito comunista, fortemente filo-moscovita e romenofobo.