Romania – dall’inflazione al deficit di bilancio
La situazione macroeconomica della Romania resta fragile.
Bogdan Matei, 26.06.2026, 10:57
L’economista capo della Banca Nazionale della Romania, Valentin Lazea, ha ammonito che il Paese registra attualmente il più alto tasso d’inflazione e il più elevato deficit di bilancio dell’Unione Europea, e che il debito pubblico supererà quest’anno la soglia del 60% del Prodotto Interno Lordo, il che potrebbe mettere in pericoloil rating. Con un’inflazione del 9,7% e un deficit di bilancio pari al 7,9% alla fine dello scorso anno, si corre sempre il pericolo che il Paese venga declassato alla categoria “non investment grade”, con la conseguente interruzione dell’accesso ai finanziamenti sui mercati internazionali dei capitali e un brutale aggiustamento del tenore di vita, afferma senza mezzi termini l’esperto della banca centrale.
Nel corso di una presentazione tenuta alla conferenza dell’Associazione degli Analisti Finanziari e Bancari, citata dai media di Bucarest, Lazea ha invitato le forze politiche a sottoscrivere un patto politico-economico che vincoli tutti i futuri governi a non superare determinati limiti degli indicatori macroeconomici.Secondo l’economista, è indispensabile fissare obiettivi precisi per inflazione, deficit di bilancio e crescita economica, obiettivi che, una volta raggiunti, siano rispettati da qualsiasi governo, indipendentemente dal suo orientamento politico.
Non è difficile, se rinunciamo ai populismi e iniziamo a rispettare i cittadini educandoli invece di illuderli con facili promesse, conclude l’economista capo della Banca Nazionale, in un momento in cui la Romania attraversa una fase di forte incertezza politica e non ha ancora di un governo con pieni poteri, dopo che l’esecutivo guidato dal liberale Ilie Bolojan è stato sfiduciato dal Parlamento il 5 maggio.
L’attuale ministro delle Finanze ad interim, Alexandru Nazare, tecnicamente indipendente ma in passato sia membro del Partito Nazionale Liberale sia esperto presso la Banca Nazionale, porta invece notizie più incoraggianti. Nazare ha annunciato che il deficit di bilancio si è quasi dimezzato rispetto al 2025, attestandosi all’1,75% del PIL nei primi cinque mesi dell’anno, contro il 3,35%.
In un messaggio pubblicato sulla propria pagina Facebook, il ministro afferma che nel successivo periodo si terranno gli incontri con le agenzie internazionali di rating in vista dei nuovi rapporti di valutazione sulla Romania e che i risultati dell’attuale esecuzione di bilancio dimostreranno la capacità del Paese di proseguire il consolidamento fiscale.
Anche il consulente economico Adrian Negrescu ritiene che la riduzione del deficit rappresenti una vera e propria boccata d’ossigeno in vista dei colloqui di luglio con le agenzie di rating Moody’s e Fitch. Tuttavia, aggiunge che il rumore politico crea una forte percezione di instabilità sulla situazione in Romania e che la sola riduzione del deficit non sarà sufficiente.
“Solo riducendo l’evasione fiscale e ampliando la base imponibile potremo uscire da questa situazione raccappricciante che, come ha già stimato la Commissione europea, rischia di condurre il nostro Paese, nei prossimi anni, verso una condizione finanziaria degna di uno stato in bancarotta”, conclude Adrian Negrescu.