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Crisi: verso riforma compagnie statali


La riforma delle compagnie a capitale statale e i ritardi della Romania nel rispettare gli impegni assunti sono stati al centro dei colloqui svolti a Bucarest dalla delegazione del Fondo Monetario Internazionale con esponenti dei Ministeri dell’Economia, dei Trasporti e dell’Energia. Tra le compagnie nel mirino lo stabilimento chimico Oltchim Ramnicu Valcea, le Ferrovie Merci, la Transgas e la compagnia aerea di bandiera Tarom.

Crisi: verso riforma compagnie statali
Crisi: verso riforma compagnie statali

, 23.01.2013, 15:14


La riforma delle compagnie a capitale statale e i ritardi della Romania nel rispettare gli impegni assunti sono stati al centro dei colloqui svolti a Bucarest dalla delegazione del Fondo Monetario Internazionale con esponenti dei Ministeri dell’Economia, dei Trasporti e dell’Energia. Tra le compagnie nel mirino lo stabilimento chimico Oltchim Ramnicu Valcea, le Ferrovie Merci, la Transgas e la compagnia aerea di bandiera Tarom.


Dopo l’incontro con i finanziatori internazionali, il ministro dei Trasporti Relu Fenechiu ha dichiarato che la privatizzazione delle Ferrovie Merci è diventata la priorità numero uno del suo dicastero. Stando a Fenechiu, data la situazione economica della compagnia, una ripresa è possibile solo in seguito ad un investimento privato. Nel caso della Tarom, dovrebbe essere venduto un pacchetto di minoranza del 20% delle azioni. Il termine limite fissato per ambedue le compagnie è di sei mesi. Relu Fenechiu ha pure precisato che, entro un massimo di 90 giorni, tutte le compagnie nel subordine del ministero avranno manager professionisti. Anche con il Ministero dell’Economia sono state convenute nuove scadenze per la quotazione in borsa, ma anche per la designazione di manager professionisti.


“Abbiamo presentato il nostro punto di vista alla Commissione Europea, al FMI e alla Banca Mondiale. In linea di principio, la delegazione è stata d’accordo che la nostra formula è quella corretta”, ha dichiarato il ministro dell’Economia Varujan Vosganian.


“Abbiamo scadenze fino a fine aprile per la vendita in borsa dei pacchetti di minoranza, soprattutto della Transgas e NuclearElettrica, e, ovviamente, il secondo semestre del 2013 e l’inizio del primo trimestre del 2014 per le altre compagnie. Le prime per cui sarà organizzata la selezione dei manager sono Transgaz, Nuclearelectrica e Romgaz”, ha precisato, dal canto suo, il ministro delegato per l’Energia, Constantin Nita.


Il ministro ha pure annunciato che, dal 1 febbraio, le compagnie che sfruttano risorse minerarie, ma anche i distributori e trasportatori di gas ed energia elettrica pagheranno tasse supplementari. Nita ha dato assicurazioni che l’introduzione delle nuove tasse non avrà impatto sui costi delle compagnie, ma solo sui profitti, e che le tariffe non si ritroveranno in quelle finali per i consumatori.


“È una misura a breve termine e tutti devono sostenere lo sforzo che compie il Paese per superare la crisi. È ora che tutte le compagnie, se hanno avuto debiti bassi per anni e hanno registrato ingenti ricavati, partecipino a questo sforzo collettivo della società. L’ordinanza prevede chiaramente che le nuove tasse non si ritrovino nel prezzo finale per il consumatore, bensì solo nel profitto”, ha spiegato il ministro.


D’altra parte, l’Autorità nazionale di regolamentazione nel settore energetico ha deciso che i produttori di gas naturali saranno obbligati a vendere, tramite aste pubbliche, il 45% delle quantità di gas estratte nel 2013. Attualmente, i gas di produzione interna sono venduti al prezzo raccomandato dall’Autority, pari ad un terzo del prezzo d’importazione.

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