Leggi sensibili in discussione
La Romania è entrata nell’ultima settimana in cui può ancora completare gli investimenti e le riforme assunti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Daniela Budu, 26.08.2026, 11:28
La scadenza è fissata al 31 agosto e la posta in gioco è di miliardi di euro. Il presidente Nicușor Dan ha avuto martedì un nuovo round di negoziati con i leader dei partiti dell’ex coalizione di governo, nel tentativo di sbloccare la situazione e raggiungere un consenso sulla legge sulla retribuzione unitaria, traguardo previsto dal PNRR, ma i colloqui non hanno portato ad alcun risultato. In queste condizioni, la Romania rischia di non raggiungere questo traguardo, che peraltro avrebbe dovuto essere portato a termine tre anni fa, e di perdere 770 milioni di euro.
Ci sono state diverse consultazioni sulla legge. Il mese scorso, il ministro del Lavoro, Dragoș Pîslaru, ha pubblicato una nuova versione del disegno di legge, che non è stata gradita dai partiti e ha generato proteste e scioperi nel settore pubblico. Alla fine della scorsa settimana, dopo colloqui tra i leader dei partiti e il presidente, è stata presentata una nuova versione della legge, che ha nuovamente suscitato il malcontento dei sindacati.
Finora, solo il PNL e l’USR hanno annunciato che sosterranno il progetto. L’USR ritiene necessario trovare un equilibrio tra la pressione sociale e quella sul bilancio. L’UDMR vuole che i redditi non diminuiscano, mentre il PSD chiede una legge sulla retribuzione equa. Il premier ad interim Ilie Bolojan ha avvertito, in un’intervista a una televisione privata, che, in assenza di questa riforma, gli equilibri di bilancio del paese potrebbero deteriorarsi gravemente negli anni a venire.
Per quanto riguarda la Legge sull’integrità, un altro traguardo del PNRR, i parlamentari dell’USR hanno presentato un nuovo ddl, anche se parallelamente è stato riavviato nel Parlamento di Bucarest l’iter legislativo dell’iniziativa che era stata oggetto di contestazioni presso la Corte Costituzionale. Il provvedimento era stato contestato presso la CCR, ma dichiarato conforme alla Costituzione.
La nuova legge sull’integrità, proposta dall’USR, non ha effetti retroattivi, rispetta le decisioni della Corte, digitalizza le procedure e rafforza l’Agenzia nazionale per l’integrità, nel rispetto degli impegni assunti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sostiene l’USR. A causa delle recenti modifiche legislative apportate alla Legge sull’integrità, i leader dei gruppi politici europei Partito Popolare Europeo (PPE) e Renew, ai quali sono affiliati il PNL e l’USR, hanno chiesto alla presidente della Commissione europea di comunicare senza equivoci alla Romania che l’erogazione dei fondi del PNRR è subordinata a riforme che rispettano pienamente i principi di base dell’Unione europea.
Un’altra riforma del PNRR ancora da completare, dalla quale dipende l’approvazione della quinta richiesta di pagamento, è il ddl sull’integrazione dell’idrogeno proveniente da fonti rinnovabili e a basse emissioni di carbonio nell’industria e nei trasporti. Dopo la presentazione di questa richiesta, la Romania dovrebbe arrivare a circa 10,6 miliardi di euro di sovvenzioni del PNRR, il che significa che rimarrebbero in gioco circa 2,58 miliardi di euro di sovvenzioni. Una volta completati gli investimenti e le riforme assunte, le autorità dovranno presentare la sesta richiesta di pagamento, l’ultima nell’ambito del programma. Secondo le autorità romene, la richiesta dovrebbe essere presentata entro il 30 settembre 2026.