L’elmo e i bracciali rubati, tornati a casa
I reperti del tesoro recuperati dopo il furto commesso l’anno scorso al Museo Drents di Assen sono arrivati in Romania.
Mihai Pelin, 22.04.2026, 11:21
L’elmo di Coţofeneşti e due bracciali d’oro dell’epoca dacica, recuperati dopo essere stati rubati dal Museo Drents nei Paesi Bassi, sono stati riportati nel paese. Un terzo bracciale non è stato ancora trovato. I reperti sono stati trasportati in condizioni di massima sicurezza al Museo Nazionale di Storia della Romania aBucarest, dove sono esposti fino al 3 maggio. L’elmo entrerà poi in un processo di restauro, poiché sulla sua superficie sono presenti lievi segni di urto. Per riportarlo allo stato iniziale è stata avviata anche una campagna di donazioni.
Il ministro della Cultura, András István Demeter, ha accolto con soddisfazione il recupero degli oggetti. “Il patrimonio deve essere difeso con fermezza, ovunque si trovi, e riportato là dove può conservare pienamente il suo significato. Questo episodio ci ricorda quanto il patrimonio possa essere esposto alla violenza, al traffico illegale, alla negligenza, all’oblio. Proprio per questo, la sua tutela non può rimanere solo un obbligo astratto, né uno che riguarda esclusivamente specialisti o istituzioni. È un dovere che riguarda l’intera società, ma anche le istituzioni hanno, a loro volta, una responsabilità particolare, quella di creare il quadro attraverso cui questo dovere comune possa essere sostenuto in modo reale, coerente e duraturo”, ha detto il ministro.
L’elmo di Coţofeneşti e i tre bracciali d’oro rubati facevano parte della mostra “Dacia – Terra dell’Oro e dell’Argento”, presentata l’anno scorso nei Paesi Bassi. Poco prima della chiusura della mostra e del rientro dei reperti al Museo Nazionale di Storia della Romania a Bucarest, a gennaio 2025, tre uomini hanno fatto esplodere, durante la notte, un ingresso sul retro del museo di Assen e, in pochi minuti, sono usciti con i quattro manufatti romeni.
A settembre 2025, il Ministero della Cultura della Romania ha annunciato di aver incassato la somma di 5,7 milioni di euro, rappresentante il risarcimento assicurativo per i beni culturali rubati. Dopo il recupero di tre dei quattro pezzi, la Romania dovrà ora restituire una parte del denaro alla compagnia di assicurazione.
La rapina ha suscitato indignazione in Romania e ha innescato un’ampia operazione di ricerca nei Paesi Bassi. Sebbene i tre ladri siano stati arrestati dopo pochi giorni, il luogo in cui si trovava il bottino è rimasto a lungo sconosciuto. Infine, all’inizio di aprile, le autorità olandesi hanno annunciato di aver ritrovato l’elmo e due dei tre bracciali rubati. Ad eccezione di un lieve segno di urto sulla superficie dell’elmo, gli oggetti, consegnati alle autorità romene, erano in condizioni eccellenti. Il luogo in cui si trova il terzo bracciale d’oro resta sconosciuto.
Questi oggetti antichi sono stati recuperati a seguito di un accordo concluso dalle autorità olandesi con due dei sospetti, mentre il terzo nega qualsiasi coinvolgimento nel furto. Contro i tre uomini è stata avviata l’inchiesta penale per furto e distruzione dei beni del museo, e il processo è in corso nei Paesi Bassi.