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Riforma notevole delle imprese statali

Il governo di Bucarest sta avviando una riforma importante delle imprese statali inefficienti, inattive e fortemente indebitate.

La sede del Governo romeno (foto: Facebook / Guvernul României)
La sede del Governo romeno (foto: Facebook / Guvernul României)

, 17.04.2026, 11:19

Nel contesto in cui decine di imprese statali in Romania registrano perdite storiche, l’esecutivo di Bucarest prepara una riforma significativa. Il progetto pilota riguarda 22 società nei settori dell’energia, dei trasporti e dell’industria, ha precisato la vicepremier Oana Gheorghiu, la quale ha spiegato che le misure prevedono, a seconda dei casi, la liquidazione, la ristrutturazione, il consolidamento o la quotazione in borsa delle rispettive aziende. L’elenco sarà proposto all’esecutivo per l’adozione la prossima settimana, sotto forma di memorandum.

La Romania ha oltre 1500 imprese statali e molte registrano perdite storiche, pari a circa 14 miliardi di lei (quasi 2,7 miliardi di euro), afferma la vicepremier Oana Gheorghiu, la quale ha spiegato che la riforma significa, in sostanza, che lo stato romeno inizia a comportarsi come un proprietario responsabile, che sa con chiarezza quante aziende possiede, quale sia il ruolo di ciascuna, quanto costa l’inazione e quale decisione deve essere presa in seguito. “Alcune aziende devono essere consolidate perché hanno un reale ruolo strategico, altre devono essere trasformate o ristrutturate, altre devono essere integrate, mentre altre devono essere chiuse in modo disciplinato, perché il loro mantenimento nella forma attuale non serve più né all’interesse pubblico, né all’economia, né ai contribuenti”, ha detto Oana Gheorghiu.

Secondo la vicepremier, si tratta di buchi neri per l’economia della Romania, e il problema non è contabile, ma il fatto che queste aziende non possono essere trattate in modo uniforme: alcune sono infrastrutture critiche la cui continuità è essenziale, altre sono piattaforme industriali strategiche il cui valore non può essere giudicato esclusivamente in termini finanziari, altre ancora sono entità commerciali o veicoli residuali che gravano sul bilancio pubblico ogni giorno in cui non viene presa una decisione. Le 22 aziende del gruppo pilota hanno accumulato, solo nell’ultimo anno riferito, debiti verso il bilancio statale di circa 4,2 miliardi di lei e, oltre a ciò, hanno registrato perdite nette di circa 1,1 miliardi di lei, aggiunge la vicepremier Oana Gheorghiu, precisando che questa è la fattura annuale che i cittadini romeni devono sostenere, perché lo stato non ha attuato la riforma fino a questo momento.

In un post sulla sua pagina social, il primo ministro liberale Ilie Bolojan ha spiegato che alcune aziende dell’infrastruttura critica, come ELCEN, Oil Terminal o CFR SA, saranno sostenute tramite investimenti, mentre per Avioane Craiova o Romaero si punta a una migliore valorizzazione del potenziale industriale. Le aziende con problemi, come CFR Călători, Metrorex o TAROM, entreranno in un processo di risanamento operativo. Parallelamente, si sta lavorando a una lista di società che saranno quotate in borsa, attraverso la vendita di pacchetti minoritari di azioni, tra cui Hidroelectrica, Romgaz e CEC Bank.

In una reazione successiva, il PSD, partner di governo dei liberali, ha annunciato di respingere categoricamente la vendita delle aziende strategiche dello stato romeno, ma di sostenere la necessità di ristrutturazione di alcune società statali. Il messaggio dei socialdemocratici arriva in un momento di deterioramento dell’equilibrio politico nella coalizione di governo di Bucarest.

 

Foto: PIX1861 / pixabay.com
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