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La settimana 01 – 07.11.2015

Tragedia in un club di Bucarest / Misure dopo la tragedia, sullo sfondo delle indagini in via di svolgimento / Dimissioni del governo, sotto la pressione delle ampie proteste

La settimana 01 – 07.11.2015
La settimana 01 – 07.11.2015

, 06.11.2015, 20:49

Decine di giovani sono morti e quasi duecento persone sono rimaste ferite nell’incendio scoppiato una settimana fa in un club di Bucarest. Organizzato in uno spazio inadeguato, il concerto del gruppo rock Goodbye to Gravity” è finito in modo tragico dopo che il materiale con cui era isolato un palo di sostegno ha preso fuoco e l’incendio si è propagato su tutto il soffitto del club. Centinaia di persone — cinque volte più della capienza legalmente accettata, secondo i documenti di funzionamento — sono rimaste bloccate sotto i pezzi incandescenti di materiale staccato dal soffitto. Il fumo denso e la combinazione di gas tossici emanati dalla spugna per l’isolamento acustico, che non corrispondeva agli standard, e il numero insufficiente di vie di evacuazione hanno trasformato il club, che si trovava al seminterrato di un edificio, in una trappola della morte dalla quale pochi si sono salvati senza lesioni. E’ stato mobilitato un numero impressionante di equipe di intervento, aiutate dai passanti, dalle infermiere di una maternità delle vicinanze, ma anche dalle persone che erano al concerto, e che sono riuscite ad uscire. Le vittime, la maggior parte risuscitate sul marciapiede di fronte al club, sono state distribuite in più ospedali e i genitori hanno cominciato a cercare disperatamente i loro figli che erano andati al concerto. Tra questi anche minorenni, sebbene la legge non permetta loro l’accesso in club del genere. Già dalla prime dichiarazioni alla stampa, il segretario di stato nel ministero degli interni, Raed Arafat, il quale ha gestito la situazione accanto al ministro della Salute, Nicolae Bănicioiu, ha sottolineato che non esisteva un’approvazione da parte dei vigili del fuoco per il funzionamento del club in cui è avvenuto il disastro. Ha tragedia ha sconvolto tutta la società romena, ma anche la comunità internazionale che ha trasmesso messaggi di condoglianze ed ha offerto sostegno al salvataggio dei feriti.



La tragedia ha portato alla luce lacune legislative ed ha sollevato seri punti di domanda in merito al modo in cui sono rilasciate le autorizzazioni al funzionamento. Il presidente Klaus Iohannis ha chiesto alle autorità responsabili che l’inchiesta sia svolta con la massima efficacia, fermezza e celerità nell’applicazione della legge. Il capo dello stato ha inoltre chiesto alle autorità competenti le misure necessarie affinché avvenimenti tragici come questo non si ripetano mai più.



Non è più permesso tollerare l’incompetenza di alcune autorità, l’inefficacia di certe istituzioni, non possiamo più lasciare la corruzione diffondersi fino a quando arriva ad uccidere. Ciascuno di noi deve assumersi pienamente il ruolo di cittadini attivi e implicati, che sanno agire insieme perché si interessano della società e del Paese in cui vivono.” – ha affermato il presidente Klaus Iohannis.



Parallelamente agli sforzi per salvare i feriti, le autorità si sono mobilitate anche a rimediare le carenze portate alla luce da questo dramma. Gli ispettori hanno cominciato a fare ampi controlli nei ristoranti, nei club, nelle discoteche, nei cinema, in bar o mall dove si organizzano eventi, per vedere se vengono osservate le condizioni legali di funzionamento. Le azioni di controllo hanno carattere preventivo, essendo controllati i documenti di funzionamento e le approvazioni per gli spettacoli con materiali pirotecnici e infiammabili. La legislazione sul funzionamento di locali di questo tipo, che è già in via di modifica, è stata resa più severa, le multe sono aumentate moltissimo, i proprietari di club che non rispettano le regole possono essere accusati di fatti penali e i locali possono essere chiusi.



Profondamente commossa dalla morte di persone innocenti a causa della corruzione, la società romena si è mobilitata in uno sforzo umanitario senza precedenti, ha organizzato una marcia del silenzio in uno dei tre giorni di lutto nazionale e poi, martedì sera, è scesa in strada per un’ampia manifestazione pacifica in cui oltre 20 mila persone hanno chiesto a Bucarest le dimissioni del premier Victor Ponta, del ministro degli Interni e vicepremier Gabriel Oprea, e le dimissioni del sindaco di uno dei rioni della Capitale, Cristian Popescu Piedone — ritenuti esponenti di una classe politica colpevole della tragedia avvenuta nel club. Le proteste non sono rimaste senza effetto. Il primo-ministro ha rassegnato le dimissioni e implicitamente l’intero gabinetto, gesto seguito poco dopo da quello simile del sindaco del rione in cui si è verificato l’incendio. Le decine di migliaia di manifestanti antisistema, di Bucarest ma anche delle grandi città della Romania o della diaspora, sono tornati in strada anche nei giorni successivi, dicendo che lo faranno fino a quando l’intera classe politica sarà riformata. Le richieste sono diverse, ma dominano gli slogan antisistema – “Tutti i partiti, la stessa miseria”. Il capo dello stato ha designato il ministro dell’Istruzione, Sorin Câmpeanu, ad assicurare l’interim fino a quando deciderà — in seguito alle consultazioni con i partiti parlamentari, ma anche, per la prima volta, anche con rappresentanti della società civile, chi formerà il futuro esecutivo romeno. Il Partito Socialdemocratico — n. 1 nella coalizione al governo — si pronuncia per una serie di obiettivi economici, sociali e politici da raggiungere nel periodo immediatamente successivo e che rispondano alle grandi domande della società. Dall’opposizione, il principale partito, quello Nazionale Liberale, è del parere invece che la migliore soluzione sia quella delle elezioni anticipate. (traduzione di Gabriela Petre)


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