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La settimana 05 – 10/06/2023

Proteste in Romania/ Studio sul tenore di vita dei romeni/ B9 condanna la Russia/ Re Carlo III in Romania/ Conto alla rovescia per Gala UNITER

La settimana 05 – 10/06/2023
La settimana 05 – 10/06/2023

, 10.06.2023, 19:00

Lo sciopero generale del personale dell’istruzione preuniversitaria, che sollecita incrementi salariali, è entrato lunedì nella terza settimana. Venerdì, a Bucarest è stata programmata una nuova marcia di protesta dei dipendenti del settore, ancora scontenti della risposta del Governo alle loro sollecitazioni. Un giorno prima, il Governo ha adottato un memorandum in cui assume l’impegno di portare lo stipendio di un insegnante principiante al livello di quello medio lordo nella griglia salariale che entrerà in vigore l’anno prossimo. I leader sindacali si sono detti, però, scontenti delle garanzie giuridiche offerte. Parallelamente, siccome la fine dell’anno scolastico e gli esami nazionali sono vicinissimi, il Ministero dell’Istruzione ha deciso il differimento di alcune date del calendario vigente nel sistema dell’insegnamento, in attesa della fine del conflitto sociale e del rientro degli insegnanti nelle aule. Intanto, sempre questa settimana, a Bucarest hanno protestato anche i dipendenti del settore sanitario, le cui scontentezze riguardano sempre gli stipendi e i bonus. Se lo stipendio di un medico con oltre 25 anni di esperienza può arrivare a 9.000 netti mensili (1.800 euro), quello di un infermiere con lo stessa anzianità nel lavoro appena supera i 3.000 lei, turni compresi. Proprio mentre protestavano, i dipendenti del settore sanitario hanno ricevuto la notizia che il Governo ha adottato un’ordinanza d’urgenza volta a correlare gli stipendi con la griglia salariale del 2022 per infermieri, operatori socio-sanitari e barellieri. In base alla stessa ordinanza, i redditi dei poliziotti dovrebbero salire al livello massimo previsto dalla legge. Poliziotti che hanno protestato, a loro volta, contro il progetto – assunto tramite il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – volto a riformare le pensioni pubbliche speciali di cui godono in questo momento, accanto ad altre categorie professionali, come i magistrati. I poliziotti sollecitano che le pensioni militari siano escluse dal PNRR. La riforma prevede l’innalzamento dell’età pensionabile e la riduzione delle pensioni speciali.

Intanto, in Romania, i redditi totali medi mensili hanno sfiorato lo scorso anno i 6.500 lei (circa 1.300 euro) al nucleo familiare, in aumento di circa il 14% rispetto al 2021, secondo i dati pubblicati mercoledì dall’Istituto Nazionale di Statistica. Oltre l’85% del guadagno è stato, però, destinato a cibo, spese condominiali, utenze, tasse e imposte. A livello macro, l’economia del paese è cresciuta del 2,3% nel primo trimestre, rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Secondo le stime, la crescita economica proseguirà, ma in un ritmo più lento rispetto al 2022, a causa dell’inflazione persistente, delle condizioni strette di finanziamento e della crescita economica più debole dei partner commerciali della Romania.

Su disposizione del ministro degli Esteri, Bogdan Aurescu, l’ambasciatore russo a Bucarest è stato informato giovedì in merito alla decisione delle autorità romene di ridurre il personale diplomatico e tecnico-amministrativo di Mosca in Romania, tramite la limitazione ad un livello vicino a quello della rappresentanza diplomatica e tecnico-amministrativa della Romania in Russia. Mosca dovrà ridurre il numero di posti del 61%, cioè di 21 diplomatici e 30 addetti tecnico-amministrativi. La misura riflette il livello attuale delle relazioni bilaterali, ridotte drasticamente dalla Romania dopo l’avvio della guerra di aggressione russa in Ucraina, indica il MAE. La parte russa ha a disposizione 30 giorni al massimo per applicare la decisione della parte romena. D’altra parte, riuniti all’inizio della settimana al Vertice di Bratislava, i leader dei paesi del Formato Bucharest 9, tra cui anche il presidente romeno, Klaus Iohannis, hanno condannato fermamente la guerra brutale, ingiustificata e illegale contro l’Ucraina. Il capo dello stato romeno ha parlato dell’importanza cruciale del fianco orientale della NATO di fronte alla minaccia russa.

Re Carlo III di Gran Bretagna ha concluso la visita privata di cinque giorni in Romania, la prima all’estero dalla sua incoronazione. Martedì, a Viscri, in provincia di Braşov, nella Romania centrale, dove ha acquistato una proprietà sin dal 2006, diventata successivamente museo botanico, grazie ad una delle sue passioni, il sovrano è stato accolto dagli abitanti del posto e dai turisti particolarmente affascinati dalla sua presenza nel cuore della Romania. La visita del monarca è inizia il 2 giugno, quando è stato ricevuto a Bucarest dal presidente Klaus Iohannis. Circa 300 persone hanno partecipato al ricevimento organizzato in suo onore, per segnare i 25 anni trascorsi dalla sua prima visita in Romania. Carlo III si è poi recato nella Valle di Zălan, in provincia di Covasna, dove ha in proprietà più case tradizionali.

Il 12 giugno, la città di Timişoara, Capitale Europea della Cultura nel 2023, ospiterà la 31/a edizione del Galà UNITER, che premia le migliori creazioni del teatro romeno nell’anno precedente. Gli organizzatori promettono un evento speciale, con il sapore degli anni ’20-’30 dello scorso secolo. Intanto, è stata decisa la presentazione, questa settimana, delle performance con nomination al miglior spettacolo. D’altra parte, quasi 200 film sono proiettati a Cluj (nord-ovest) per dieci giorni, a partire da venerdì, nell’ambito di una nuova edizione del Festival Internazionale del Cinema Transilvania (TIFF), al quale hanno annunciato la presenza nomi celebri dal paese e dall’estero, tra cui gli attori Geoffrey Rush e Timothy Splash oppure il regista Oliver Stone.

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