La settimana 07 – 12/09/2026
Riunione del Consiglio Supremo di Difesa a Bucarest / Legge per le centrali idroelettriche nelle aree protette / Quattro mesi senza un governo con pieni poteri / La Romania e gli investimenti / Al via un nuovo anno scolastico in Romania
Daniela Budu, 12.09.2026, 09:00
A Bucarest si è tenuta lunedì la riunione del Consiglio Supremo di Difesa del Paese, presieduta dal presidente Nicușor Dan. Il Consiglio ha approvato il Piano di equipaggiamento delle Forze Armate per i prossimi dieci anni, nel contesto in cui la Romania si è impegnata, insieme agli Alleati, ad aumentare entro il 2035 lo stanziamento per la difesa al 5% del PIL. Durante la riunione è stato approvato anche il Documento di analisi sull’attuazione del programma europeo SAFE. Per quanto riguarda la presenza delle truppe e delle capacità militari americane in Romania, i membri del Consiglio ritengono che le misure volte a rafforzare la presenza degli Stati Uniti in Romania rappresentino un investimento strategico nella sicurezza del paese e un fattore essenziale per la difesa del Fianco Orientale della NATO e dell’intero spazio euro-atlantico, precisa un comunicato. D’altra parte, giovedì Nicușor Dan ha ricevuto Hadja Lahbib, commissaria europea per la Parità e per la Preparazione e gestione delle crisi. Il capo dello stato ha ribadito il forte impegno della Romania per il rafforzamento della resilienza e della capacità di risposta dell’UE in un contesto di sicurezza sempre più complesso. L’esponente europea ha consegnato al presidente una lettera di ringraziamento e congratulazioni per il modo in cui Bucarest si è impegnata nell’evacuazione di bambini e civili che si trovavano in situazioni di crisi e conflitti in Medio Oriente.
Il presidente della Romania, Nicușor Dan, ha promulgato la legge che consente la modifica delle aree protette per progetti idroelettrici approvati o avviati prima del 29 giugno 2007. Il capo dello stato aveva precedentemente impugnato la legge presso la Corte Costituzionale, con il motivo che violasse il diritto fondamentale a un ambiente sano, fosse in contrasto con le direttive europee sulla protezione degli habitat ed eliminasse le valutazioni ambientali e le misure compensative richieste dall’Unione Europea. La Corte Costituzionale di Romania ha tuttavia respinto la segnalazione del presidente. Anche la richiesta di riesame della legge è stata respinta dal Parlamento. D’altra parte, la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità le nuove misure europee di sicurezza contro il traffico di droga. Il piano d’azione dell’UE per i prossimi cinque anni ha come principali obiettivi la prevenzione precoce e il controllo delle frontiere esterne. Per la Romania, la priorità assoluta diventa la lotta contro le reti di contrabbando nel porto di Costanza, sul Mar Nero, e lungo le frontiere terrestri.
Dall’inizio di maggio, la Romania è guidata da un governo ad interim con poteri esecutivi limitati. Il presidente Nicușor Dan dovrebbe designare un candidato alla carica di primo ministro, ma, sebbene siano trascorse due settimane dall’inizio della sessione legislativa, i negoziati tra i partiti parlamentari non hanno portato alla formazione di una maggioranza in grado di sostenere un nuovo governo. Il capo dello stato ha annunciato più volte che nominerà un primo ministro che disponga di una maggioranza stabile in Parlamento. In queste condizioni, il presidente sta valutando anche la possibilità di designare un candidato tecnico alla carica di primo ministro, che potrebbe ottenere una maggioranza confortevole. Due precedenti proposte di primo ministro avanzate dal presidente sono fallite. I dati di un sondaggio INSCOP mostrano che quasi due terzi dei romeni ritengono importante che i partiti raggiungano il più rapidamente possibile un accordo per la formazione di un governo con pieni poteri, anche se ciascuno di essi dovrà accettare alcuni compromessi. Solo il 14% ritiene che il prolungamento dell’interim governativo potrebbe avere conseguenze positive per il paese.
Il primo ministro ad interim Ilie Bolojan ha ribadito l’impegno della Romania a proseguire il processo di consolidamento fiscale e a ridurre i rischi associati alle finanze pubbliche, durante l’incontro avuto a Bucarest con una delegazione di investitori di istituzioni finanziarie internazionali e di società a capitale straniero. Secondo un comunicato del governo, i rappresentanti delle società hanno apprezzato le misure adottate dall’esecutivo nell’ultimo anno per ridurre il deficit di bilancio e contenere la spesa pubblica, sottolineando che i risultati ottenuti hanno contribuito a mantenere la fiducia degli investitori nell’economia romena. Hanno tuttavia sottolineato che “i risultati ottenuti finora devono essere consolidati e che la prevedibilità delle politiche economiche e fiscali è essenziale per le decisioni di investimento a medio e lungo termine”. D’altra parte, i dati pubblicati lunedì dall’Istituto Nazionale di Statistica mostrano che l’economia romena è rimasta stagnante nel secondo trimestre rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre, rispetto allo stesso periodo del 2025, il PIL ha registrato un lieve calo. Gli esperti avvertono che il motore dell’economia è squilibrato: mentre gli investimenti sono aumentati significativamente, i consumi delle famiglie sono diminuiti drasticamente.
“L’istruzione è la chiave che vi apre la porta verso questo mondo”, ha dichiarato il ministro ad interim dell’Istruzione, Mihai Dimian, rivolgendosi agli studenti che lunedì hanno iniziato un nuovo anno scolastico. Ha inoltre ricordato al personale docente che porta sulle proprie spalle “una grande responsabilità: il destino di questi bambini”. Da parte loro, i leader dei sindacati del settore dell’istruzione tirano un segnale d’allarme, affermando che l’anno scolastico inizia con gravi problemi: insegnanti che non sanno se potranno completare il proprio orario di lavoro e un numero elevato di docenti non qualificati che si trovano a insegnare. I problemi affrontati dall’istruzione in Romania sono dimostrati anche dai risultati dei test PISA 2025, pubblicati dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Per la Romania, si tratta dei risultati peggiori degli ultimi due decenni, che indicano un declino generale delle competenze. Secondo le valutazioni, circa la metà degli studenti romeni di 15 anni non raggiunge il livello di base né in matematica né nella lettura. Per le scienze, la percentuale degli studenti al di sotto della soglia minima è pari a quasi il 46%.