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La settimana 15 – 20/12/2025

Il presidente romeno, Nicușor Dan, presente a riunioni europee / Decisioni finanziarie della coalizione governativa / Bocciata la mozione di sfiducio contro il Governo / La Rivoluzione anticomunista del 1989 è iniziata a Timișoara

Sguardo sulla settimana
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, 20.12.2025, 07:00

Il presidente romeno, Nicușor Dan, presente a riunioni europee
Il tema più importante per la Romania al Consiglio Europeo è la discussione sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, ovvero il bilancio dell’Unione Europea, ha affermato il capo dello Stato romeno, Nicușor Dan. Presente a Bruxelles, il presidente ha precisato che giovedì si è tenuta la prima discussione su questo argomento, che proseguirà per tutto il 2026. All’ordine del giorno della riunione erano previsti anche dibattiti strategici sull’Ucraina. I leader dell’Unione Europea hanno concordato di aiutare questo Paese con 90 miliardi di euro attraverso un prestito con interessi pagati dal bilancio europeo, per finanziare il suo sforzo bellico contro la Russia. L’Ucraina restituirà il denaro quando Mosca pagherà le riparazioni di guerra. Si è trattato di una soluzione di compromesso proposta dagli europei per le urgenti esigenze finanziarie di Kiev, in assenza di un accordo sull’utilizzo a sostegno dell’Ucraina degli attivi russi congelati in Europa. Mercoledì, sempre a Bruxelles, il Presidente Nicuşor Dan ha partecipato alla riunione dei leader degli Stati dell’UE e dei Balcani Occidentali, che ha segnato l’importanza delle loro relazioni politiche ed economiche, soprattutto nell’attuale contesto geopolitico. In precedenza, martedì e mercoledì, il Presidente romeno si è recato in visita a Londra, dove è stato ricevuto al Buckingham Palace da Re Carlo III di Gran Bretagna e ha incontrato rappresentanti del Regno Unito e del mondo imprenditoriale romeno e britannico. Nicușor Dan ha dichiarato che incoraggerà gli investimenti che porteranno in Romania tecnologie all’avanguardia, nuovi posti di lavoro ben retribuiti e che, tramite l’aumento della produzione interna, contribuiranno a ridurre il deficit commerciale. Prima di Londra, il leader di Bucarest si è recato a Helsinki, dove ha partecipato al Vertice degli Stati del fianco orientale dell’Unione Europea. Le discussioni si sono concentrate sulle modalità pratiche per aumentare il livello di preparazione nel settore della difesa, su come proteggere la popolazione e scoraggiare eventuali intenzioni aggressive da parte della Russia.

Decisioni finanziarie della coalizione governativa
La coalizione formata da PSD-PNL-USR-UDMR al governo in Romania ha concordato mercoledì di aumentare il salario minimo a partire dal 1° luglio del prossimo anno. Si prevede che questo raggiungerà i 4.325 lei (circa 865 euro). Tuttavia, la decisione di aumentare lo stipendio minimo rende scontenti sia i sindacati che i datori di lavoro. Mentre i rappresentanti dei lavoratori chiedono che l’aumento venga applicato dal 1° gennaio, voci provenienti dal mondo imprenditoriale sostengono, d’altro canto, che la misura non sia affatto appropriata nel 2026, a causa della situazione economica. Diverse migliaia di membri delle quattro principali confederazioni sindacali nazionali hanno protestato giovedì a Bucarest e hanno chiesto al presidente del Paese, Nicuşor Dan, di mediare il conflitto con il governo. L’insoddisfazione non riguarda solo il livello del salario minimo, ma anche altre decisioni prese di recente o annunciate per il prossimo anno. La coalizione governativa ha inoltre stabilito una riduzione del 10% delle spese dell’amministrazione centrale, senza incidere sul livello degli stipendi base, una riduzione del 10% dell’importo forfettario percepito da senatori e deputati, nonché dei sussidi ricevuti dai partiti politici.

Bocciata la mozione di sfiducio contro il Governo
Lunedì, il governo del premier liberale Ilie Bolojan ha superato una nuova mozione di sfiducia in Parlamento, poiché l’opposizione populista non è riuscita a raccogliere i 232 voti necessari per destituire l’Esecutivo. L’opposizione ha criticato il governo perché non avrebbe gestito in modo adeguato settori come la giustizia, la sanità, l’istruzione o la pubblica amministrazione. Il premier Bolojan ha smentito tutte le accuse, affermando che le misure di riforma erano necessarie, altrimenti la Romania avrebbe perso la fiducia dei mercati finanziari. D’altra parte, la mozione semplice contro la Ministra dell’Ambiente, Diana Buzoianu, dell’USR, è stata approvata dal Senato, anche con il sostegno dei parlamentari del PSD, sebbene facciano parte della coalizione di governo. I firmatari hanno chiesto le dimissioni di Diana Buzoianu, a causa dell’interruzione dell’approvvigionamento idrico in diverse località del sud del Paese, a seguito dello svuotamento di una diga nella zona. La ministra ha smentito le accuse. Mercoledì i populisti dell’Alleanza per l’Unione dei Romeni hanno presentato al Senato una mozione che prende di mira l’attività del ministro degli Interni, Cătălin Predoiu. I firmatari criticano il prolungato mantenimento della leadership ad interim degli ispettorati di polizia e quella che considerano un’interferenza nei concorsi per le cariche dirigenziali. Alla Camera dei Deputati, l’AUR ha inoltrato una  mozione contro il Ministro della Giustizia, Radu Marinescu, in cui i firmatari denunciano quello che definiscono “un grave fallimento gestionale nel garantire un’azione giudiziaria efficiente, prevedibile ed equa”. Le due mozioni saranno votate lunedì. Nella capitale sono continuate le proteste contro i ministri Cătălin Predoiu e Radu Marinescu, contro il capo dell’Agenzia Nazionale Anticorruzione, Marius Voineag, e il capo della Corte Suprema, Lia Savonea. I manifestanti chiedono la modifica delle leggi sulla giustizia, citando malfunzionamenti recentemente presentati in un documentario giornalistico. Criticano inoltre la soluzione proposta dal Primo Ministro di formare un gruppo di lavoro all’interno del governo per discutere i problemi del sistema giudiziario, ritenendo che ciò non faccia altro che rinviare una vera soluzione.

La Rivoluzione anticomunista del 1989 è iniziata a Timișoara
A Timişoara (ovest), martedì sono iniziate le manifestazioni in memoria delle vittime della Rivoluzione anticomunista del 1989 e in onore di coloro che hanno combattuto per la libertà 36 anni fa. Per cinque giorni, sono state programmate azioni per commemorare gli avvenimenti iniziati in città, che hanno portato alla caduta del regime comunista. Consiglieri locali e provinciali hanno partecipato a riunioni festive a cui sono stati invitati anche i rappresentanti delle associazioni di rivoluzionari. Al Teatro dell’Opera di Timişoara si sono tenute mostre, presentazioni di libri, concerti e la proiezione di un film a tema, momenti di silenzio e una marcia sotto lo slogan “Gli eroi non muoiono mai”. Mercoledì è stata una giornata di lutto in memoria degli eroi martiri della Rivoluzione.

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