07.11.2026
Crisi energetica: il Primo Ministro Luca Niculescu in visita presso la centrale nucleare di Cernavodă / Difesa europea: colloqui a Bucarest tra il Ministro della Difesa Ştefan-Radu Oprea e la Vicepresidente esecutiva della CE, Roxana Mînzatu / Mar Nero: la presidente della CE, Ursula von der Leyen, in Romania lunedì
Newsroom, 07.11.2026, 16:52
Energia – Diversificare le fonti energetiche, sviluppare capacità di stoccaggio, migliorare la trasmissione e le interconnessioni regionali – insieme al progetto Neptun Deep – rappresentano le principali soluzioni prese in esame dal Governo per ridurre le vulnerabilità del sistema energetico e accrescere l’indipendenza energetica della Romania: lo ha dichiarato sabato il Primo Ministro Luca Niculescu. Nel corso di una visita alla centrale nucleare di Cernavodă (situata nel sud-est della Romania, sulle rive del Danubio), egli ha sottolineato che la priorità dell’esecutivo è garantire l’approvvigionamento energetico del Paese e creare le condizioni per giungere all’indipendenza energetica. Uno dei due reattori della centrale di Cernavodă è stato riavviato, a quasi quattro mesi dallo spegnimento reso necessario dal basso livello delle acque del fiume, utilizzato per il raffreddamento degli impianti. L’unità 1 era stata disattivata in modo controllato il 28 luglio, a causa del livello estremamente basso del Danubio provocato da una grave siccità. La crisi idrologica aveva successivamente portato, a metà agosto, anche allo spegnimento dell’unità 2. La centrale nucleare di Cernavodă copre il 20% del fabbisogno energetico nazionale, con ciascuna delle sue due unità che immette 700 megawatt nella rete elettrica del Paese. La restante parte della produzione energetica rumena proviene dalle seguenti fonti: idroelettrico (30%), gas naturale (17%), energia eolica (circa 15%), carbone (13%) ed energia solare (5%).
Difesa – Venerdì, a Bucarest, il Ministro della Difesa Nazionale Ştefan-Radu Oprea ha discusso con la Vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Roxana Mînzatu, del rafforzamento delle capacità di difesa europee e del ruolo che la Romania dovrebbe svolgere nella definizione e nello sviluppo di progetti di sicurezza europei, con un’attenzione particolare alla regione del Mar Nero. Un tema centrale è stato l’operazionalizzazione del polo per la sicurezza marittima. In un post su Facebook, Ştefan-Radu Oprea ha dichiarato che il Ministero della Difesa sosterrà lo sviluppo di tale struttura attraverso competenze specifiche e una cooperazione interistituzionale. I due hanno inoltre affrontato il tema della partecipazione della Romania a progetti di difesa europei di interesse comune. Il Ministro ha aggiunto che il futuro bilancio pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2028–2034 dovrà riflettere le realtà in termini di sicurezza e riservare la dovuta attenzione agli Stati del Fianco orientale, in particolare a quelli situati nella regione del Mar Nero.
Mar Nero – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, verrà lunedì in Romania nell’ambito di una visita nella regione del Mar Nero, a seguito dei recenti attacchi di droni russi contro navi commerciali al largo delle coste di Romania e Bulgaria. Durante la visita, Ursula von der Leyen terrà incontri con il presidente romeno Nicușor Dan e il primo ministro Luca Niculescu. Secondo il consigliere presidenziale Valentin Naumescu, tra i temi che saranno discussi figurano la difesa e la sicurezza europea – con particolare riferimento alla regione del Mar Nero –, la competitività dell’UE (inclusi gli attuali aspetti legati all’energia), l’allargamento dell’Unione (con un’attenzione specifica al sostegno della Romania verso la Repubblica di Moldova) e i negoziati per il nuovo quadro finanziario pluriennale dell’UE. Martedì, la presidente dell’Esecutivo europeo sarà a Varna, in Bulgaria, mentre mercoledì parteciperà alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP31) ad Antalya, in Turchia. Giovedì e venerdì, Ursula von der Leyen si recherà a Dublino, in Irlanda, per partecipare a una riunione della Comunità politica europea e a un incontro informale dei membri del Consiglio Europeo.
Falsi allarmi bomba – Venerdì, diverse emittenti televisive in tutta Europa hanno ricevuto minacce di attentati dinamitardi – rivelatesi poi infondate – che hanno reso necessaria l’evacuazione delle sedi e la sospensione delle trasmissioni. Tali allarmi fanno seguito a una serie di falsi allarmi bomba che, nei giorni scorsi, hanno causato disagi ai voli passeggeri in numerosi Paesi europei – tra cui la Romania – portando alla deviazione di velivoli, atterraggi di emergenza e controlli di sicurezza. Anche in questi casi non è stato rinvenuto alcun materiale esplosivo. Minacce analoghe hanno interessato anche aeroporti in Paesi quali Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Italia e Polonia. Inoltre, negli ultimi giorni, attacchi informatici e frodi online hanno destato preoccupazione in molte nazioni europee. La Spagna ha definito tali episodi come una forma di “aggressione ibrida”, mentre l’Italia ha sottolineato la necessità di incrementare la spesa per la difesa e la sicurezza in Europa, al fine di proteggere le infrastrutture civili.
Sicurezza – Il Ministero degli Esteri romeno informa i cittadini romeni in viaggio verso la Svezia che il Paese reintrodurrà i controlli alle frontiere per un periodo di sei mesi, a partire da giovedì, in seguito all’individuazione di una grave minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza interna. Secondo il Governo svedese, tale misura è stata adottata a causa della seria situazione di sicurezza derivante dall’invasione russa dell’Ucraina, che ha portato all’emergere di minacce ibride e alla presenza e attività di attori ostili all’interno dello spazio Schengen. Il provvedimento consentirà alle autorità di effettuare controlli alle frontiere terrestri, aeree e marittime. La Svezia non è l’unico Paese a ricorrere a questa misura; diversi altri Stati europei hanno reintrodotto o prorogato i controlli presso alcune frontiere interne. Anche la Danimarca e la Norvegia hanno annunciato l’introduzione di controlli per il periodo compreso tra il 12 novembre 2026 e l’11 maggio 2027. Nel caso della Danimarca, le autorità citano, tra gli altri fattori, il rischio di atti di sabotaggio e minacce alla sicurezza interna. La Norvegia segnala il rischio di sabotaggi mirati al settore energetico. Anche Germania, Austria, Polonia e Francia figurano tra gli Stati che hanno notificato l’attuazione di controlli presso alcune frontiere interne, per durate variabili e per ragioni specifiche. Sebbene la reintroduzione dei controlli alle frontiere interne sia consentita dal diritto europeo, si tratta di una misura eccezionale, da utilizzare esclusivamente come extrema ratio.