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11.12.2025 (aggiornamento)

Giustizia: "attacco concertato contro il potere giudiziario", la reazione della presidente della Corte d'Appello di Bucarest a seguito dell'inchiesta Recorder/ Ucraina: il ministro delle Finanze romeno, Alexandru Nazare, alla conferenza "Ricostruire l'Ucraina: sicurezza, opportunità, investimenti"

11.12.2025 (aggiornamento)
11.12.2025 (aggiornamento)

, 11.12.2025, 18:54

Giustizia – “Accuse del tipo “gli imputati vengono lasciati liberi” non sono vere”, ha dichiarato oggi la presidente della Corte d’Appello di Bucarest, Liana Arsenie, in una conferenza stampa straordinaria a seguito dell’inchiesta giornalistica “Giustizia catturata”, condotta da Recorder. Nell’investigazione compaiono diversi procuratori e giudici, alcuni con identità protetta, che rivelano il modo in cui la dirigenza della Corte d’Appello di Bucarest avrebbe cambiato i giudici di alcuni collegi per ottenere decisioni favorevoli a persone accusate di corruzione.Le accuse dei due giudici presenti nell’inchiesta Recorder non hanno legame con la realtà fattuale, afferma Liana Arsenie. A suo avviso, l’investigazione costituisce “un linciaggio mediatico, una demonizzazione attraverso la manipolazione, menzogne dette da persone che reagiscono a causa del loro fallimento personale”. Denuncia inoltre “un attacco concertato contro il potere giudiziario” e afferma di avere “prove che confutano le accuse”. Una giudice della Corte d’Appello di Bucarest è intervenuta durante la conferenza stampa, dichiarando che tutto ciò che uno dei suoi colleghi ha affermato nel documentario Recorder è vero. La giudice Raluca Moroșanu ha aggiunto che sono terrorizzati e che non ricevono alcun aiuto dalla dirigenza della corte nella loro attività. L’inchiesta giornalistica è considerata dalla sezione giudici del CSM come parte di un piano ben organizzato per “destabilizzare il potere giudiziario attraverso la distruzione della fiducia nel sistema di giustizia e della fiducia nelle persone che ricoprono incarichi dirigenziali”. Il documentario ha portato centinaia di manifestanti ieri sera a protestare davanti alla sede del Consiglio Superiore della Magistratura a Bucarest, chiedendo le dimissioni del ministro dell’Interno, Cătălin Predoiu, ex ministro della Giustizia, della presidente della Corte Suprema, Lia Savonea, e della dirigenza del CSM. Il ministro della Giustizia, Radu Marinescu, ha dichiarato che è assolutamente inaccettabile qualsiasi interferenza politica nell’atto di giustizia e che l’istituzione da lui guidata è aperta a qualsiasi riforma che rientri nella sua competenza.

 

Ucraina – Presente alla conferenza “Ricostruire l’Ucraina: sicurezza, opportunità, investimenti”, il capo della diplomazia romena, Oana Ţoiu, ha sottolineato l’importanza fondamentale di una pace giusta e duratura, in conformità con il diritto internazionale. Ţoiu ha salutato gli sforzi diplomatici degli Stati Uniti, nonché il sostanziale coinvolgimento degli stati europei e dell’Ucraina, sottolineando che qualsiasi processo volto a raggiungere la pace deve includere l’offerta di garanzie solide e credibili di sicurezza nei confronti di Kiev. Il capo della diplomazia di Bucarest ha ribadito l’importanza del processo di integrazione dell’Ucraina e della Moldova nell’UE, sottolineando il fermo sostegno della Romania in questo senso. Dal canto suo, il ministro delle Finanze, Alexandru Nazare, ha affermato che la ricostruzione dell’Ucraina è un progetto continentale il cui successo influenzerà il panorama economico e di sicurezza dell’Europa. Secondo Nazare, la Romania è diventata uno dei corridoi logistici essenziali per le esportazioni verso l’Ucraina, ha adeguato le sue procedure fiscali e doganali per sostenere la stabilità regionale e ha collaborato con gli attori privati coinvolti in iniziative transfrontaliere. In un videomessaggio trasmesso durante la conferenza, Alexandru Nazare ha affermato che la Romania sostiene un quadro che estende l’accesso alle garanzie e rafforza la cooperazione con le istituzioni finanziarie internazionali.

 

Ecofin – Il Ministro delle Finanze romeno, Alexandru Nazare, parteciperà venerdì alla riunione del Consiglio Affari Economici e Finanziari (ECOFIN) di Bruxelles. Secondo un comunicato del Ministero competente, sul tavolo della riunione si trovano temi come le priorità economiche dell’Unione Europea, l’attuazione del Patto di Stabilità e Crescita, comprese le relazioni sulla procedura per i disavanzi eccessivi, in cui la Commissione Europea ha annunciato la sospensione della continuazione del processo per nove stati, Romania compresa. Tra le priorità del ministro delle Finanze romeno, per questa riunione ci saranno l’acceleramento del processo di consolidamento dell’unione doganale, il sostegno alla semplificazione della legislazione finanziaria, nonchè la presentazione dei progressi ottenuti dalla Romania nel mantenimento della disciplina di bilancio. Nazare riaffermerà l’impegno della Romania a favore della stabilità economica, investimenti sostenibili e cooperazione europea.

 

Politica – Il premier liberale Ilie Bolojan ha annunciato di aver concordato con il presidente dell’USR, Dominic Fritz, che entro la fine della prossima settimana il suo partito presenti una proposta per la carica di ministro della Difesa. In un’intervista televisiva, il primo ministro ha affermato che la persona proposta dovrà presentare un background professionale che dimostri la sua qualificazione, di modo che il settore possa essere gestito nelle migliori condizioni. Il precedente ministro Ionuţ Moşteanu si è dimesso dall’incarico due settimane fa, dopo che la stampa ha scoperto che aveva falsificato il suo CV. Il dicastero della Difesa è stato assunto ad interim dal ministro dell’Economia, Radu Miruţă, anche lui membro dell’USR.

 

Qualità dell’aria – La Commissione Europea ha deciso di deferire la Romania alla Corte di giustizia dell’UE per non aver monitorato efficacemente la qualità dell’aria, in conformità con le direttive comunitarie. Nello stesso ambito, ma per una direttiva diversa, Bruxelles invia anche una lettera di monito per il superamento delle emissioni di particolato fine, che incide sulla salute delle persone, aumentando il rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari. La Commissione ha già inviato lettere di monito alla Romania dal 2017 e dal 2019, mentre nel 2023 ha emesso un parere motivato. Le misure adottate finora non sono tuttavia sufficienti. Bucarest deve ridurre urgentemente le emissioni di particolato, completare e modernizzare la rete di monitoraggio affinché i dati siano affidabili e completi, e poi comunicare alla Commissione i progressi ottenuti. In caso contrario, rischia multe e sanzioni.

 

Istruzione – Il governo di Bucarest ha approvato tramite memorandum l’adesione della Romania all’Agenzia Europea per i Bisogni Educativi Speciali. Secondo un comunicato dell’Esecutivo, si tratta di un’organizzazione europea indipendente che si propone come piattaforma di collaborazione per i Ministeri dell’Istruzione degli stati membri. Sostiene lo sviluppo di sistemi educativi inclusivi, al fine di garantire il diritto di ogni studente a beneficiare di opportunità educative eque e di alta qualità. “L’adesione della Romania e la partecipazione alle attività dell’Agenzia rappresentano un’opportunità essenziale di cooperazione per il raggiungimento degli obiettivi assunti a livello nazionale in materia di promozione e fornitura di un’istruzione inclusiva per tutti gli studenti”, afferma il governo di Bucarest.

 

Unesco – La cobza, strumento muzicale tradizionale romeno, diventa parte del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Organizzazione dell’ UNESCO. La presidente della Commissione romena per le relazioni con l’UNESCO, Dumitriţa Gliga, ha dichiarato che la Romania ha ottenuto un nuovo successo in occasione della 20/a sessione del Comitato Intergovernativo per il Patrimonio Culturale Immateriale (UNESCO), organizzata a Nuova Delhi, in India, dall’8 al 13 dicembre. Secondo la presidente, il fascicolo Cobza – conoscenze, tecniche e musica tradizionali, presentato dalla Romania insieme alla Repubblica di Moldova, è stato ufficialmente iscritto nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Con questa decisione, la cobza diventa l’undicesimo elemento romeno parte del patrimonio immateriale riconosciuto dall’UNESCO. Strumento a corde, simile a una piccola chitarra arcaica, la cobza ha accompagnato danze, rituali, matrimoni e canti romeni per secoli e sta ricevendo il riconoscimento internazionale che merita, ha sottolineato Dumitriţa Gliga.

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