“Costellazioni dell’antico” di Mircea Cantor, in mostra al Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps
Dal 10 luglio al 27 settembre, il Palazzo Altemps di Roma ospita la mostra “Costellazioni dell’antico” di Mircea Cantor, artista romeno che da oltre 20 anni vive e lavora in Francia. Curato da Federica Rinaldi e Pier Paolo Pancotto, il progetto espositivo intitolato “Mircea Cantor – Costellazioni dell’antico”, è organizzato dal Museo Nazionale Romano - Palazzo Altemps, in collaborazione con l’Accademia di Romania in Roma – Istituto Culturale Romeno e il Museo Nazionale di Storia della Romania, con la direzione artistica dell’architetta Cornelia Bujin e il patrocinio dell’Ambasciata di Romania in Italia.
Iuliana Sima Anghel, 13.07.2026, 14:15
L’evento espositivo è concepito dall’artista non soltanto come esperienza emozionale, ma come site specific nel dialogo con la prestigiosa collezione di sculture antiche che ha sede nel Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps e racconta, con circa quindici opere, il percorso intrapreso dall’artista nella personale ricerca espressiva sul rapporto dialettico con la memoria, in quell’eterno dualismo che anima la vita nella sua quotidianità, precisa l’Accademia di Romania in Roma.
Già vincitore del Premio Marcel Duchamp nel 2011 e del Premio della Fondation d’Entreprise Ricard nel 2004, Cantor è apprezzato internazionalmente per la sua riflessione costante sul tema della libertà e della condizione umana. Attraverso il ritmo ripetuto e la simmetria, riesce a creare una poesia visiva che induce gli spettatori a meditare sui limiti e sulle possibilità dell’esistenza umana coinvolgendo, intercettando e trasponendo la sublimazione della vita quotidiana, in metafore di grande impatto, aggiunge la fonte.
Il percorso espositivo si snoda nelle sale del primo piano del palazzo. Tra le opere in mostra “I sette guardiani”, un’installazione scultorea che riecheggia alle colonne antiche e dialoga con “La sala delle prospettive”. Realizzate in legno di pino e intagliate da artigiani del nord della Romania sotto la guida dell’artista, sono sormontati dal tradizionale cappello di pelliccia evocando il “pileatus”, figura tipica della classe alta aristocratica dell’antica Dacia, precisa ancora l’Accademia di Romania.
L’installazione del “Murus dacicus” – ispirata alle mura costruite dai Daci a difesa delle loro città – è un’installazione realizzata in situ a Palazzo Altemps posata su tappeti tradizionali realizzati a mano. L’intento dell’opera è quello di sfidare lo spettatore creando un cortocircuito tra il ricordo di lontani e antichi lapidari contrapposti ai banali mattoni contemporanei.
“Sleeping Hyperion” è un’installazione che dialoga con la testa addormentata delle Erinni presente a Palazzo Altemps. Si tratta di una maschera in gesso che riposa su una pila di tradizionali coperte di lana e riproduce, in scala 1:1, il calco del volto di Mihai Eminescu, il più famoso poeta romeno, proponendo di fatto, un incontro trans-temporale in un ambiente quasi domestico, precisa l’Accademia di Romania in Roma.