Banca Centrale mantiene tasso di riferimento
Il tasso di interesse di politica monetaria rimane al 6,5% annuo.
Ştefan Stoica, 08.04.2026, 09:47
Nella riunione trimestrale di martedì, il Consiglio di Amministrazione della Banca Nazionale della Romania ha deciso di mantenere il tasso di interesse di politica monetaria al livello del 6,5% annuo. La decisione è stata presa in un contesto economico complicato, segnato da un’inflazione elevata, dal rallentamento dell’economia e da incertezze esterne. Era anticipata dagli analisti e conferma una strategia prudente della banca centrale, che cerca di tenere sotto controllo l’inflazione senza intaccare ulteriormente sulla crescita economica. L’inflazione è leggermente diminuita all’inizio dell’anno, fino al 9,31% a febbraio, ma la BNR ammonisce che questa tendenza potrebbe essere temporaneamente interrotta, poiché l’aumento dei prezzi dell’energia, sullo sfondo del conflitto in Medio Oriente, rischia di riportare pressione sui prezzi nei mesi successivi.
“È una decisione di continuità e prudenza, che segnala praticamente che non siamo in un momento adatto per un allentamento monetario. I costi dell’energia non sono stati previsti né inclusi nella pianificazione di bilancio in tutto quanto significa economia e costruzione del budget”, ha detto il presidente dell’Associazione degli Analisti Finanziari-Bancari di Romania, Flavius Jakubowicz.
La BNR segnala rischi significativi provenienti dall’area fiscale, ma anche dagli sviluppi internazionali, inclusa la crisi energetica globale. In questo contesto, la banca centrale cerca di mantenere la stabilità dei prezzi, anche se ciò comporterà una crescita economica più lenta. I tassi di interesse elevati frenano i consumi e il credito, ma contribuiscono alla riduzione dell’inflazione, in un processo considerato necessario dagli economisti. Il risultato è una crescita economica controllata, seppur più lenta.
Secondo l’analista finanziario, l’economia si trova in una fase di aggiustamento: rallenta in modo controllato per permettere all’inflazione di diminuire in modo sostenibile. Secondo Flavius Jakubowicz, lo scenario più probabile è il mantenimento dei tassi d’interesse nella prima parte dell’anno, mentre eventuali riduzioni potrebbero verificarsi solo nella seconda metà del 2026, se l’inflazione diminuirà in modo più deciso. Non è tuttavia escluso uno scenario di aumento del tasso di riferimento, nel caso in cui l’inflazione dovesse riaccelerare o emergessero ulteriori pressioni sul tasso di cambio e sui mercati finanziari. Nel breve termine, la BNR prevede persino un possibile aumento dell’inflazione nel periodo marzo-giugno, alimentato dalla crescita dei prezzi dei carburanti e dagli effetti delle recenti misure fiscali.
Le tensioni sui mercati finanziari si sono intensificate nelle ultime settimane, mentre i costi di finanziamento dello stato sono aumentati a causa della percezione del rischio nella regione. In queste condizioni, la banca centrale rimane in una posizione di attesa, monitorando attentamente gli sviluppi interni ed esterni, e la direzione dei tassi dipenderà principalmente dall’andamento dell’inflazione e dalla stabilità economica generale.