Effetti economici della crisi politica
Il tasso di cambio leu-euro è tornato a salire la scorsa settimana, nel contesto della crisi politica in Romania.
Mihai Pelin, 25.05.2026, 12:08
In Romania, il tasso di cambio tra il leu e l’euro è tornato a crescere alla fine della scorsa settimana, avvicinandosi a 5,25 lei per euro, un segnale che i mercati finanziari non vedono di buon occhio la continuazione delle tensioni politiche attraverso il prolungarsi delle consultazioni per la nomina di un nuovo primo ministro. Il presidente Nicușor Dan ha apprezzato l’apertura al dialogo mostrata dai parlamentari presenti nei giorni scorsi agli incontri e ha precisato che è necessaria una buona collaborazione tra le istituzioni, soprattutto nell’attuale contesto complicato per il Paese. Nel corso degli incontri sono stati affrontati in via prioritaria temi legati all’attuale crisi politica e all’individuazione di possibili soluzioni per garantire la stabilità governativa.
All’ordine del giorno anche questioni relative alla situazione economica del Paese, con particolare attenzione alle misure necessarie per gestire le sfide. Le discussioni si sono tuttavia concluse senza alcun risultato concreto e nei prossimi giorni segue un nuovo round di consultazioni, nel tentativo di formare una solida maggioranza filo-occidentale, come desidera il capo dello stato. In questo contesto, la Banca Nazionale della Romania (BNR) ha pubblicato venerdì un tasso di cambio ufficiale in aumento rispetto al giorno precedente. Il tasso ufficiale aveva raggiunto un massimo storico di quasi 5,27 lei dopo la mozione di sfiducia che il 5 maggio ha portato alla caduta del governo Bolojan, una volta approvata dal Parlamento.
Il governatore della BNR, Mugur Isărescu, ha riconosciuto che la banca centrale è intervenuta sul mercato valutario per evitare forti oscillazioni del cambio euro-leu, in un contesto economico e politico teso. Ha tuttavia respinto l’idea che la banca centrale abbia mantenuto il tasso di cambio in modo “artificiale”. D’altra parte, la Borsa di Bucarest ha chiuso in ribasso nell’ultima seduta di contrattazioni della scorsa settimana, con la maggior parte degli indici in territorio negativo. L’indice principale del mercato, BET, ha perso oltre mezzo punto percentuale, mentre il volume totale degli scambi ha raggiunto 109,4 milioni di lei (circa 20,8 milioni di euro). Sul Mercato Regolamentato, i titoli più liquidi sono stati quelli di Banca Transilvania, che hanno generato scambi per oltre 20 milioni di lei (circa 3,8 milioni di euro), seguiti da quelli di Romgaz – 8,9 milioni di lei (circa 1,69 milioni di euro) – e Hidroelectrica – 5,2 milioni di lei (circa 1 milione di euro).
Secondo gli analisti del settore, l’economia romena rischia di entrare quest’anno in una moderata recessione, a causa della sovrapposizione delle crisi globali con l’instabilità politica interna. A loro avviso, l’incertezza politica non rappresenta soltanto un problema della classe politica romena, ma si trasmette rapidamente all’economia, ledendo la fiducia degli investitori, rinviando le decisioni di investimento e aumentando la volatilità dei mercati finanziari. Inoltre, questa situazione rende ancora più complessa la gestione del deficit di bilancio e l’attuazione delle riforme necessarie. Nonostante ciò, gli specialisti ritengono che esistano i presupposti per una graduale ripresa. Un’eventuale stabilizzazione della scena politica potrebbe rilanciare la crescita economica, perciò le previsioni per il 2027 restano positive.