La settimana 20 – 25/04/2026
Crisi governativa in Romania / Il presidente romeno, Nicușor Dan, alla riunione del CE a Cipru / Il deficit di bilancio, in calo / La Giornata dell’Industria Romena a Bruxelles / L’elmo di Coțofenești e i bracciali dacici, di nuovo a casa, in Romania
Leyla Cheamil, 25.04.2026, 07:00
Crisi governativa in Romania
Il principale partito della coalizione governativa di Bucarest, il PSD, ha ufficializzato giovedì il ritiro del proprio sostegno al premier liberale Ilie Bolojan, attraverso le dimissioni dei suoi ministri. Il PSD, il PNL, l’USR e l’UDMR avevano unito le loro forze 10 mesi fa per la non facile missione di risanare la situazione economica del Paese, segnata da un ingente deficit di bilancio e dall’inflazione. La soluzione adottata: impopolari misure di austerità, che il PSD ha contestato per diversi mesi. Questa settimana, i socialdemocratici hanno lanciato dure accuse contro il capo dell’esecutivo, anche in relazione alla distruzione dell’economia e alla diminuzione del potere d’acquisto della popolazione, e hanno condizionato la loro partecipazione al governo dalle dimissioni del primo ministro. Ilie Bolojan ha tuttavia annunciato che avrebbe continuato a esercitare il suo mandato di primo ministro per garantire la stabilità del governo e ha precisato che le decisioni prese finora sono state condivise da tutti i partiti della coalizione, incluso il PSD. Dopo le dimissioni dei ministri socialdemocratici, il premier ha optato per la soluzione dell’interim per evitare una situazione di stallo nell’amministrazione del Paese, come ha dichiarato lui stesso. Si tratta di una soluzione che non richiede una votazione di convalida in Parlamento per i prossimi 45 giorni, durante i quali l’esecutivo manterrà pieni poteri, proprio come prima. Ilie Bolojan assume personalmente la guida del Ministero dell’Energia. Gli altri ministeri chiave, come Lavoro, Giustizia, Sanità e Trasporti, passano in subordine ai ministri del PNL, dell’UDMR e dell’USR rimasti in carica. Da Cipro, dove partecipa al vertice informale dell’UE, il capo dello Stato ha affermato che il tono delle dichiarazioni fatte nel contesto della crisi politica si sia un po’ calmato. “La Romania mantiene l’orientamento europeo. Abbiamo quattro partiti filo-occidentali che vogliono mantenerlo. Per noi, l’OCSE, il SAFE e il PNRR sono estremamente importanti e su questo c’è consenso. Le istituzioni funzionano e, in una forma o nell’altra, la Romania continuerà sulla strada sulla quale si è incamminata”, ha sottolineato Nicușor Dan. Si prevede una settimana di intense negoziazioni, durante la quale il governo opererà con pieni poteri, ma sotto lo spettro di una possibile mozione di sfiducia. L’unica reazione del PSD dopo le dimissioni dei ministri del partito è arrivata con una dichiarazione in cui si è dichiarato pronto a partecipare alla formazione di un nuovo governo filo-europeo e a sostenere un primo ministro, politico o tecnocratico, che sia sensibile ai problemi dei cittadini. E fino alla formazione di un nuovo governo, i socialdemocratici promettono di garantire il sostegno parlamentare all’adozione degli atti normativi necessari per la realizzazione dei progetti finanziati dall’Unione Europea.
Il presidente romeno, Nicușor Dan, alla riunione del CE a Cipru
Presente alla riunione informale del Consiglio Europeo tenutasi a Cipro giovedì e venerdì, il capo dello Stato romeno, Nicușor Dan, ha affermato che la prosperità e la sicurezza della Romania dipendono da un’Unione Europea forte e prospera. Egli ha sottolineato che uno dei temi essenziali per la Romania all’ordine del giorno della riunione è il futuro bilancio dell’Unione Europea. “Vogliamo un bilancio ambizioso, un bilancio consistente”, ha dichiarato Nicușor Dan, auspicando che i fondi destinati alla competitività siano accessibili alle imprese degli Stati membri meno sviluppati. Il presidente ha inoltre evidenziato l’importanza dei fondi di coesione. “Sono un elemento indispensabile della nostra solidarietà comune. Allo stesso tempo, l’Unione deve investire risorse nella competitività e nella sicurezza, nel garantire una solida Politica Agricola Comune, nonché nella connettività e nell’innovazione, con particolare attenzione al nostro vicinato immediato”, ha sottolineato Nicușor Dan.
Il deficit di bilancio, in calo
Secondo i dati Eurostat, il deficit totale della Romania è sceso dal 9,3% del PIL nel 2024 al 7,9% lo scorso anno, ha annunciato il premier Ilie Bolojan. Egli ha affermato che la riduzione del deficit è un passo necessario per stabilizzare le finanze del Paese, non un fine a sé stesso. La diminuzione è il risultato delle misure volte a ridurre la spesa, aumentare le entrate e utilizzare i fondi europei, ha ricordato il capo del governo. Egli ha sottolineato che ogni punto percentuale di riduzione si traduce in minori spese per interessi e maggiori risorse per investimenti e servizi pubblici. A sua volta, il ministro delle Finanze, Alexandru Nazare, ha evidenziato che questa evoluzione segna una fase di maturazione fiscale e di recupero della credibilità economica. Tuttavia, la Romania rimane il Paese con il deficit più elevato nell’Unione Europea, il che richiede la continuazione delle misure di consolidamento fiscale, ha notato il ministro delle Finanze.
La Giornata dell’Industria Romena a Bruxelles
Lunedì, presso la sede della NATO a Bruxelles, si è svolta per la prima volta la Giornata dell’Industria Romena, un evento di diplomazia economica volto a promuovere l’industria romena e a facilitare l’accesso delle aziende nazionali alle strutture dell’Alleanza Nord-Atlantica. 20 aziende romene hanno presentato tecnologie nel campo della difesa aerea, con particolare attenzione ai droni e ai sistemi anti-drone, nonché programmi di cybersicurezza e comunicazioni, anche spaziali. Presente all’evento, la responsabile della diplomazia di Bucarest, Oana Ţoiu, ha dichiarato che la Romania intende sfruttare l’aumento della spesa dell’Alleanza per generare opportunità economiche e posti di lavoro nel Paese. Si tratta di un totale di 1.400 miliardi di dollari a disposizione degli alleati.
L’elmo di Coțofenești e i bracciali dacici, di nuovo a casa, in Romania
L’elmo di Cotofenești e due bracciali d’oro dacici, recuperati dopo il furto avvenuto lo scorso anno al Museo Drents di Assen, nei Paesi Bassi, sono giunti in Romania questa settimana. Un terzo bracciale non è stato ancora ritrovato. I reperti sono stati trasportati sotto massima sicurezza al Museo Nazionale di Storia di Bucarest, dove saranno esposti fino al 3 maggio. Lo scorso autunno, il Ministero della Cultura romeno aveva annunciato di aver incassato 5,7 milioni di euro di risarcimento assicurativo per i quattro beni culturali rubati dal Museo Drents. Dopo il recupero di tre dei quattro pezzi, la Romania dovrà ora restituire parte della somma alla compagnia assicurativa. Nei mesi successivi al furto, diverse persone sono state arrestate.