La NATO e l’adattamento alla guerra del futuro
Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, vorrebbe che tutti gli alleati accettassero la proposta di aiutare l’Ucraina con una percentuale fissa del PIL nazionale.
Roxana Vasile, 21.05.2026, 12:14
La città svedese di Helsingborg ospita questo fine settimana la riunione dei ministri degli Esteri della NATO, l’ultima prima del vertice alleato di Ankara. Nel preambolo dell’incontro dei capi delle diplomazie, il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, ha dichiarato che l’organizzazione nord-atlantica deve essere pronta per le nuove realtà della guerra moderna, in particolare per la minaccia rappresentata dai droni. Ha fatto riferimento all’intervento di martedì di un caccia F-16 romeno, impegnato in una missione NATO di polizia aerea nella regione baltica, dove ha abbattuto un drone che era penetrato nello spazio aereo dell’Estonia.
“Si tratta di un drone ucraino, ma non si sarebbe trovato lì se non ci fosse stata l’aggressione della Russia. La conclusione è che i sistemi di difesa aerea della NATO si sono dimostrati, ancora una volta, efficaci e continueremo a migliorare la nostra capacità di far fronte a qualsiasi minaccia al nostro territorio o alla nostra popolazione”, ha dichiarato Mark Rutte. Ha inoltre affermato che questo è esattamente il tipo di situazione per cui gli alleati si addestrano e si preparano, sottolineando che la NATO adatta costantemente le proprie capacità per rispondere alle minacce emergenti. Secondo il segretario generale dell’Alleanza, le lezioni apprese dalla guerra in Ucraina, dove l’uso dei droni è diventato un elemento centrale del conflitto, vengono integrate nel modo in cui la NATO sviluppa i propri sistemi di difesa.
Per quanto riguarda la questione più ampia di come contrastare al meglio i droni, questo – ha detto Mark Rutte – dipende dalla situazione, ovvero se siano necessari aerei da combattimento o altri sistemi. In ogni caso, ha ribadito che la priorità della NATO è il rafforzamento della difesa aerea e delle capacità anti-drone sul fianco orientale, nonché il miglioramento del coordinamento tra gli stati membri per rispondere rapidamente a simili situazioni. Mark Rutte ha parlato anche della proposta di aiutare l’Ucraina con una quota fissa dello 0,25% del PIL nazionale di ciascun paese della NATO. Secondo il corrispondente di Radio Romania a Bruxelles, dove si trova anche la sede dell’Alleanza, l’argomento è stato reso pubblico questo mese, ma non è la prima volta che viene proposta questa percentuale. I paesi baltici ne parlano da più di tre anni, anche all’interno delle strutture dell’Unione Europea.
La proposta non è stata accolta favorevolmente da alcuni alleati, ma Mark Rutte ha espresso la speranza che, una volta aperta questa discussione, l’aiuto a Kiev diventi più consistente e che i membri della NATO condividano più equamente i costi tra loro. Stati come i PaesiBassi, Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia o Canada sostengono il peso principale delle forniture attraverso il programma PURL (Prioritised Ukraine Requirements List), cruciale per l’Ucraina – ha precisato Mark Rutte. Le forniture all’Ucraina attraverso questo programma hanno raggiunto, al momento, oltre 4,5 miliardi di dollari. La Romania ha contribuito con 50 milioni. “Voglio che gli alleati siano abbastanza onesti gli uni con gli altri, nel giorno in cui ci aspettiamo tutti di condividere lo sforzo”, ha dichiarato Mark Rutte.