Previsioni della Banca Mondiale per la Romania
La Banca Mondiale anticipa una stagnazione dell’economia romena per quest’anno.
Ştefan Stoica, 12.06.2026, 11:17
L’economia mondiale dovrebbe registrare quest’anno una crescita più contenuta, pari al 2,5%, rispetto al 2,6% previsto a gennaio, a causa della guerra in Medio Oriente. La stima emerge dall’ultimo rapporto della Banca Mondiale. Secondo l’istituzione finanziaria internazionale, se tale previsione sarà confermata, si tratterà della crescita economica più debole dall’inizio della pandemia, alla fine del 2019. La situazione potrebbe persino peggiorare, avverte la Banca Mondiale: la crescita potrebbe rallentare all’1,3% se le perturbazioni nell’approvvigionamento energetico dovessero rivelarsi molto più severe e generare forti tensioni sui mercati finanziari.
Per quanto riguarda la Romania, la Banca Mondiale presenta una previsione in linea, o molto vicina, a quelle formulate da altre istituzioni nazionali e internazionali. Secondo la BM, l’economia romena registrerà quest’anno una crescita pari a zero, rispetto all’aumento dell’1,3% previsto a gennaio. Il PIL della Romania dovrebbe crescere dell’1,7% il prossimo anno, contro l’1,9% previsto dalla Banca Mondiale a gennaio. Nel 2028, l’economia romena dovrebbe crescere del 2%.
Dal mese di gennaio, i peggioramenti più significativi delle previsioni hanno riguardato Romania, Turchia, Repubblica di Moldova e Ucraina, principalmente a causa dello shock dei prezzi delle materie prime, oltre che per fattori specifici di ciascun paese, rileva il rapporto della Banca Mondiale. Nel periodo 2026-2028, la politica fiscale dovrebbe sostenere in larga misura la crescita nella maggior parte delle economie. I deficit fiscali dovrebbero rimanere elevati a causa delle persistenti pressioni sulla spesa, comprese quelle nel settore della difesa. Lo spazio fiscale limitato, in particolare in Montenegro, Romania e Ucraina, probabilmente ridurrà la capacità delle autorità di assorbire questo shock, avverte la Banca Mondiale.
Recentemente, la Commissione Nazionale per la Strategia e la Previsione (CNSP) ha stimato per il 2026 una crescita economica di appena lo 0,1%, rivedendo al ribasso di 0,9 punti percentuali la previsione precedente. Le prospettive a medio termine sono state elaborate in un contesto geopolitico difficile, con crescenti incertezze dovute all’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente, che ha provocato un forte shock energetico sul mercato globale.
L’effetto inflazionistico derivante dall’aumento dei prezzi dei carburanti si è sovrapposto agli sforzi interni di correggere gli squilibri macroeconomici attraverso il proseguimento delle misure di consolidamento di bilancio, determinando un peggioramento delle prospettive per l’anno in corso, valuta la CNSP. Nel medio termine, la Commissione mantiene invariate le stime di crescita economica per il periodo 2027-2029, con un tasso medio annuo di crescita del Prodotto Interno Lordo del 2,2%, sostenuto principalmente dalla continuazione dello sviluppo degli investimenti. Dopo il declino del 2026, i consumi privati cresceranno a un ritmo medio annuo superiore a quello del PIL, a seguito della riduzione graduale degli effetti del consolidamento di bilancio.