Gli eurodeputati chiedono il rafforzamento militare del fianco orientale
Le incursioni dei droni in Romania – tema di dibattito nel Parlamento europeo.
Leyla Cheamil, 17.06.2026, 11:08
Martedì il Parlamento europeo ha discusso gli incidenti di sicurezza verificatisi a Galați e Costanza (sud-est della Romania), nei quali sono stati coinvolti dei droni. Un drone si è schiantato a fine maggio contro un edificio residenziale a Galați. L’impatto è stato seguito da un’esplosione e da un incendio, causando il ferimento di due persone. Pochi giorni dopo, all’inizio di giugno, un drone navale è esploso nel porto di Costanza, il più grande sul Mar Nero, senza provocare vittime. In quell’occasione, il presidente della Romania, Nicușor Dan, ha affermato che tale situazione è una conseguenza diretta della guerra di aggressione lanciata dalla Russia contro l’Ucraina.
Martedì, gli eurodeputati hanno chiesto all’Unione Europea di rafforzare militarmente il fianco orientale e di adottare sanzioni nei confronti della Russia. Tra le diverse decine di interventi, soltanto due eurodeputati si sono espressi a favore di un disimpegno europeo dal sostegno all’Ucraina.
L’Alta rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri, Kaja Kallas, ha dichiarato che le recenti incursioni di droni russi in stati comunitari non costituiscono episodi isolati, bensì azioni coordinate e organizzate per testare la disponibilità degli paesi membri a reagire. Ha quindi invitato l’Unione a rispondere con unità, maggiore deterrenza e determinazione, per inviare a Mosca un messaggio fermo che l’Europa è unita nella difesa della propria sicurezza, stabilità e dei propri valori. “Il prossimo bilancio dell’Unione Europea per il periodo 2028-2034 dovrà dimostrare che i paesi comunitari prendono sul serio tale fatto”, ha aggiunto la responsabile della diplomazia europea.
Agli esempi degli incidenti verificatisi in Romania si sono aggiunti quelli registrati in tutti i Paesi europei del fianco orientale, tra cui la Finlandia, gli stati baltici e la Polonia. Una delle questioni ancora senza risposta riguarda il numero di droni entrati nello spazio europeo che siano stati intenzionalmente controllati dalla Russia lungo il loro percorso e in quale misura Mosca stia testando le capacità dell’Unione Europea e della NATO.
Nel suo insieme, il Parlamento europeo chiede non solo la dotazione degli stati di frontiera di sistemi militari per far fronte ai droni, ma anche l’adozione di misure più severe, soprattutto sul piano economico, nei confronti della Russia. Il dibattito di martedì è stato promosso dall’eurodeputato romeno Victor Negrescu, vicepresidente del Parlamento europeo da parte del gruppo dei Socialisti e Democratici, ma l’iniziativa ha ricevuto il sostegno di tutte le forze politiche.
Victor Negrescu ha sottolineato che tali incidenti rappresentano una minaccia diretta per i cittadini europei e per le infrastrutture critiche della regione del Mar Nero. A sua volta, l’eurodeputato romeno Siegfried Mureșan ha affermato che, attraverso queste azioni, la Federazione Russa sta testando la vigilanza degli europei e la loro capacità di reazione. “La nostra risposta deve essere chiara: l’Unione Europea protegge i propri cittadini. Gli stati del fianco orientale sono in prima linea e, pertanto, necessitano di strumenti adeguati per rispondere a queste minacce sempre più frequenti”, ha detto Siegfried Mureșan.