La settimana 15 – 20/06/2026
Supporto anti-drone per la Romania / Incertezza politica in Romania / Proteste in Romania / Il deficit di conto corrente della Romania, in calo
Daniela Budu, 20.06.2026, 07:00
Supporto anti-drone per la Romania
Il presidente Nicuşor Dan ha annunciato che il Portogallo e la Slovacchia si sono offerti di fornire alla Romania attrezzature anti-drone. Presente a Bruxelles, alla riunione dei capi di Stato e di governo dell’Unione Europea, Nicuşor Dan ha precisato che, in questo modo, i due Paesi si uniscono agli Stati Uniti, a Francia, Italia e Spagna, che in precedenza avevano fatto annunci simili. Va inoltre ricordato che, in una risoluzione adottata giovedì a Strasburgo, il Parlamento Europeo condanna le incursioni con droni negli Stati membri dell’Unione ed esprime la propria solidarietà a Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania e Romania. I membri del Parlamento Europeo affermano che le violazioni dello spazio aereo europeo non sono episodi isolati, ma parte di una più ampia strategia russa volta a intimidire l’Unione e i suoi alleati. La risoluzione chiede l’urgente creazione di una vera e propria Unione Europea della Difesa e sottolinea la necessità di rafforzare pienamente il fianco orientale dell’Unione e della NATO. Tornando a Bruxelles, la Romania si è mostrata direttamente interessata a gran parte dei temi all’ordine del giorno. Oltre alla difesa europea, in particolare del fianco orientale, i leader hanno affrontato la questione dell’apertura, quanto prima, di tutti i capitoli negoziali per l’adesione della Repubblica di Moldova e dell’Ucraina, nonché il bilancio pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034. Riguardo alla situazione politica del Paese, il presidente ha affermato che i suoi poteri costituzionali, dopo la nomina di un primo ministro designato, sono ridotti. In questo contesto, non ha escluso esplicitamente la possibilità di un sostegno da parte dei parlamentari dell’AUR al governo di Adrian Veştea e ha insistito sull’importanza di formare una maggioranza che convalidi un governo filo-occidentale.
Incertezza politica in Romania
Nel frattempo, a Bucarest proseguono i negoziati per la formazione del futuro governo. Il primo ministro designato ha rinviato più volte la presentazione del programma di governo e delle proposte di ministri, affermando di voler continuare il dialogo e i negoziati con i partiti politici. In un messaggio su internet, Adrian Veștea ha dichiarato che utilizzerà responsabilmente il tempo a sua disposizione per raggiungere un accordo solido sul programma di governo, che sostenga la ripresa economica, migliori il tenore di vita e ripristini l’equilibrio di bilancio. Secondo fonti politiche, la votazione per l’insediamento del nuovo esecutivo potrebbe tenersi la prossima settimana. Per essere convalidato, il suo governo dovrà ottenere 233 voti favorevoli. Finora, è noto che il PNL, l’UDMR e l’USR non sosterranno un governo guidato dal nuovo primo ministro designato. Il PSD non si è ancora espresso. Il leader del partito, Sorin Grindeanu, ha annunciato che i socialdemocratici prenderanno una decisione domenica, dopo un’attenta analisi del programma di governo e solo se riceveranno garanzie in merito alla tutela dei redditi della popolazione e alla continuità degli investimenti. Sempre domenica, durante il Congresso Straordinario, il PNL eleggerà una nuova leadership e prenderà decisioni in merito all’accettazione del mandato del primo ministro, designato senza consultare il partito e senza il sostegno di alcuni colleghi liberali. Ricordiamo che il governo di minoranza PNL-USR-UDMR, guidato dal leader liberale Ilie Bolojan, è stato destituito il 5 maggio in seguito a una mozione di sfiducia inoltrata dal PSD, fino a poco tempo fa parte della coalizione governativa, e dall’AUR.
Proteste in Romania
Mercoledì, diverse migliaia di sindacalisti romeni dell’istruzione hanno protestato davanti al Governo e al Parlamento, scontenti dei provvedimenti del nuovo disegno di legge sugli stipendi, sostenendo che non correggono le anomalie del sistema e condannano gli insegnanti alla povertà. Secondo i sindacalisti, questo ddl rappresenta “una flagrante violazione della legislazione vigente, una sfida agli impegni assunti nei confronti delle organizzazioni sindacali e la prova inconfutabile che il Governo, il Presidente della Romania e i partiti politici stanno seppellendo l’istruzione, invece di considerarla il fondamento su cui si costruisce il futuro di una nazione”. Le federazioni sindacali chiedono l’immediato ritiro del ddl dal dibattito pubblico e l’avvio di negoziati reali e seri. Anche i dipendenti delle dogane sono insoddisfatti delle disposizioni della nuova legge sugli stipendi dei dipendenti del settore pubblico, delle condizioni di lavoro e del mancato rispetto dei diritti professionali e salariali. Mercoledì hanno indetto uno sciopero di avvertimento e hanno annunciato la possibilità di uno sciopero generale qualora le autorità non dovessero soddisfare le loro richieste.
Il deficit di conto corrente della Romania, in calo
Secondo i dati pubblicati dalla Banca Centrale, il deficit di conto corrente della Romania è diminuito di oltre il 12% nei primi quattro mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da oltre 9,1 miliardi di euro a meno di 8 miliardi di euro. Gli economisti, tuttavia, affermano che il miglioramento di questo indicatore non riflette necessariamente un’economia più competitiva, bensì un rallentamento dei consumi e dell’attività economica. A loro avviso, i servizi di trasporto, IT e telecomunicazioni continuano a generare un surplus significativo per la bilancia dei pagamenti, e le riserve valutarie della Banca Centrale rimangono a un livello confortevole. Ciò che preoccupa, tuttavia, secondo gli economisti, è la diminuzione degli investimenti stranieri diretti di oltre il 30% rispetto all’anno scorso. Va inoltre precisato che, secondo i dati pubblicati mercoledì dall’Ufficio Statistico Europeo (Eurostat), a maggio la Romania è stata il paese con il tasso inflazionistico più alto dell’Unione Europea, pari al 9,7%. I dati precedentemente pubblicati a Bucarest dall’Istituto Nazionale di Statistica rilevano che il tasso inflazionistico annuo in Romania è salito al 10,85% a maggio. La Banca Centrale ha rivisto al rialzo, al 5,5%, rispetto al 3,9% precedente, le previsioni inflazionistiche per la fine di quest’anno.